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Diario di viaggio 2022

25 gennaio

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Presentazione Petite Terre
Spiaggia Terre-de-Bas

Spiaggia Petite Terre

Il faro della fine del mondo

Grande faro

Iguana antillese

Iguana antillese

25  gennaio 2022

Petite Terre - Terre-de-Bas

Inebriante

La giornata appena trascorsa, la penultima della mia meravigliosa esperienza alla Guadalupa, è come la classica “ciliegina sulla torta” su di un viaggio che, nell’arco di quindici giorni, mi ha visto esplorare circa 150 siti e conoscere cose che soltanto attraverso internet e qualche pubblicazione avevo appreso.

Visitare di persona questa piccola gemma formata da due piccole isole, Terre-de-Haut, strettamente interdetta al pubblico in quanto riserva naturale, e Terre-de-Bas, soprannominata il faro della fine del mondo, al contrario visitabile, è stato come scoprire un angolo del mondo sino a ora sconosciuto, ma soprattutto un territorio dominato da una pace che non conosce limiti.

Poste a sud de la Désirade, entrambe le isolette sono coperte da una vegetazione protetta che fa da casa a varie specie animali come le iguane antillesi o gli uccelli sedentari e migratori e sono circondate da una barriera corallina dove trovano dimora una grande varietà di specie di pesci, paguri e tartarughe marine squaletti inoffensivi.

Per ragioni organizzative, l’escursione su Terre-de-Bas me la sono riservata il penultimo giorno di viaggio, soggiornando per due notti a St. François, per avere la possibilità, il giorno dopo, di organizzare al meglio la visita del mattino ai siti d’interesse di Point-à-Pitre e di Les Abymes, e al pomeriggio raggiungere l’aeroporto internazionale Pôle Caraïbes di Le Raizet per il viaggio di rientro a casa.

St. François, meglio conosciuta per le meravigliose spiagge, il famoso Pointe-des-Château, il campo da golf a diciotto buche, un aerodromo, e tante altre attrazioni naturali già descritte nella mia permanenza a Grande-Terre, è situata sulla costa sud dell’isola della Grande-Terre, è un Comune di circa 15mila abitanti, ed è il principale punto di riferimento del turismo di Grande-Terre.

Il piccolo borgo conserva un’antica prigione del XIX secolo, luogo di esposizioni e di conservazione del patrimonio locale, si caratterizza per la presenza di pittoresche casette di legno, di un piccolo, ma importante, porticciolo, e di un bel mercato particolarmente animato ricco di frutta e verdura esotica, spezie e punch deliziosi.

Insomma, una cittadina che racchiude in sé lo stile inconfondibile dei piccoli centri caraibici dell’arcipelago, e il lusso dei tantissimi complessi turistici.

Alle 7:30 ho lasciato il mio grazioso appartamento di St. François, caratterizzato da un arredamento dalle sgargianti tinte fucsia, e grazie alla disponibilità dei proprietari che mi hanno offerto un passaggio in auto sino al porto, dopo aver ritirato il biglietto presso l’agenzia organizzatrice dell’escursione, mi sono imbarcato per Petite Terre.

quarantacinque minuti di traversata con un mare non proprio calmo, e finalmente sono approdato su questa meraviglia della natura immersa nella vastità dell’oceano Atlantico.

Tre le cose messe in programma: la visita al faro, una passeggiata lungo il sentiero che circonda Terre-de-Bas, un’immersione lungo la barriera corallina per ammirarne le bellezze e la grande varietà di pesci che affollano questo fazzoletto di mare e, infine, dopo pranzo sul catamarano, oziare sotto il palmeto della favolosa spiaggia, per attendere l’ora di rientro.

Dopo aver piazzato sotto la mia personalissima palma zainetto e asciugamano, mi sono avviato alla scoperta di questo suggestivo atollo.

La passeggiata al faro lungo un sentierino realizzato ad hoc per i turisti, sotto un sole che non dava tregua, mi ha a dir poco incantato.

Non ho solo incrociato le simpatiche iguane e visto svolazzare diverse specie di uccelli come il fraticello americano, ma ho anche avuto l’opportunità di immortalare con il mio iPad degli scorci naturalistici mozzafiato che soltanto questa piccola isoletta è in grado di regalare.

Giunto al faro, la mia curiosità mi ha prima spinto a leggere un cartello informativo posto al suo ingresso, quindi, a entrare dopo che buona parte dei turisti presenti ne erano usciti.

Il cartello racconta che questo faro entrò in funzione il 9 luglio del 1840, rimanendo attivo sino al 1972 utilizzando un sistema di illuminazione basato sull’incandescenza di una batteria alimentata dal petrolio, sistema innovativo per quei tempi.

Al suo interno, invece, le pareti ospitano pannelli informativi sulla natura morfologica e zoologica di Petite Terre, della sua storia, delle specie animali che la popolano e della vegetazione che la ricopre, insomma un’enciclopedia d’informazioni che danno la dimensione del perché queste isole sono importanti riserve naturali protette.

Uscito dal faro, ho seguito il sentierino ammirando tutto il panorama circostante formato da insenature, piccole piscine d’acqua celeste e stazioni con altri cartelli informativi che fornivano altre informazioni.

Terminato il tour, sono andato alla scoperta dei fondali sottomarini ricchi di pesci tropicali di tutti i colori, squaletti limone innocui che gironzolavano a neanche un metro dalla riva, trigoni, ma soprattutto tartarughe marine di varie dimensioni.

Osservare questa magnifica fauna marina è stato uno spettacolo indescrivibile, tanto che le parole di questo diario, purtroppo, non riescono a far comprendere per bene le sensazioni che ho vissuto in quei momenti.

Al riguardo posso soltanto affermare che le bellezze della spiaggia e dei suoi fondali, peraltro ricchi di corallo, sono un vero gioiello della natura, e per rendersene bene conto occorre essere lì, perché soltanto guardando con i propri occhi si può veramente apprezzare la loro magnificenza.

Circa un’ora di spettacolo allo stato puro, anche se in alcuni momenti mi sono un po' intimorito per il passaggio accanto a me di alcuni piccoli, ma inoffensivi, squaletti limone di circa un metro di lunghezza.

Soddisfatto per l’esperienza vissuta, mi sono portato sul catamarano per consumare il pasto messo a disposizione dall’agenzia, fatto a base di salse, rum, e frutta, quindi, tornato sotto la personalissima palmetta mi sono lasciato andare all’ozio e ai ricordi dei momenti più significativi trascorsi su questo arcipelago, giornate caratterizzate da tante belle esperienze e, non vi nascondo, anche di alcune meno belle che forse vi racconterò con un “fuori le righe”.

Alle 17:00, ahimè, ci si è riuniti sull’arenile per rimbarcarci e fare rientro a St. François dove ho trascorso l’ultima notte del mio soggiorno alla Guadalupa.

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