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192 risultati trovati con una ricerca vuota

  • La Rotta degli schiavi - La scalinata e la prigione degli schiavi

    Petit-Canal è un luogo che non si visita: si attraversa. È tra i siti più importanti della Route des Esclaves di Grande-Terre, e Stefano di Enjoy Guadalupa ti invita a viverlo come un battito profondo della memoria. Nel cuore della cittadina si apre la Scalinata degli Schiavi, Les Marches des Esclaves, 54 gradini in pietra che salgono davanti alla chiesa Saint‑Philippe‑et‑Saint‑Jacques. Ricostruita dopo il 1848, anno dell’abolizione della schiavitù, porta incisi i nomi delle tribù africane deportate in Guadalupa: Yoruba, Congo, Ibo, Wolof, Fula, Bamileke. Ogni nome è un popolo, una storia, una ferita. La tradizione racconta che gli schiavi, appena sbarcati sull’adiacente molo, salivano questi gradini per essere venduti al mercato e poi condotti nelle piantagioni di zucchero. Oggi, percorrerla significa camminare dentro un dolore che non appartiene al passato, ma continua a vibrare nel presente. In cima, il sito si apre sul Monumento alla Fiamma Eterna dello Schiavo Ignoto e ai piedi della scalinata si erge il busto di Louis Delgrès, eroe della lotta contro la schiavitù nei primi anni dell’Ottocento, e lo Spazio Memoriale di recente realizzazione. Inaugurato nel maggio 2022 si caratterizza per la presenza di diversi pannelli sui quali si elencano i nomi delle ultime persone liberate dalla schiavitù a Petit-Canal nel 1848, anno in cui la schiavitù fu abolita in Guadalupa. In totale sono elencati 5.451 cognomi: qui il vento sembra portare ancora l’eco della libertà conquistata. Poco distante, raggiungibile tramite una stradina immersa nella vegetazione, Petit-Canal custodisce un altro luogo potente: la Prigione degli Schiavi, oggi ridotta a rovine. Tra le sue mura, la natura ha scritto la sua rivincita. Enormi alberi di fico hanno affondato le radici nella pietra, stringendola fino a spezzarla. Il più impressionante è il leggendario “fico maledetto”: secondo la tradizione, gli schiavi avrebbero piantato semi di fico durante la costruzione della prigione affinché, col tempo, l’edificio venisse distrutto dalla forza della natura. E così è stato. Le radici hanno avvolto le mura come un abbraccio liberatore, simbolo della fine di secoli di schiavitù. Camminare tra queste rovine, avvolti dalla vegetazione rigogliosa, è un’esperienza che scuote e commuove. La storia non è più un racconto: è un respiro che ti passa accanto. Se stai programmando un viaggio in Guadalupa, non fermarti alla superficie: vieni a Petit-Canal, ascolta ciò che questi luoghi hanno ancora da dire. Sono pagine vive della storia dell’umanità, e meritano di essere viste, comprese, rispettate. Slave Route Grande-Terre | Enjoy Guadalupa

  • La Rotta degli schiavi - Memorial ACTe

    Da oggi inizia un percorso che non è solo geografico, ma emotivo, profondo, necessario. Un viaggio che, settimana dopo settimana, racconterà i 18 siti ufficiali della "Route des Esclaves", riconosciuti dall’UNESCO nel progetto Slave Route. Un viaggio che parte da Grande‑Terre, dove la memoria è ancora viva, scolpita nella pietra, nella terra, nei luoghi che hanno segnato la storia dell’arcipelago. Il primo passo non può che condurre nel cuore simbolico della memoria guadalupense: il Memorial ACTe di Pointe‑à‑Pitre. Il Memorial ACTe è una struttura che colpisce già da lontano: moderna, luminosa, quasi sospesa sul mare, sorge accanto all’antico zuccherificio Darboussier, uno dei più importanti della città. Inaugurato nel 2015, è stato creato per preservare la memoria di coloro che hanno vissuto gli anni più bui della schiavitù, trasformando un luogo di lavoro forzato in un faro di consapevolezza e dignità. Visitare il Memorial ACTe significa intraprendere un viaggio immersivo che unisce tecnologia e storia: giochi di luce, video commemorativi, testimonianze, materiali originali, traduzioni simultanee. Il percorso guidato di oltre un’ora ripercorre la storia della Guadalupa dalla scoperta di Colombo fino all’abolizione della schiavitù, passando per le atrocità della tratta atlantica e la resistenza delle comunità afro‑discendenti. È un’esperienza che scuote, che commuove, che invita a guardare la storia negli occhi. Oltre alla mostra permanente, il Memorial ACTe ospita sale espositive, una biblioteca, laboratori didattici e una sala polivalente da trecento posti per spettacoli, proiezioni, seminari ed eventi culturali. All’esterno, il parco paesaggistico del Morne de la Mémoire offre uno spazio simbolico di riflessione, dove il silenzio diventa parte integrante del racconto. Da qui parte il viaggio di Stefano di Enjoy Guadalupa: dal luogo che custodisce la memoria più profonda dell’isola, per raccontare — settimana dopo settimana — tutti i siti della rotta degli schiavi, un mosaico di storia, identità e resilienza che attraversa l’intero arcipelago. Slave Route Grande-Terre | Enjoy Guadalupa

  • 27/05/1848: in Guadalupa, si celebra l’abolizione della schiavitù

    27/05/1848: oggi, in Guadalupa, si celebra l’abolizione della schiavitù e, per commemorare questa importante data, Stefano di Enjoy Guadalupa dedica un articolo a “La Route de l’esclave – Traces‑Mémoires”. Il Consiglio Generale della Guadalupa, con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo di un passato segnato dalle deportazioni e dalla schiavitù, e al tempo stesso promuovere politiche di valorizzazione del patrimonio storico dell’intero arcipelago caraibico, ha elaborato nel 1994 un progetto intitolato “La Route de l’esclave – Traces‑Mémoires en Guadeloupe”, un percorso memoriale che permette una comprensione più completa del passato dell’isola. Nel 1995, il progetto “La Route de l’esclave” ha ottenuto il riconoscimento dell’UNESCO, che lo ha integrato in un programma più ampio di valorizzazione storica con lo stesso nome, destinato a promuovere un turismo culturale volto all’identificazione, alla riabilitazione, al restauro e alla valorizzazione dei siti e dei luoghi della memoria. Il progetto promosso dal Consiglio Generale della Guadalupa comprende 18 siti distribuiti sulle isole di Basse‑Terre, Grande‑Terre, Marie‑Galante e Terre‑de‑Bas alle Saintes. Tutti fanno parte di un itinerario che permette di scoprire un patrimonio ricco e variegato, talvolta unico, talvolta poco conosciuto, ma senza dubbio da preservare, valorizzare e far conoscere. Siti a Basse‑Terre Plantation Beausoleil (Montéran, Saint‑Claude); Fort Louis Delgrès (città di Basse‑Terre); plantation Vanibel (Vieux‑Habitants); plantation La Grivelière (Vieux‑Habitants); Anse‑à‑la‑Barque (Vieux‑Habitants); prigione degli schiavi di Belmont (Trois‑Rivières). Siti a Grande‑Terre Museo Victor Schœlcher (Pointe‑à‑Pitre); Memorial ACTe (Pointe‑à‑Pitre); Fort Fleur d’Épée (Le Gosier); scalinata e prigione degli schiavi (Petit‑Canal); canale des Rotours (Morne‑à‑l’Eau); plantation Mahaudière (Anse‑Bertrand); cimitero degli schiavi (Sainte‑Marguerite, Le Moule); Habitation Néron (Le Moule). Siti a Marie‑Galante Habitations Murat e Roussel‑Trianon, Pound Punch (Grand‑Bourg); plantation Les Galets (Capesterre). Siti alle Saintes Habitation Fidelin (Terre‑de‑Bas). Slave Route | Enjoy Guadalupa

  • Scoprite la Guadalupa

    Un arcipelago che ti cambia il respiro Ogni volta che torno in Guadalupa, riscopro un arcipelago che non smette mai di sorprendermi: spiagge che sembrano dipinte, sentieri che profumano di foresta, villaggi che custodiscono storie creole antiche e vive. Un luogo che non si visita soltanto: si vive, si ascolta, si respira. Da mesi sto raccontando tutto questo attraverso i miei approfondimenti, i video, i podcast, i diari di viaggio e la mia guida in tour pour la Guadeloupe. E oggi voglio dirvi una cosa semplice: la vostra prossima vacanza può iniziare proprio da qui. Sul blog trovate tre itinerari completi, pensati per farvi scoprire l’arcipelago in modo autentico, emozionante e davvero vostro: Itinerario da 10 giorni – perfetto per chi vuole un assaggio intenso e ben organizzato. Itinerario da 13 giorni – per chi desidera un ritmo equilibrato tra mare, natura e cultura. Itinerario da 16 giorni – il viaggio più completo, per entrare davvero nel cuore delle isole. Qualunque sia il vostro tempo, il vostro stile o il vostro sogno, c’è un percorso che vi aspetta. Io l’ho vissuto, l’ho scritto, l’ho filmato… e ora è lì, pronto per voi. Lasciatevi ispirare. Programmate. Sognate. E poi… partite. L’arcipelago della Guadalupa vi accoglierà con la sua luce, la sua gente e la sua magia. Iscrivetevi al blog enjoy guadalupa per essere sempre informati www.enjoyguadalupa.com

  • Scoprite la Guadalupa in 16 giorni

    Viaggio di 16 giorni in Guadalupa – L’esperienza totale firmata Stefano di Enjoy Guadalupa Dopo il successo del percorso di 10 giorni e l’intensità del viaggio di 13 giorni, nasce l’itinerario più completo: 16 giorni di esplorazione, emozioni e scoperte, ideati da Stefano di Enjoy Guadalupa per chi desidera vivere l’arcipelago in tutta la sua profondità. Grande novità: questo viaggio include anche una notte in più sull’isola di Marie‑Galante, per assaporarne davvero l’anima, la luce, la lentezza e le tradizioni. Un itinerario che non aggiunge soltanto tappe: aggiunge vita, storie, orizzonti. Cosa rende unico l’itinerario di 16 giorni? Oltre alle esperienze già vissute nei primi 13 giorni (da consultare sul precedente post), questo percorso offre tre nuove scoperte, tre giornate che ampliano lo sguardo e avvicinano ancora di più all’essenza profonda dell’arcipelago. 5° giorno – Grande‑Terre selvaggia e spettacolare Spiagge La Caravelle e du Bourg; Distilleria Damoiseau; Museo Dipartimentale Edgar Clerc. Un trittico di luoghi che raccontano natura, storia e tradizioni creole. 7° giorno – Petite Terre e Terre‑de‑Bas Un’escursione che sembra un sogno sull'isola "della fine del mondo": Petite Terre, riserva naturale di tartarughe, iguane e acque turchesi, interdetta al pubblico; Terre‑de‑Bas, l’isola silenziosa e autentica dove il tempo rallenta, aperta alle escursioni guidate. Un’esperienza che riconnette con la natura più pura. 14° giorno – Marie‑Galante autentica Un’immersione totale nella tradizione: Mulino Bézard, simbolo della storia rurale; Distilleria Bellevue, dove il rum agricolo profuma di vento e canna da zucchero; Le spiagge di Vieux‑Fort, intime e luminose; L’Abitazione Roussel Trianon, memoria viva dell’isola. Una giornata che racconta l’anima più profonda di Marie‑Galante. Perché scegliere il viaggio di 16 giorni? Perché è l’itinerario che abbraccia tutta la Guadalupa: Grande‑Terre, Basse‑Terre, Les Saintes, Marie‑Galante, Petite Terre, Terre‑de‑Bas. Perché unisce mare, vulcani, storia, cultura, archeologia, tradizioni e natura incontaminata. Perché non è un viaggio che si limita a mostrare: ti accompagna nel cuore dell’arcipelago, passo dopo passo. È il percorso più completo, più ricco, più emozionante mai proposto da Stefano di Enjoy Guadalupa. Se sognate un viaggio che unisca mare, storia, natura, cultura e autenticità, la Guadalupa vi aspetta. Per scoprire tutti i dettagli storici, naturali e culturali dei luoghi visitati, vi invito a consultare la mia guida completa “En tournée pour la Guadeloupe”: un compagno indispensabile per comprendere, sentire ed esplorare l’arcipelago con uno sguardo più profondo. En tournée pour la Guadeloupe - Stefano Mappa - EBS Print - Libro Etabeta

  • Scoprite la Guadalupa in 13 giorni

    Ci sono viaggi che ti portano lontano, e altri che ti riportano a te stesso. Il viaggio di 13 giorni in Guadalupa, ideato da Stefano di Enjoy Guadalupa, appartiene alla seconda categoria: un percorso che nasce dall’itinerario di 10 giorni già ricco di emozioni, ma che qui si espande, si approfondisce, si arricchisce di nuove scoperte, nuovi paesaggi, nuove storie da vivere sulla pelle. Questo itinerario è pensato per chi non vuole solo visitare la Guadalupa, ma sentirla, attraversarla con lentezza, lasciarsi sorprendere da ciò che non si trova nelle guide. E proprio per questo, oltre ai luoghi iconici già presenti nel viaggio di 10 giorni, questo percorso regala tre giornate aggiuntive che aprono porte su un arcipelago ancora più autentico. Nuove scoperte del viaggio di 13 giorni 9° giorno – Basse‑Terre: tra mare, storia e archeologia Il viaggio si spinge nella parte più selvaggia e profonda dell’isola. La Riserva Jacques Cousteau ti accoglie con acque trasparenti, giardini di corallo e un mondo sottomarino che sembra respirare. Poi, la magia continua al Parco archeologico delle Roches Gravées, dove incisioni millenarie raccontano la presenza dei primi popoli caraibici. Un giorno che unisce natura, memoria e meraviglia. 10° giorno – Marie‑Galante: l’isola che profuma di vento e tradizione Marie‑Galante non si visita: si vive. Qui scoprirai l’anima agricola e poetica dell’isola attraverso l’Ecomuseo Murat, testimonianza preziosa della storia coloniale e della produzione della canna da zucchero. Poi la luce si apre sulla spiaggia di Feuillère, una distesa di sabbia bianca che sembra uscita da un sogno. E infine, l’imponente Gueule Grand Gouffre, una finestra naturale sull’oceano che toglie il fiato. Un giorno che resta nel cuore. 11° giorno – Basse‑Terre: tra fuoco e rum Il viaggio raggiunge il suo apice emotivo. La salita al vulcano La Soufrière è un’esperienza che non si dimentica: vapori, rocce, silenzi, panorami che sembrano appartenere a un altro pianeta. E dopo la montagna, la tradizione: la Distilleria Bologne, una delle più antiche e prestigiose dell’isola, dove il rum agricolo diventa storia liquida. 13 giorni (due alberghi St. Anne o Gosier – Deshaies) 1° giorno: Grande-Terre - Roma-Point-à-Pitre e sistemazione albergo (Gosier o St. Anne) 2° giorno: Grande-Terre - Isolotto Gosier - Pointe-des-Châteaux – Mercatini St. Anne 3° giorno: Dèsirade – Pointe Doublè - Spiaggia du Souflleur – Pointe Colibrì – Spiaggia Fan Fan - à Fifi 4° giorno: Grande-Terre - Cimitero monumentale e scalinata e prigione degli schiavi – Spiaggia du Souffleur 5° giorno: Grande-Terre Spiaggia la Caravelle o du Bourg 6° giorno: Basse-Terre - Cascata dei gamberi – Giardino botanico Deshaies – Spiaggia Grande Anse 7° giorno: Basse-Terre - Cascata du Carbet – Forte Louis Dèlgres 8° giorno: Les Saintes – Forte Napoleon – Spiaggia Pain de Sucre 9° giorno: Basse-Terre - Riserva J. Costeau - Parco archeologico R. Gravées 10° giorno: Marie-Galante – Ecomuseo Murat – Spiaggia Feuillère - Gueule Grand Gouffre 11° giorno: Basse-Terre - Vulcano Soufrière – Distilleria Bologne 12° giorno: Grande-Terre - Museo Acte – Tour Point-à-Pitre - Aeroporto 13° giorno: Italia Perché scegliere il viaggio di 13 giorni Perché è un itinerario che non aggiunge solo tappe, ma aggiunge profondità. Perché permette di vivere la Guadalupa in tutta la sua varietà: mare, vulcani, storia, cultura, archeologia, tradizioni, isole diverse e complementari. Perché è un viaggio che non si limita a mostrare: racconta, emoziona, trasforma. En tournée pour la Guadeloupe - Stefano Mappa - EBS Print - Libro Etabeta

  • Scoprite la Guadalupa in 10 giorni

    Primo itinerario ideato da Stefano – Enjoy Guadalupa La Guadalupa non è soltanto una destinazione: è un soffio d’oceano, un mosaico di cultura creola, un arcipelago che ti attraversa e ti trasforma. Dopo il mio recente viaggio — intenso, vibrante, profondamente immersivo — ho creato tre itinerari per chi desidera scoprire queste isole con autenticità: 10, 13 e 16 giorni per vivere la Guadalupa con curiosità e meraviglia. Oggi vi presento il primo itinerario, quello da 10 giorni, ideale per un viaggio completo tra spiagge, storia, natura e tradizioni. Perché scegliere la Guadalupa Secondo la mia esperienza, un soggiorno qui dovrebbe durare almeno quindici giorni, viaggi compresi. Ma anche con meno tempo è possibile vivere un’avventura indimenticabile. Il periodo migliore: da dicembre a maggio, quando il clima è secco, luminoso e lontano dalle piogge o dai fenomeni tropicali estivi. Itinerario di 10 giorni (Alloggio consigliato: Sainte-Anne o Le Gosier e Deshaies dal 7° giorno) 1° giorno – Arrivo Parigi → Pointe-à-Pitre. Sistemazione in hotel e primo contatto con l’aria creola. 2° giorno – Grande-Terre Îlet du Gosier, Pointe-des-Châteaux, mercati di Sainte-Anne. Colori, profumi, vento salato e prime emozioni. 3° giorno – La Désirade Pointe Doublé, spiaggia du Souffleur, Pointe Colibri, Fan Fan, À Fifi. L’isola più selvaggia e silenziosa dell’arcipelago. 4° giorno – Grande-Terre Morne-à-l’Eau e il suo cimitero monumentale, Petit-Canal con la scalinata degli schiavi, Port-Louis e la spiaggia du Souffleur. Una giornata tra memoria e bellezza. 5° giorno – Sainte-Anne La Caravelle, Bois Jolan, spiaggia du Bourg. Acque turchesi, sabbia chiara, ritmo lento. 6° giorno – Basse-Terre Route de la Traversée, cascata delle Écrevisses, Deshaies, Giardino Botanico, Grande Anse. La Guadalupa più verde e profumata. 7° giorno – Basse-Terre Cascate du Carbet, Forte Louis Delgrès. Storia, natura e panorami indimenticabili. 8° giorno – Les Saintes Forte Napoléon e spiaggia Pain de Sucre. Un piccolo paradiso sospeso tra mare e silenzio. 9° giorno – Pointe-à-Pitre Museo ACTe, tour della città, aeroporto. Ultimi sguardi, ultime emozioni. 10° giorno – Ritorno Il viaggio finisce, ma la Guadalupa resta dentro di voi. Un invito dal cuore Questo è solo il primo dei tre itinerari che ho ideato dopo aver camminato, osservato, ascoltato e vissuto l’arcipelago giorno dopo giorno. Se sognate un viaggio che unisca mare, storia, natura, cultura e autenticità, la Guadalupa vi aspetta. Per scoprire tutti i dettagli storici, naturali e culturali dei luoghi visitati durante questi dieci giorni, vi invito a consultare la mia guida completa “En tournée pour la Guadeloupe”: un compagno indispensabile per comprendere, sentire ed esplorare l’arcipelago con uno sguardo più profondo. En tournée pour la Guadeloupe - Stefano Mappa - EBS Print - Libro Etabeta

  • L'arcipelago che non ti aspettavi - La Dèsirade

    La Désirade est une petite île d'origine volcanique, découverte en 1493 par Christophe Colomb lors de son second voyage en Guadeloupe. Cette île porte les traces de la phase la plus ancienne de l'histoire géologique des Petites Antilles et doit son nom aux membres de l'équipage du navigateur génois. Considérée comme un joyau des Caraïbes, La Désirade est un coin de nature sauvage niché dans les eaux chaudes et cristallines de la mer des Caraïbes. Avec ses plages enchanteresses, ses paysages spectaculaires, ses ruines historiques, ses objets anciens et ses zones isolées, elle offre un paysage naturel d'une rare beauté. Sa forme allongée unique, les récifs coralliens qui protègent son littoral et ses plages immaculées en font une destination touristique unique, romantique et mystérieuse. Il est facile de l'explorer en louant des bicyclettes ou des véhicules motorisés légers. Autrefois, La servait de refuge aux lépreux venus de France sous le règne de Louis XIV. Aujourd'hui, l'île compte environ 1 600 habitants, dont beaucoup sont des descendants des anciens Bretons et Normands. Le territoire est divisé en quatre quartiers: Quartier des Sables, Quartier des Galets, Le Souffleur et Baie-Mahault. Notre circuit nous emmènera à la découverte de l'île, en parcourant son territoire et en admirant le charme de ses plages, ses principaux sites historiques et les sentiers escarpés et verdoyants qui mènent au sommet de l'île, offrant des vues à couper le souffle. Nous aurons également l'occasion de suivre des sentiers de randonnée qui nous emmèneront à la découverte de la réserve naturelle nationale de la Désirade, une zone protégée dotée d'un patrimoine géologique extraordinaire et d'espèces rares de flore et de faune, comme le cactus Tête à l'Anglais et les célèbres iguanes des Petites Antilles. La Désirade è una piccola isola di origine vulcanica, scoperta nel 1493 da Cristoforo Colombo durante il suo secondo viaggio in Guadalupa. Quest’isola conserva le tracce della fase più antica della storia geologica delle Piccole Antille e deve il suo nome ai membri dell’equipaggio del navigatore genovese. Considerata un vero gioiello dei Caraibi, La Désirade è un angolo di natura selvaggia immerso nelle acque calde e cristalline del Mar dei Caraibi. Con le sue spiagge incantevoli, i paesaggi spettacolari, le rovine storiche, gli oggetti antichi e le zone isolate, offre un ambiente naturale di rara bellezza. La sua forma allungata, i reef corallini che proteggono la costa e le sue spiagge incontaminate ne fanno una destinazione turistica unica, romantica e misteriosa. È facile esplorarla noleggiando biciclette o piccoli veicoli a motore. Un tempo, l’isola serviva da rifugio per i lebbrosi provenienti dalla Francia sotto il regno di Luigi XIV. Oggi conta circa 1.600 abitanti, molti dei quali discendenti degli antichi Bretoni e Normanni. Il territorio è suddiviso in quattro quartieri: Quartier des Sables, Quartier des Galets, Le Souffleur e Baie‑Mahault. Il nostro itinerario ci porterà alla scoperta dell’isola, attraversando il suo territorio e ammirando il fascino delle sue spiagge, i principali siti storici e i sentieri ripidi e rigogliosi che conducono alla cima, da cui si godono panorami mozzafiato. Avremo anche l’opportunità di percorrere i sentieri escursionistici che attraversano la Riserva Naturale Nazionale della Désirade, un’area protetta con un patrimonio geologico straordinario e specie rare di flora e fauna, come il cactus Tête à l’Anglais e i celebri iguana delle Piccole Antille. https://open.spotify.com/episode/00ffdhC5uLVvQlQwmd0p5I?si=RUQLanMoS0aVa4d2Jc5Q8w

  • L'arcipelago che non ti aspettavi - Marie-Galante

    Au sud-ouest de l'archipel caribéen de la Guadeloupe se trouve un joyau tropical rural, authentique et unique, capable d'éveiller des sentiments d'antan. Ce joyau s'appelle Marie-Galante, connue sous le nom d'île aux cent moulins, un territoire de 158 kilomètres carrés couvert de luxuriantes plantations de canne à sucre pour la production de rhum, bordé de plages à couper le souffle et abritant d'importants sites historiques, sur lequel vit une population d'environ 12000 habitants concentrée principalement dans les villes de Grand-Bourg, Capesterre et Saint-Louis. Grand-Bourg, au sud de l'île, principal port d'embarquement et de débarquement pour Pointe-à-Pitre, sur Grande-Terre, conserve des témoignages d'une valeur historique inestimable; Capesterre, au sud-est de Marie-Galante, est un petit village avec de belles plages et des attractions naturelles intéressantes. Enfin, Saint-Louis, au nord-ouest de l'île, port d'embarquement pour les lignes de Saint-François et des Saintes, abrite une population très attachée aux anciennes traditions locales, consacrée principalement à la culture de la canne à sucre; elle est baignée par de belles côtes et jouit de panoramas naturels à couper le souffle. En bref, Marie-Galante est une île qui séduit ses visiteurs par son esprit authentique, ses traditions bien ancrées et la beauté intacte de ses paysages naturels. Parfaite pour ceux qui souhaitent un coin de paix et une plongée dans l'histoire et la culture caribéennes. A sud‑ovest dell’arcipelago caraibico della Guadalupa si trova un gioiello tropicale rurale, autentico e unico, capace di risvegliare sentimenti d’altri tempi. Questo gioiello si chiama Marie‑Galante, conosciuta come l’isola dei cento mulini: un territorio di 158 chilometri quadrati ricoperto da lussureggianti piantagioni di canna da zucchero per la produzione di rum, bordato da spiagge mozzafiato e custode di importanti siti storici, abitato da una popolazione di circa 12.000 persone concentrata principalmente nelle cittadine di Grand‑Bourg, Capesterre e Saint‑Louis. Grand‑Bourg, nel sud dell’isola, principale porto di imbarco e sbarco per Pointe‑à‑Pitre, su Grande‑Terre, conserva testimonianze di inestimabile valore storico; Capesterre, nel sud‑est di Marie‑Galante, è un piccolo villaggio con splendide spiagge e interessanti attrazioni naturali. Infine, Saint‑Louis, nel nord‑ovest dell’isola, porto di imbarco per le linee di Saint‑François e delle Saintes, ospita una popolazione molto legata alle antiche tradizioni locali, dedicata principalmente alla coltivazione della canna da zucchero; è bagnata da splendide coste e gode di panorami naturali mozzafiato. In breve, Marie‑Galante è un’isola che conquista i suoi visitatori con il suo spirito autentico, le sue tradizioni radicate e la bellezza intatta dei suoi paesaggi naturali. Perfetta per chi desidera un angolo di pace e un’immersione nella storia e nella cultura caraibica. Le podcast Marie-Galante https://open.spotify.com/episode/49b0PbBuZT8i8l1juL4YAQ?si=c757af6718ee4c35

  • L'arcipelago che non ti aspettavi - Les Saintes

    L'archipel pittoresque des Saintes, exclusif pour ses paysages naturels originaux, a le pouvoir de dégager un charme sans pareil. Les habitations colorées aux toits d'un rouge criard, nichées entre les baies et les collines verdoyantes des deux seuls îlots habités, Terre-de-Haut et Terre-de-Bas, se révèlent aux yeux des visiteurs comme deux étranges tableaux naïfs. Située au sud de la Basse-Terre, elle couvre une superficie d'environ quatorze kilomètres carrés et se compose de neuf îlots: Terre-de-Haut et Terre-de-Bas, toutes deux habitées, l'îlot Cabrit, Grand-Îlet, Coche, Augustins, Redonde, Pâté et Roches Percée. Habitées à l'origine par les tribus indiennes Arawak, les îles ont été découvertes par Christophe Colomb le 4 novembre 1493, qui les a nommées Los Santos en référence à la Toussaint. En 1782, ils ont été conquis par les Français et les Britanniques, à tel point que le 12 avril de cette année-là, la bataille des Saints a été livrée et remportée par les Britanniques. En 1816, elles reviennent en possession des Français qui y construisent deux importantes fortifications: le Fort Joséphine sur l'île de Cabrit et le Fort Napolèon sur le Morne à Mire à Terre-de-Haut. Les Saintes comptent aujourd'hui quelque 2500 habitants vivant exclusivement sur Terre-de-Bas et Terre-de-Haut d'origine bretonne, deux petites îles pleines d'authenticité, chacune avec sa propre identité. L’arcipelago pittoresco delle Saintes, unico per i suoi paesaggi naturali così particolari, ha il potere di sprigionare un fascino senza eguali. Le abitazioni colorate dai tetti rosso vivo, incastonate tra baie e colline verdeggianti dei due soli isolotti abitati, Terre-de-Haut e Terre-de-Bas, appaiono agli occhi dei visitatori come due insoliti quadri naïf. Situato a sud di Basse-Terre, l’arcipelago copre una superficie di circa quattordici chilometri quadrati e si compone di nove isolotti: Terre-de-Haut e Terre-de-Bas, entrambe abitate, e poi l’îlet Cabrit, Grand-Îlet, Coche, Augustins, Redonde, Pâté e Roches Percée. Abitate in origine dalle tribù indigene Arawak, le isole furono scoperte da Cristoforo Colombo il 4 novembre 1493, che le battezzò Los Santos in riferimento alla festa di Ognissanti. Nel 1782 furono contese tra Francesi e Britannici, tanto che il 12 aprile di quell’anno si combatté la celebre battaglia delle Saintes, vinta dagli Inglesi. Nel 1816 tornarono sotto il controllo francese, che vi costruì due importanti fortificazioni: il Fort Joséphine sull’îlet Cabrit e il Fort Napoléon sul Morne à Mire a Terre-de-Haut. Oggi le Saintes contano circa 2.500 abitanti, tutti residenti a Terre-de-Bas e Terre-de-Haut, in gran parte di origine bretone: due piccole isole autentiche, ciascuna con una propria identità ben definita. Le podcast de Les Saintes https://open.spotify.com/episode/1QpO6NVd32zZKgPY4e53oa?si=28d59138725f46d7

  • 27 aprile 1848 — La Guadalupa ritrova la sua libertà

    Ci sono date che non si limitano a segnare un momento: aprono una ferita, la illuminano, la trasformano in memoria. Il 27 aprile 1848 è una di queste. Quel giorno, a Parigi, un decreto cambiò per sempre il destino della Guadalupa e di migliaia di esseri umani ridotti in catene. Un decreto scritto da un uomo che non apparteneva all’isola, ma che ne avrebbe segnato per sempre la storia: Victor Schœlcher. Schœlcher non nacque rivoluzionario. Nato a Parigi nel 1804, figlio di un ricco produttore di porcellane, crebbe tra salotti letterari e amicizie illustri — George Sand, Berlioz, Liszt. La sua vita sembrava destinata alla cultura e al commercio, non alla lotta. Ma il destino lo portò lontano, oltre l’Atlantico, nelle Americhe e nei Caraibi. E fu a Cuba, davanti alla brutalità delle piantagioni, che la sua coscienza si spezzò e si ricompose in qualcosa di nuovo: un uomo che non poteva più tacere. Tornato in Francia, divenne giornalista, scrittore, osservatore lucido e implacabile del sistema schiavista. Scrisse articoli, saggi, denunce. All’inizio immaginava una fine graduale della schiavitù, ma i suoi viaggi nelle Antille lo trasformarono: capì che non esiste umanità possibile dentro la schiavitù. La libertà non può essere negoziata. La libertà è un atto. Nel 1848, come membro del governo provvisorio della Seconda Repubblica, Schœlcher presiedette la commissione che avrebbe scritto la storia. Fu lui a redigere il decreto del 27 aprile 1848, che abolì definitivamente la schiavitù nelle colonie francesi. Un testo che non era solo legge: era un grido, una promessa, una riparazione tardiva ma necessaria. La Guadalupa accolse la notizia un mese dopo, il 27 maggio 1848, giorno che ancora oggi vibra nella memoria collettiva come una seconda nascita. Per migliaia di uomini, donne e bambini, quel giorno significò respirare per la prima volta come esseri umani liberi. Ma la storia non è mai semplice. Schœlcher continuò a battersi per la dignità umana, contro la pena di morte, contro i maltrattamenti dei forzati. Fu deputato della Martinica e della Guadalupa, poi senatore a vita. Eppure, la sua figura rimane complessa, discussa, talvolta contestata. Perché la libertà non è mai un racconto lineare: è fatta di luci e ombre, di conquiste e contraddizioni, di memorie che cambiano con il tempo. Oggi, ricordare il 27 aprile significa onorare la lotta, ma anche ascoltare le voci di chi visse la schiavitù sulla propria pelle. Significa riconoscere che la Guadalupa contemporanea — con la sua cultura creola, le sue mangrovie, i suoi cimiteri monumentali, la sua musica e la sua spiritualità — è figlia di quella liberazione. Una liberazione che non cancellò il dolore, ma aprì la strada alla resilienza, alla dignità, alla costruzione di un’identità nuova. Il 27 aprile non è solo una data. È un ponte tra passato e presente. È un invito a ricordare, a comprendere, a non voltarsi dall’altra parte. È la prova che la libertà è un’eredità da proteggere, non un dono da dare per scontato. E mentre il sole tramonta sulle acque calme della Guadalupa, sembra quasi di sentire ancora l’eco di quel decreto attraversare il tempo: un sussurro che dice che nessuna catena è eterna, che nessuna notte è infinita, che la libertà — quando arriva — cambia tutto. A Pointe‑à‑Pitre è stato inaugurato un museo interamente dedicato a Victor Schœlcher, figura centrale dell’abolizione della schiavitù del 1848. Ospitato in un raffinato edificio creolo, il Museo Schœlcher accoglie ogni anno numerosi visitatori, attratti dalla ricca collezione di oggetti personali, documenti, ritratti e testimonianze che raccontano la vita e l’impegno di questo instancabile difensore della libertà. È un luogo che unisce memoria e cultura, permettendo di scoprire l’uomo dietro il decreto storico del 27 aprile 1848 e di comprendere più a fondo il ruolo che la sua azione ha avuto nella storia della Guadalupa. Un luogo che parla, che emoziona, che invita a riflettere.

  • L'arcipelago che non ti aspettavi - Grande-Terre

    Grande‑Terre  est l’une des deux îles principales qui composent l’archipel de la Guadeloupe, situé dans les Antilles, en mer des Caraïbes. Elle se trouve dans la partie orientale de l’archipel et est séparée de l’île voisine de Basse‑Terre  par la rivière Salée. Avec une superficie de 585 km² , l’île présente une forme allongée et une géographie variée, alternant plages de sable, falaises et baies protégées. Le paysage de Grande‑Terre est dominé par des collines et des plaines recouvertes d’une végétation typique des zones tropicales. La partie centrale de l’île accueille des terres agricoles, tandis que ses côtes sud et est sont bordées de plages de sable blanc et d’eaux cristallines, idéales pour la détente et les activités balnéaires. La côte nord et ouest, en revanche, est caractérisée par des falaises et des zones sauvages, offrant des panoramas spectaculaires et une atmosphère intime et préservée. Grande‑Terre possède une histoire riche et fascinante qui remonte à la période coloniale, lorsque les Français la découvrirent en 1635 . Au cours des siècles suivants, l’île devint un important centre de production de sucre et de rhum, des activités qui constituent encore aujourd’hui une part significative de son économie. Cependant, avec le temps, le tourisme a pris une place de plus en plus importante, attiré par ses beautés naturelles, ses plages préservées et sa culture vibrante. En résumé, Grande‑Terre est une île qui allie paysages à couper le souffle, histoire captivante et culture dynamique. C’est l’une des destinations les plus appréciées de la Guadeloupe, capable de séduire aussi bien les amoureux de la nature que les passionnés d’histoire et de culture. Grande-Terre è una delle due isole principali che compongono l'arcipelago della Guadalupa, situata nelle Antille, nel Mar dei Caraibi. Si trova nella parte orientale dell'arcipelago e viene separata dalla vicina isola di Basse-Terre dal fiume Salée . Con una superficie di 585 km², l’isola ha una forma allungata e una geografia variegata, con coste che alternano spiagge sabbiose, scogliere e baie protette. Il paesaggio di Grande-Terre è dominato da colline e pianure, coperte da una vegetazione tipica delle zone tropicali. La parte centrale dell’isola ospita terreni agricoli, mentre le sue coste meridionali e orientali sono bagnate da spiagge di sabbia bianca e acque cristalline, ideali per il relax e le attività balneari. La costa settentrionale e occidentale, invece, è caratterizzata da scogliere e zone selvagge, che offrono paesaggi spettacolari e un’atmosfera intima e incontaminata. Grande-Terre vanta una storia ricca e affascinante, che risale al periodo coloniale, quando i francesi la scoprirono nel 1635. Nei secoli successivi, l'isola divenne un importante centro di produzione di zucchero e rum, attività che continuano a costituire una parte significativa della sua economia. Tuttavia, con il passare del tempo, il turismo ha acquisito sempre più rilevanza, attratto dalle sue bellezze naturali, dalle spiagge incontaminate e dalla cultura vivace che caratterizza l’isola. In sintesi, Grande-Terre è un’isola che unisce paesaggi mozzafiato, una storia affascinante e una cultura vibrante. È una delle destinazioni più amate della Guadalupa, capace di attrarre sia gli amanti della natura che quelli della storia e della cultura. https://open.spotify.com/episode/7AMr2B2Uvirts5a6jlu5Da?si=6ae6d054d5a84fef

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Il piacere di raccontare le bellezze di un arcipelago caraibico dalle mille sfaccettature dove spiagge magnifiche, una natura lussureggiante, paesaggi mozzafiato e una storia millenaria, fanno della Guadalupa un paradiso tropicale da scoprire e vivere armonicamente a stretto contatto con la verve di un popolo dalle chiare origini creole.

Stefano di Enjoy Guadalupa

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