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- I tesori della Guadalupa - Le Roches Graveès
Il nostro viaggio alla scoperta delle Roches Graveès inizia da Trois-Rivières , un piccolo centro con meno di 8.000 abitanti, sede del porto d’imbarco per l'arcipelago di Les Saintes. Situata in gran parte sul versante del massiccio vulcanico Madeleine, a 961 metri sul livello del mare, Trois-Rivières è stata la culla della civiltà precolombiana. Il sito amerindo delle “ Roches Gravées” , raggiungibile in pochi minuti dal porto, è quello che in Guadalupa custodisce le maggiori testimonianze risalenti ai primi abitanti dell'arcipelago: gli indiani Arawaks . Le Roches Gravées è praticamente un museo a cielo aperto, con oltre 230 incisioni rupestri , ospita circa 22 massi datati tra il 300 e l’800 dopo Cristo. Queste incisioni, rappresentazioni antropomorfe spesso complesse (volti stilizzati, figure divine), si ritiene che avessero funzioni spirituali legate alla comunicazione con gli Zémis — spiriti ancestrali o entità naturali. Sospesi in questa atmosfera magica, tra le incisioni spiccano figure complesse come il “cacique” o il “sorcier”, ma anche volti enigmatici intagliati nella roccia comunemente utilizzata come polissoir — per lucidare utensili in pietra Immerso in un ambiente rigoglioso di piante tropicali e bagnato da trasparenti ruscelli d’acqua, il sito ha un’atmosfera quasi fiabesca. Nel 1974, questi resti sono stati classificati monumenti storici. Lasciata Trois-Rivières , il nostro tour alla scoperta si questi siti d’arte rupestre, prosegue con la visita delle Roches Gravées "Plessis" , un sito archeologico risalente a un periodo compreso tra il primo e il sesto secolo d.C., situato sulle sponde dell'omonimo fiume, linea naturale di confine tra i comuni di Baillif e Vieux-Habitants . Vieux-Habitants è il più antico comune della Guadalupa. Fondata nella prima metà del XVII secolo dai primi colonizzatori francesi, oggi è una città altamente turistica grazie ai numerosi siti storici e naturali che ospita. La prima grande scoperta di questi petroglifi, risalenti al periodo degli indiani Arawak , avvenne alla fine del XIX secolo, portando alla luce ben 147 incisioni rupestri . La "roccia madre", situata sulla riva destra del fiume Plessis, è ricoperta da un gran numero di disegni che raffigurano volti stilizzati (per lo più cerchi contenenti due occhi e una bocca). Sull’altra riva, invece, si trovano altre raffigurazioni incise su rocce sparse, che sembrano testimoniare le paure e le credenze di questo popolo amerindo. Un secondo ritrovamento avvenne nel 1995 a causa del ciclone Marilyn, che portò alla luce un blocco roccioso con quattro nuove incisioni. Questo evento ha contribuito a valorizzare ulteriormente il sito, tanto che, con un decreto del 22 novembre 2013, le Roches Gravées "Plessis" sono state classificate come monumento storico. Secondo gli studi archeologici, il sito dimostra che le incisioni furono effettuate dai nativi americani in tappe successive lungo il corso d'acqua. Le Roches Gravées "Plessis" sono raggiungibili seguendo le indicazioni per la frazione di Saint-Robert, da cui si imbocca un sentiero che, in circa 15 minuti, porta al fiume Plessis . Proseguendo lungo il corso del fiume, si giunge alla cascata Kalinago . Roches Graveès a Trois-Rivières
- I tesori della Guadalupa - La scalinata e la prigione degli schiavi
Il viaggio dedicato alla scoperta dei “Tesori della Guadalupa ” oggi fa tappa sull’isola di Grande-Terre per scoprire due siti storici che parlano al cuore. Ci troviamo a Petit-Canal , piccolo, ma importante comune di poco più di 8000 abitanti, in quanto testimone di uno dei capitoli più toccanti della storia coloniale delle Antille francesi. Cammineremo lungo i gradini della memoria, tra pietra e silenzio, tra schiavitù e resistenza. Petit-Canal non è solo una tappa: è un invito alla riflessione. Petit-Canal , conosciuta nel XVII secolo come Mancenillier , prende il nome da un albero la cui linfa è tossica e che abbondava in alcune zone del territorio. Nel 1730, l’attuale Petit-Canal fu chiamata semplicemente Canal, per poi assumere il nome attuale venti anni dopo. La denominazione di " Canal " le fu attribuita in seguito alla realizzazione di un canale, tristemente utilizzato dalle imbarcazioni per il trasporto degli schiavi dal porto di Canal all’odierna Morne-à-l’Eau . A causa di questo legame storico con la deportazione e la vendita degli schiavi africani, il tour a Petit-Canal si concentra su due siti che ricordano l'oscuro passato della Guadalupa: la scalinata e la prigione degli schiavi. Oggi, a testimoniare quella pagina dolorosa, si erge una scalinata monumentale di 54 gradini , chiamata comunemente l'escalier des esclaves — la scalinata degli schiavi. A circa un chilometro dal centro città, in meno di quindici minuti a piedi percorrendo Rue de l'Église, si giunge alla scalinata degli schiavi. Ogni scalino racconta una storia muta: è stato percorso a piedi nudi da uomini e donne strappati alla loro terra, carichi di catene e di speranze spezzate. La visita è un'opportunità per riflettere sulle atrocità della schiavitù e sulla storia di Guadalupa, un luogo dove passato e memoria storica si intrecciano. Ricostruita dopo il 1848, questa scalinata era percorsa dagli schiavi, una volta sbarcati dall’adiacente molo, per essere condotti ai mercati. Su ogni muretto della scalinata sono posizionate targhe con i nomi delle tribù africane deportate. Ai suoi piedi si trova il monumento della Fiamma Eterna allo Schiavo Ignoto , con accanto il busto di Louis Dèlgres , famoso per la sua lotta contro la schiavitù nei primi anni dell’Ottocento. Inaugurato il 28 maggio 1994, la Fiamma Eterna è rappresentata da una fiaccola che custodisce, secondo gli storici, le fruste di quaranta padroni, usate sugli schiavi dopo l’abolizione della schiavitù. In cima alla scalinata sorge la chiesa di Saint-Philippe-et-Saint-Jacques , distrutta dal terremoto del 1928 e ricostruita nel 1865 dal noto architetto locale Ali Tur . Frontalmente alla chiesa si trova il monumento più antico della Guadalupa, il “Tronco delle Anime”. Questo monumento rappresenta il Memoriale della Schiavitù , con la scritta “ Libertà – 1848 ” che segna la data dell’abolizione definitiva della schiavitù, avvenuta il 27 aprile di quell’anno grazie al decreto di Victor Schoelcher , importante difensore dei diritti umani. Poco distante dalla scalinata, in circa due minuti a piedi, si trova un altro importante sito storico: la famosa prigione degli schiavi , ormai in rovina, all’interno della quale sono cresciuti secolari alberi di fico. Tra i vari luoghi di interesse, quello che merita particolare attenzione è il “ fico maledetto ”, legato a una leggenda secondo cui gli schiavi, nel costruire la prigione, piantarono semi di fico con l'intento di favorire, nel tempo, la naturale distruzione dell’edificio. Nel corso dei secoli, infatti, i suoi rami e le enormi radici hanno avvolto i muri della prigione, rendendolo un luogo che evoca inevitabilmente un senso di tristezza e dolore, poiché rappresenta un simbolo delle sofferenze subite dagli schiavi africani deportati in questa terra. Petit-Canal ci ricorda che non esistono luoghi troppo piccoli per ospitare grandi memorie. Camminare su quei gradini è come attraversare il tempo: ci insegna a guardare al passato senza distogliere lo sguardo, per costruire un futuro più consapevole. www.enjoyguadalupa.com
- I tesori della Guadalupa - La riserva di Grand-Cul-de-Sac-Marin
La riserva naturale di Grand-Cul-de-Sac-Marin è un simbolo della ricchezza naturale della Guadalupa e un’importante area protetta che si estende su 15.000 ettari, collega le isole di Basse-Terre e Grande-Terre. Essa comprende laghi, mangrovie, isolotti protetti e ospita numerose specie marine, tra cui 255 specie di pesci e 50 coralli, oltre a 78 specie di uccelli, alcune endemiche, dove mangrovie e barriere coralline svolgono un ruolo vitale nel mantenimento dell’equilibrio ambientale. La riserva Grand-Cul-de-Sac-Marin è delimitata da una barriera corallina lunga 25 km e, sul versante terrestre, dalla più vasta fascia di mangrovie delle Piccole Antille, rappresentando così un importante serbatoio di biodiversità. Le zone umide costiere proteggono la costa dall’azione delle onde, filtrano le acque di ruscellamento, immagazzinano l’acqua proveniente da piogge cicloniche eccezionali e ospitano numerose specie di uccelli migratori. La poca profondità delle acque favorisce la crescita di estese praterie di fanerogame marine (piante con fiori), che fungono da aree nursery per molte specie di pesci, crostacei e molluschi. La preservazione del Grand-Cul-de-Sac-Marin affronta sfide legate a inquinamento e turismo non regolamentato, che minacciano questo fragile ecosistema. Gli sforzi di conservazione includono sensibilizzazione, restauro degli habitat, rafforzamento delle normative e collaborazione tra autorità, ricercatori e ONG, oltre a programmi educativi per le future generazioni. Questo ecosistema ricco e variegato è un importante esempio di tutela ambientale, che preserva l’equilibrio tra terra e mare, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nella natura. Il Grand-Cul-de-Sac-Marin può essere esplorato in barca, kayak o paddle, permettendo di navigare tra la mangrovia e osservare i fondali in tranquillità. Le escursioni guidate offrono un’immersione completa in questo ecosistema protetto, dove le zone umide sono riconosciute a livello internazionale per la loro biodiversità. Il periodo migliore per visitarlo è da dicembre a maggio, durante la stagione secca, ideale per le attività nautiche e l’osservazione della biodiversità. È essenziale rispettare le regole di protezione, evitare di danneggiare i coralli e preferire attività sostenibili per preservare questo fragile ecosistema. www.enjoyguadalupa.com
- I tesori della Guadalupa -Abitazione Murat
L'Habitation Murat , un connubio tra architettura coloniale e archeologia industriale, rappresenta una delle più importanti testimonianze storiche della cittadina di Grand-Bourg , sull’isola di Marie-Galante . Situata all’interno di un vasto parco di sette ettari, originariamente chiamata Poisson e successivamente Bellevue La Plaine , l’ Habitation Murat fu fondata nel 1657 e inizialmente destinata alla coltivazione del caffè. All’inizio del XIX secolo, sotto la proprietà della famiglia Murat, fu convertita in una piantagione di canna da zucchero. Nel 1807 , Dominique Murat , originario dell’Aquitania, acquistò la proprietà e la modernizzò, dotandola di nuovi edifici. In quel periodo, grazie alla crescente prosperità della produzione, il numero di schiavi impiegati passò da 114 a 307, rendendo l’Habitation, nel 1839 , la piantagione più importante della Guadalupa. Tuttavia, verso la metà del XIX secolo, con l’abolizione della schiavitù e la crescente concorrenza europea, la produzione di zucchero iniziò a calare, portando alla chiusura definitiva dello zuccherificio e al progressivo deterioramento dell’intera struttura. Nel 1979 , il Consiglio Generale della Guadalupa decise di valorizzare il sito, trasformando l’ Habitation Murat in un ecomuseo delle Arti e Tradizioni Popolari . Oggi, l’ecomuseo raccoglie in poche centinaia di metri quadrati oltre tre secoli di storia legata alla lavorazione della canna da zucchero, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva grazie a spazi ricchi di testimonianze storiche. Questi ambienti permettono di comprendere a fondo la storia della canna da zucchero, le tradizioni popolari e i legami con la memoria della schiavitù sull’isola di Marie-Galante. L’Habitation Murat conserva numerosi edifici storici, tra cui mulini a vento e strutture agricole. Tra i principali punti di interesse visitabili: · La Maison du maître , in stile neoclassico, ospita l’esposizione permanente Trésors populaires du quotidien . Aperta al pubblico dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:00 (il sabato solo al mattino). · Il Mulino a vento , risalente al 1814 , ancora visibile accanto alle rovine dell’antico zuccherificio: un vero simbolo architettonico protetto. · Il Giardino delle piante medicinali , allestito nell’ex recinto per animali, che raccoglie numerose specie utilizzate nella tradizione locale. · Le rovine e le abitazioni storiche : gli stabilimenti industriali (zuccherificio e distilleria), le stalle, gli alloggi degli schiavi ( cases en gaulettes ) e l’ex “ospedale degli schiavi”, oggi trasformato in centro di documentazione . I visitatori possono esplorare questi spazi per scoprire come venivano prodotti il rum e lo zucchero, e conoscere le tradizioni agricole, artigianali e culturali di Marie-Galante. Oltre alle strutture storiche, l’ Habitation Murat ospita esposizioni permanenti dedicate alla vita quotidiana degli abitanti dell’isola: tradizioni, cucina, musica, danze tipiche e i legami storici con la Francia e le altre isole caraibiche. L’obiettivo dell’ Habitation Murat non è solo quello di informare sulla storia di Marie-Galante, ma anche di sensibilizzare alla tutela del patrimonio ambientale e culturale dell’isola, rappresentando una risorsa preziosa per chi desidera scoprirne l’identità autentica. Testo e foto Stefano Mappa (Copyright) www.enjoyguadalupa.com
- Idee di viaggio alla Guadalupa con #Enjoy Guadalupa
Itinerario di 16 giorni da Roma o Parigi. Il terzo itinerario che propongo è studiato per una permanenza sull’arcipelago di ben 16 giorni, un arco di tempo sufficiente per visitare tutte le meravigliose isole della Guadalupa. Il soggiorno ci consentirà di integrare il circuito dei 13 giorni con una escursione in più su Grande-Terre per ammirare le bellezze naturali di Anse-Bertrand, come Port d’Enfer, Pointe de la Grande Vigie e la spiaggia della Chappelle, e di raggiungere le riserve naturali di Petite Terre; spostandoci su Basse-Terre, ci porteremo a Bouillante per immergerci nella favolosa riserva marina J. Cousteau, e, successivamente, raggiungere Trois-Rivières per scoprire il parco archeologico delle Roches Gravées. Infine, ci dirigeremo sull’isola di Marie-Galante per scoprire altre meraviglie naturali e storiche, come il mulino Bèzard, la distilleria Bellevue, e lo zuccherificio Roussel Trianon. Che ne pensate? Ed allora, ecco il tour da me proposto di 16 giorni con una integrazione di scatti fotografici, rispetto ai precedenti viaggi di 10 e 13 giorni, che potete ammirare nei due post che hanno anticipato quello odierno. 16 giorni (albergo St. Anne o Gosier, Dashaies, e Capesterre di Marie-Galante) 1° giorno: Grande-Terre - Roma/Parigi-Point-à-Pitre e sistemazione albergo (Gosier o St. Anne) 2° giorno: Grande-Terre – Gosier: isolotto Gosier – St. François: Pointe-des-Châteaux – St. Anne: mercatini St. Anne 3° giorno: Dèsirade – Pointe Doublè - spiaggia du Souflleur – Pointe Colibrì – spiaggia Fan Fan – à Fifi 4° giorno: Grande-Terre -Morne-à-l’Eau: Cimitero monumentale, Petit-Canal: scalinata e prigione degli schiavi – Port-Louis: spiaggia du Souffleur 5° giorno: Grande-Terre - St. Anne: spiaggia la Caravelle, du Bourg, e Bois Jolan Sera 6° giorno: Grande-Terre - Anse-Bertrand: Port d’Enfer, Pointe de la Grande Vigie e la spiaggia della Chappelle 7° giorno: Petite Terre - Terre-de-Bas - Trasferimento albergo Deshaies 8° giorno: Basse-Terre – Petit-Bourg: Route de la traversèe, cascata dei gamberi – Deshaies: giardino botanico – spiaggia Grande Anse 9° Basse-Terre - Capesterre-Belle-Eau: cascata du Carbet – Basse-Terre: forte Louis Dèlgres 10° giorno: Basse-Terre - St. Claude: vulcano Soufrière - Ballif: distilleria Bologne 11° giorno: Basse-Terre - Bouillante: Riserva marina J. Cousteau - Trois Rivières: parco archeologico R. Gravées - Trasferimento albergo Capesterre di Marie-Galante 12° giorno: Marie-Galante – Grand-Bourg: Ecomuseo Murat – Zuccherificio R. Trianon - Capesterre: spiaggia Feuillère 13° giorno: Les-Saintes – Terrre-de-Haut: forte Napoleon – spiaggia Pain de Sucre 14 ° giorno: Marie-Galante – Spiagge Vieux-Fort - Port-Louis: Gueule Grand Gouffre - Capesterre: mulino Bèzard - distilleria Bellevue 15° giorno: Grande-Terre - Point-à-Pitre: Museo Acte e tour in città – Aeroporto 16° giorno: Italia - Francia https://www.enjoyguadalupa.com/copia-di-info Vulcano Soufrière (Basse-Terre)
- Idee di viaggio alla Guadalupa con #EnjoyGuadalupa
Itinerario di 13 giorni da Roma o Parigi. Buongiorno amici, state pensando di recarvi alla Guadalupa? Oggi vi propongo un secondo itinerario dedicato a coloro che intendono trascorrere una vacanza più lunga rispetto a quella di 10 giorni consigliatavi la scorsa settimana. Il tour è di 13 giorni, con la possibilità di visitare, oltre ai magnifici siti proposti in quello di 10 giorni, anche la magnifica isola di Marie-Galante e scoprire i tesori storici e naturali di questa isola autentica. Pronti per partire? Ed allora ecco il tour proposto da Stefano di #EnjoyGuadalupa , con le fantastiche foto dei siti di Marie-Galante. 13 giorni (albergo St. Anne o Gosier e Dashaies) 1° giorno: Grande-Terre - Roma/Parigi-Point-à-Pitre e sistemazione albergo (Gosier o St. Anne) 2° giorno: Grande-Terre – Gosier: isolotto Gosier – St. François: Pointe-des-Châteaux – St. Anne: mercatini St. Anne 3° giorno: Dèsirade – Pointe Doublè - spiaggia du Souflleur – Pointe Colibrì – spiaggia Fan Fan – à Fifi 4° giorno: Grande-Terre -Morne-à-l’Eau: Cimitero monumentale, Petit-Canal: scalinata e prigione degli schiavi – Port-Louis: spiaggia du Souffleur 5° giorno: Grande-Terre - St. Anne: spiaggia la Caravelle, du Bourg, e Bois Jolan Sera 5° giorno: Trasferimento albergo Deshaies 6° giorno: Basse-Terre – Petit-Bourg: Route de la traversèe, cascata dei gamberi – Deshaies: giardino botanico – spiaggia Grande Anse 7° giorno: Basse-Terre - Capesterre-Belle-Eau: cascata du Carbet – Basse-Terre: forte Louis Dèlgres 8° giorno: Les-Saintes – Terrre-de-Haut: forte Napoleon – spiaggia Pain de Sucre 10° giorno: Marie-Galante – Grand-Bourg: Ecomuseo Murat – Capesterre: spiaggia Feuillère – Port-Louis: Gueule Grand Gouffre 11° giorno. Basse-Terre – St. Claude: vulcano Soufrière – Ballif: distilleria Bologne 12° giorno: Grande-Terre - Point-à-Pitre: Museo Acte e tour in città – Aeroporto 13° giorno: Italia - Francia https://www.enjoyguadalupa.com/copia-di-info Port-Louis di Marie-Galante: Gueule Grand Gouffre
- Idee di viaggio alla Guadalupa con #EnjoyGuadalupa
Itinerario di 10 giorni da Roma o Parigi Sulla base delle mie esperienze, un viaggio alla Guadalupa dovrebbe prevedere una durata di almeno quindici giorni, viaggi compresi, da programmare preferibilmente nel periodo dicembre-aprile, in quanto il clima è secco e lontano dalle piogge o altri eventi meteo come tempeste tropicali e uragani particolarmente impetuosi nei mesi estivi e autunnali. Ma oggi vi presento la prima di tre ipotesi di viaggio articolati su una vacanza di 10, successivamente di 13 e 16 giorni. 10 giorni (albergo St. Anne o Gosier) 1° giorno: Grande-Terre - Roma/Parigi-Point-à-Pitre e sistemazione albergo (Gosier o St. Anne) 2° giorno: Grande-Terre - Isolotto Gosier - Pointe-des-Châteaux – Mercatini St. Anne 3° giorno: Dèsirade – Pointe Doublè - Spiaggia du Souflleur – Pointe Colibrì – Spiaggia Fan Fan – à Fifi 4° giorno: Grande-Terre -Morne-à-l’Eau Cimitero monumentale, scalinata e prigione degli schiavi (Petit-Canal) – Port-Louis Spiaggia du Souffleur 5° giorno: Grande-Terre - St. Anne - Spiaggia la Caravelle, Bois Jolan, e du Bourg 6° giorno: Basse-Terre - Route de la traversèe Cascata dei gamberi – Deshaies - Giardino botanico – Spiaggia Grande Anse 7° giorno: Basse-Terre - Capesterre-Belle-Eau - Cascata du Carbet –Basse-Terre Forte Louis Dèlgres 8° giorno: Les-Saintes – Forte Napoleon – Spiaggia Pain de Sucre 9° giorno: Grande-Terre - Point-à-Pitre - Museo Acte e Tour in città – Aeroporto 10° giorno: Italia - Francia https://www.enjoyguadalupa.com/copia-di-info
- Il Santuario di Nostra Signora di Larmes
Con #Enjoyguadalupa ricordiamo l'anniversario della prima apparizione della Madonna di Nostra Signora di Larmes . Siamo a Pointe-Noire , sull'isola di Basse-Terre , e in un clima di rinnovata fede, il Santuario, luogo carico d’intensa spiritualità, accoglie un Santuario di elevata importanza religiosa per la Guadalupa. Collocato all’interno di un oratorio immerso all’interno di un’area lussureggiante dove un grazioso corso d’acqua scorre all’interno di un canyon ammirabile da una passarella sopraelevata, il Santuario di Nostra Signora di Larmes è quotidianamente meta di pellegrinaggio alla Vergine Maria protagonista, il 9 maggio e il 3 giugno del 1977 , di due consecutive apparizioni. Il sito si caratterizza per la presenza di una piccola cappella in pietra con all’interno la Madonna seduta in preghiera con le mani sul volto, con all’esterno un’iscrizione che recita così: " Qui è apparsa la Vergine Maria. Tutti coloro che verranno qui con molta fede e fiducia senza curiosità riceveranno grazie e qui ci saranno molti miracoli ". All’interno del grande parco svetta altresì una statua della Madonna con le braccia aperte rivolte verso il lussureggiante parco tropicale. Testo e foto Stefano Mappa Conosci Pointe-Noire su: https://www.enjoyguadalupa.com/copia-di-visita-deshaies
- La guida: "In tour per la Guadalupa"
La guida turistica è pronta! 232 pagine di informazioni (in francese e italiano) Il tuo viaggio in Guadalupa con la guida originale " In tour per la Guadalupa ". Prenota la tua copia. Un viaggio con Stefano di Enjoy Guadalupa Lasciati guidare alla scoperta delle meraviglie di uno degli arcipelaghi più affascinanti dei Caraibi. Con la voce appassionata di Stefano, guida esperta e fondatore di Enjoy Guadalupa, partirai alla scoperta di tutte le isole che compongono questo angolo autentico del mondo: da Grande-Terre a Basse-Terre , passando per Marie-Galante , Les Saintes e La Désirade . Un percorso emozionante attraverso i 32 comuni dell’arcipelago , la loro storia , le tradizioni creole, gli eventi più vivaci, gli itinerari più suggestivi e i luoghi da non perdere — tra natura selvaggia, cultura vibrante e ospitalità sincera. Questa guida è molto più di un semplice manuale di viaggio: è un invito a vivere la Guadalupa con uno sguardo curioso e il cuore aperto. Perfetta per chi parte, per chi sogna, o per chi vuole scoprire l’anima autentica di un paradiso ancora intatto.
- L'arte dei Murales alla Guadalupa
I Murales della Guadalupa riflettono la ricca storia e la complessa identità culturale dell'isola, esprimendo temi sociali, post-coloniali e identitari. Questa tradizione artistica urbana nasce dalla fusione di influenze africane, francesi e caraibiche, visibili nell'architettura, nella musica e nelle arti visive locali. A Pointe-à-Pitre, in particoare, i murales adornano le pareti degli edifici, rappresentando scene di vita quotidiana, figure storiche e simboli culturali che raccontano le storie degli antenati e le lotte per l'indipendenza. Sito di riferimento di questa arte è il Centre des Arts et de la Culture , uno dei tesori nascosti più affascinanti della città, occupato l'edificio con un’occupazione non violenta tenutasi nel 2021 grazie al Kolèktif Awtis Rézistans, un collettivo di artisti in resistenza formato da circa cento artisti di varie discipline che, nonostante l’abbandono delle istituzioni, riesce a trasformare l’insicurezza in un’opportunità creativa. Questi dipinti, presenti comunque su tutte le isole della Guadalupa, non sono solo decorazioni urbane, ma anche strumenti di educazione e consapevolezza sociale. L’arte di strada trasforma pareti degradate in opere che abbelliscono le città e migliorano la qualità della vita. I Murales affrontano temi sociali, rafforzano il senso di comunità e valorizzano l’identità culturale, rendendo gli spazi urbani più vivaci e coinvolgenti. L’arte urbana diventa così un potente strumento di rigenerazione e bellezza condivisa. La storia della street art in Guadalupa è ricca e diversificata, con molti artisti di talento che sono emersi da questa isola caraibica, e in loro onore, nel corsso dell’anno, molti sono gli eventi che vengono organizzati dalle tante associazioni culturali presenti sull’arcipelago. A Pointe-a-Pitre, è possibile fare un tour in tuk tuk tra le vie della città attraverso l’agenzia turististica locale Pousse pousse Ti Balad Peyi . Testo Stefano Mappa Foto: facebook www.enjoyguadalupa.com
- Museo Victor Schœlcher
Alla Guadalupa, il mese di aprile del 1848 si ricorda per la definitiva abolizione della schiavitù. In questo mese, per celebrare questa importante conquista, Stefano di #EnjoyGuadalupa vi porta a Point-à-Pitre per scoprire il museo Victor Schœlcher , giornalista e politico francese autore del decreto del 27 aprile 1848 che abolì definitivamente la schiavitù in Francia. Nel 1883 decise di donare alla Guadalupa una parte delle sue collezioni allo scopo di consentire ai poveri e ai ricchi di accedere alla cultura e alle belle arti. Il museo Victor Schoelcher , inaugurato a Pointe-à-Pitre il 21 luglio del 1887, oggi conserva sue collezioni raccolte durante i suoi viaggi in tutto il mondo e porcellane della manifattura Schoelcher. Numerosi documenti permettono di immergersi in questo periodo nero della Guadalupa. Gli oggetti portati da Victor Schoelcher sono rappresentativi delle culture e delle tradizioni popolari dei paesi che ha attraversato. Ha anche portato oggetti d'arte a volte antichi, o oggetti che testimoniano la schiavitù. Il museo rientra tra i 18 siti d'interesse storico rientranti nell'importante progetto UNESCO , " La rotta degli schiavi ". Una visita istruttiva e piena di emozioni. Ogni anno, il 21 luglio, Victor Schoelcher viene celebrato in Guadalupa. Testo e foto Stefano Mappa www.enjoyguadalupa.com
- Paesaggi mozzafiato della Guadalupa - Dèsirade - 5^ p.
L’ultimo paesaggio mozzafiato da visitare è il Morne du Souffleur sull’isola della Dèsirade , incomparabile con le altre isole dell’arcipelago della Guadalupa per la sua forma allungata e i suoi scenari naturali contrastanti. L’isola si pregia della presenza di spiagge meravigliose protette da lunghe barriere coralline, manufatti storici, e itinerari incontaminati, rendendola una meta turistica romantica ed allo stesso tempo misteriosa in quanto custode di un passato caratterizzato da storie legate alle deportazioni ed all’isolamento dei lebbrosi provenienti dalla Francia di Re Luigi XIV . Dal borgo di Beauséjour una ripida stradina porta sulla dorsale del Morne du Souffleur , un sentiero sterrato che attraversa l’intero costone dell’isola. Qui sorge la graziosa cappella di Nostra Signora del Calvario , un sito di preghiera di modeste dimensioni di color bianco e celeste custode, al suo interno, di un altare, una nicchia di color bianco perimetralmente avvolta da un arco celeste, di un veliero in legno con al fianco la statua della Madonna. Dalla sua terrazza panoramica è possibile ammirare i due estremi dell’isola, Pointe de Colibris e Pointe Doublè , luoghi collegati da una strada di oltre cinque chilometri dove prendono posto, spiagge fantastiche , il giardino botanico del deserto , antichi manufatti , e il grande faro . Testo e foto Stefano Mappa ApprofondiscI su: https://www.enjoyguadalupa.com/copia-di-visita-petit-bourg Spiaggia à Fi Fi












