Le cascate
In tour tra le cascate di Basse-Terre
Benvenuti a un viaggio incantevole tra i ritmi della natura selvaggia di Basse-Terre, l'isola verde della Guadalupa.
Con questo approfondimento esploreremo quindici cascate mozzafiato che, immerse nella lussureggiante foresta pluviale, raccontano una storia di potenza, delicatezza e biodiversità. Ogni salto d'acqua, ogni pozza scintillante e ogni sentiero verdeggiante offrono ai visitatori un'esperienza sensoriale unica: il fruscio delle foglie, il profumo dell’umidità, il fragoroso crollo dell’acqua e l’abbraccio fresco della brina che sale dalle rocce.
In un susseguirsi di emozionanti esperienze, vi accompagneremo dai sentieri meno battuti alle destinazioni più amate dai turisti e dagli escursionisti.
Scopriremo come le quindici cascate si intrecciano con la fauna e la cultura dell’isola, offrendo spunti su cosa portare, come muoversi in sicurezza e quando è il momento migliore per ammirarle.
Prepariamoci a un tour articolato su più giornate che va oltre la mera bellezza visiva: un invito a rallentare, ascoltare il suono dell’acqua e lasciarsi ispirare dalla natura che maestosamente segue il proprio corso.
Saut des Trois Cornes - Sainte-Rose

Il nostro viaggio inizia a Sainte-Rose, a nord di Basse-Terre, per scoprire la cascata del Saut des Trois Cornes.
Nascosta tra la vegetazione rigogliosa del Parco Nazionale della Guadalupa, la cascata si cela come una meraviglia naturale che incanta escursionisti e amanti della natura selvaggia. Questa spettacolare caduta d'acqua, priva di bacino balneabile, si rivela in tutta la sua maestosità solo a chi è disposto a guadagnarsela con una breve, ma impegnativa escursione.
Il sentiero, lungo circa 1,5 km con un dislivello di 150 metri, parte dalla sorgente termale di Sofaïa, le cui acque, a 31°C, sono famose per le virtù dermatologiche. Il percorso si snoda in discesa tra radici contorte, pietre scivolose e tratti fangosi.
Classificato come facile, il cammino può diventare tecnico e insidioso, soprattutto dopo la pioggia, trasformandosi, per gli spiriti più avventurosi, in una vera prova di resistenza. L'attraversamento del fiume Moustique segna il passaggio verso l'ultimo tratto che conduce alla cascata, immersa in un ecosistema vibrante e incontaminato.
Qui, tra il fruscio delle foglie e il canto degli uccelli tropicali, la natura guadalupense si manifesta in tutta la sua potenza. Non c'è piscina in cui tuffarsi, ma c'è una vista che toglie il fiato: un luogo che non si visita, si vive. Il Saut des Trois Cornes non è solo una meta, è un’esperienza sensoriale, un’immersione totale nella bellezza selvaggia dell’isola.
Cascata Bis - Sainte-Rose

Lasciato Saut des Trois Cornes, ma rimanendo nel territorio comunicale di Sainte-Rose, percorrendo la strada nazionale 2, route de Belle Riviere e route de Bis, in circa 25 minuti si arriva alla seconda cascata di questa cittadina di Basse-Terre: la cascata Bis. Situata in località Bis, un piccolo parcheggio segnala l'inizio del cammino. Da lì, un sentiero si apre tra le abitazioni, serpeggiando fino a immergersi nella vegetazione.
La camminata è breve, circa quindici minuti, ma presenta una discesa tecnica. Corde fissate lungo il percorso aiutano nella discesa e nella risalita, rendendo l’esperienza più sicura. Il sentiero, non impegnativo, è ben strutturato. Gradini naturali scolpiti nella roccia facilitano il passaggio, rendendo la passeggiata accessibile a chi è in buona forma fisica. Non è consigliata ai bambini piccoli, ma per gli adulti è un’avventura affascinante e alla portata.
Giunti sul sito, la ricompensa: la cascata Bis si rivela in tutta la sua bellezza, accompagnata da un bacino naturale perfetto per un bagno rinfrescante. È il luogo ideale per un picnic in famiglia, per rilassarsi all’ombra degli alberi e lasciarsi avvolgere dalla freschezza dell’acqua. Uno degli angoli più amati della cascata è il piccolo spazio nascosto sulla sinistra, incassato nella roccia, che offre una doccia naturale, intima e rigenerante.
In sintesi, la cascata Bis è un’esperienza che unisce relax ed energia, silenzio e vitalità. Un luogo da non perdere per chi ama la natura, lontano dalla folla, vicino all’essenza selvaggia dell’isola.

Cascata Lezard - Petit-Bourg
La cascata Lèzard è un salto d’acqua di circa dieci metri, le cui fresche acque si riversano in un magnifico bacino celeste, ai cui lati delle ampie rientranze del terreno fanno da platea naturale a chi desidera godersi questo spettacolo della natura in totale relax.
In condizioni meteo favorevoli, il sito si raggiunge con discreta difficoltà in circa quaranta minuti di cammino, ma se il terreno è bagnato, i tempi si allungano. Rami e radici diventano gli appigli per evitare spiacevoli scivoloni. Il sentiero di media difficoltà non è ufficialmente segnalato, ma grazie alle impronte lasciate dai numerosi visitatori, il tragitto risulta abbastanza intuitivo. Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso, impiegando circa mezz'ora.
Prima di intraprendere il cammino verso la cascata Lèzard, è sempre consigliato verificare eventuali divieti d’accesso presso l’Ufficio del turismo di Petit-Bourg, a causa di incidenti occorsi in passato durante avverse condizioni meteo.
Cascata Aux Écrevisses - Petit--Bourg

La tappa successiva è la cascata Aux Écrevisses. Situata lungo la "Route de la Traversée", arteria stradale che taglia l’isola di Basse-Terre da est a ovest, questa cascata è una delle attrazioni naturali più visitate, grazie alla sua facile accessibilità. Un ampio parcheggio gratuito è disponibile, con la possibilità di sostare anche lungo i margini laterali della strada, qualora ci sia un eccesso di visitatori.
Il sentiero piastrellato di circa 350 metri ci porta rapidamente alla cascata. In pochi minuti, il percorso, che si snoda parallelamente al ruscello Corossol, ci porta su una grande piattaforma in legno dalla quale possiamo ammirare un fragoroso salto d’acqua di circa 8-9 metri. La cascata, avvolta da una rigogliosa vegetazione su metà della sua circonferenza, permette di scendere dalle rocce che la circondano, per scattare foto o immergersi nelle sue fresche acque.
In sintesi, la cascata Aux Écrevisses è un’attrazione turistica molto conosciuta, iconica, e di facile accesso, sebbene sia sempre consigliabile consultare le previsioni meteorologiche prima della visita. Per questo sito non è necessario una calzatura tecnica.
Saut d’Acomat - Pointe-Noire

La quinta cascata del nostro tour fa tappa a Pointe-Noire, importante cittadina situata sul versante ovest di Basse-Terre. Il sito naturale prende il nome di Saut d’Acomat. L'accesso non ha un parcheggio dedicato, ma è possibile lasciare l’auto lungo la strada che porta al punto di ingresso, facilmente riconoscibile grazie a un cartello un po' usurato. Da qui, un sentiero di circa 15 minuti, inizialmente sconnesso e attraversato da radici e rocce, conduce a un piccolo corso d'acqua che, attraversandolo, ci guida verso la cascata. Con un’altezza di circa 5-6 metri, le sue acque si riversano in un bacino celeste di 10 metri di diametro, dove è possibile tuffarsi dalle rocce che la sovrastano o semplicemente rilassarsi. Lungo il corso del ruscello si incontrano anche piccole spiaggette di sabbia dorata, ideali per momenti di assoluto relax. Per chi desidera un'esperienza più avventurosa, a 600 metri di distanza dal parcheggio, è possibile raggiungere il Canyon della Grande Plaine e praticare rafting lungo il fiume, affrontando una discesa di circa 150 metri. Per questa esperienza si consiglia rivolgersi a un’agenzia locale che organizza escursioni.
Saut Matouba - Sainte-Claude

Dopo aver visitato le cascate di Sainte-Rose, Petit Bourg e Pointe-Noire, un’altra tappa pensata per chi ama la natura, i profumi tropicali e i panorami mozzafiato ci attende nel Comune di Saint-Claude, cittadina posta a sud dell’isola di Basse-Terre, conosciuta in particolar modo per essere la via d’accesso al vulcano attivo La Soufrère. La cascata in argomento è il salto Matouba. Con un salto di circa 10 metri, le acque si gettano in un bacino circolare dall’acqua celeste, circondato da rocce coperte da una vegetazione rigogliosa. Per raggiungerla occorre percorrere la Nazionale 3, quindi la strada D1 che conduce a Morne Savon. Seguendo l’apposita segnaletica, si raggiunge un piccolo parcheggio dal quale parte un sentiero caratterizzato dalla presenza di un piccolo carbet. Questa via d’accesso alla cascata, costellata da piante e fiori che aggiungono un tocco di colore all’ambiente rigoglioso, attraversa una pittoresca bananeria. Lasciata alle spalle la coltivazione, il sentiero si fa più impegnativo in virtù di una discesa decisamente più ripida. Questa parte del percorso mette alla prova l’agilità e la prudenza degli escursionisti, soprattutto quando il tragitto, battuto dalla pioggia, risulta particolarmente scivoloso. Le radici e le pietre formano delle scale naturali che richiedono attenzione per evitare cadute. La parte finale della camminata avviene in acqua, risalendo per circa cinquanta metri il corso del fiume Saint-Louis. Giunti alla cascata, si apre una bellissima visione del sito dove è possibile trascorrere momenti di assoluto relax, sia fuori dal bacino che al suo interno, facendo però attenzione a non avvicinarsi troppo al getto d’acqua, in quanto causa, a volte, di improvvisi mulinelli.
Bassin Bleu - Gourbeyre

Il tour fa tappa nel comune di Gourbeyre per scoprire il fantastico Bassin Bleu e la cascade de la Parabole.
Il Bassin Bleu è situato a 620 metri di altitudine, nel cuore della foresta tropicale umida; è una gemma nascosta, alimentata da cascate fresche e limpide, una delle quali ha modellato, nel tempo, un vero e proprio scivolo naturale di roccia.
L’escursione al Bassin Bleu è facile e accessibile a tutti: il dislivello è minimo, tra i 50 e i 60 metri, e il tragitto principale è lungo circa un chilometro, percorribile in una ventina di minuti. Per arrivare al punto di partenza, basta imboccare la strada dipartimentale D10 da Gourbeyre, in direzione del Plateau du Palmiste. Dopo circa 4 chilometri, sulla sinistra, un pannello informativo segnala l’inizio del percorso. Qui troverete anche qualche spazio per parcheggiare l’auto.
La camminata inizia su un sentiero agricolo, inizialmente cementato, poi lastricato con pietre. È largo e ben tenuto, e porta fino a un’area picnic attrezzata con tre carbets, strutture in legno perfette per una sosta. Durante la passeggiata, se il cielo è limpido, si può godere di una vista panoramica mozzafiato sul massiccio della Soufrière.
Cascade de la Parabole - Gourbeyre

Lasciato il celeste Bassin Bleu, nel cuore verde della Guadalupa, protetta dal fitto abbraccio della foresta pluviale di Gourbeyre, si trova un’altra meraviglia che sembra uscita da un sogno: la cascata de la Parabole. Un salto d’acqua alto circa 12 metri, che si getta in un bacino limpido come cristallo, dove la luce danza sulla superficie e il tempo sembra fermarsi. È qui che la natura si esprime con forza, bellezza… e silenziosa armonia.
Ma per raggiungere questo luogo magico, bisogna mettersi in cammino. La strada inizia a monte del Bassin Bleu, lungo il corso del fiume Le Galion. Un sentiero di circa quattro chilometri andata e ritorno, tra acque da attraversare, rocce da toccare, radici da seguire. Un percorso moderatamente impegnativo, ma profondamente appagante per chi è disposto ad ascoltare il battito verde della foresta. Si procede passo dopo passo, avvolti dal canto degli uccelli tropicali e dal profumo umido della terra. La vegetazione si infittisce, le fronde si intrecciano sopra il sentiero, mentre i raggi del sole filtrano tra le foglie creando giochi di luce. E quando finalmente si arriva… la cascata de la Parabole appare come un regalo. Un anfiteatro naturale dove l’acqua canta, dove la roccia racconta, dove la biodiversità della Guadalupa si mostra in tutta la sua purezza. È il luogo perfetto per chi cerca qualcosa di più di una semplice escursione. È un viaggio sensoriale, un invito alla meraviglia.
Per vivere al meglio quest’esperienza, servono scarpe adatte, acqua e rispetto per il luogo. Controllate sempre il meteo: qui la pioggia può cambiare il volto del sentiero in pochi minuti. Ma con il giusto spirito, ogni ostacolo diventa parte dell’avventura. La cascade de la Parabole non è solo una meta. È un incontro con l’anima selvaggia della Guadalupa.
Bacino Paradis - Capesterre-Belle-Eau

Il tour procede verso Capesterre-Belle-Eau, dove le nostre esplorazioni ci porteranno a scoprire due cascate iconiche: prima il Bacino Paradis, con le sue acque azzurre che svelano un mondo quasi caraibico, e poi la cascata più famosa dell’intero percorso, quella del Carbet, un simbolo della Guadalupa con il suo spettacolare salto di oltre cento metri.
Restate con noi per ascoltare sentieri, suoni della foresta, e racconti di chi vive e respira queste acque straordinarie.
Relativamente semplice da raggiungere, percorrendo da Capesterre-Belle-Eau la D1, la stessa che porta alla cascata del Carbet, è il bacino Paradis. Posta nel cuore selvaggio della foresta tropicale della Guadalupa, si presenta come una gemma di bellezza incontaminata: un bacino maestoso e una cascata che si tuffa nel fiume Grosse Corde. L’inizio del sentiero è posto a circa 500 metri dall’ingresso del Parco Nazionale della Guadalupa, teatro della seconda cascata di Carbet, benché agevole, è poco visibile. Una camminata di circa quindici minuti si trasforma in un premio sensoriale: un bacino dalle acque turchesi che abbraccia il corso d’acqua Grosse Corde, offrendo quiete, freschezza e una bellezza che pare respirare. Il Bacino Paradis, profondo oltre tre metri, è una promessa per i subacquei avventurieri. Attenzione: i dintorni sono scivolosi, una sfida che aumenta l’emozione del luogo. Più giù, a qualche centinaio di metri lungo la Grosse Corde, appare una cascata di acqua calda, piccola ma incantata.
Cascata du Carbet - Capesterre-Belle-Eau

La visita alle cascate del Carbet, cuore selvaggio di Basse‑Terre, prosegue dopo il Bacino Paradis con la scoperta della cascata più celebre della Guadalupa: un imponente salto d’acqua di 115 metri, articolato su tre livelli e alimentato dal fiume Carbet, la cui sorgente nasce sul versante orientale del vulcano La Soufrière.
La prima cascata, la più alta e spettacolare, offre panorami grandiosi ma richiede un’escursione impegnativa: si parte dal villaggio di Petit‑Marquisat e si affronta un sentiero difficile, spesso scivoloso, con passaggi stretti e radici nascoste; il percorso dura 3–4 ore tra andata e ritorno, è vietato fare il bagno e l’accesso è consigliato solo a escursionisti esperti, evitando bambini e persone con vertigini.
Per chi ama la natura selvaggia, questa cascata rappresenta una delle esperienze più intense dell’isola.
La seconda cascata è invece la più accessibile: si raggiunge da Capesterre‑Belle‑Eau seguendo la D4 fino al Parco Nazionale, dove si trovano parcheggio e biglietteria; il sentiero è sicuro e ben organizzato, con scalini in legno, griglie antiscivolo, ponti e tratti in pietra, per un percorso di circa 40 minuti adatto a tutti.
La cascata si ammira da una piattaforma panoramica costruita dopo la frana del 2005, sorvegliata dagli agenti del Parco per garantire una visita tranquilla.
La terza cascata, la più bassa con i suoi 20 metri, si trova sempre nel comune di Capesterre‑Belle‑Eau ma fuori dal cuore del Parco Nazionale; il sentiero, lungo circa 4 km con 130 metri di dislivello, è piacevole e immerso nella foresta pluviale: si attraversano piantagioni di mogano, passerelle in legno che superano zone fangose e tratti ombreggiati, accompagnati da pannelli didattici sulla flora e fauna locali.
Poco prima della cascata si incontra una zona di frane, dove il sentiero diventa stretto e scivoloso e occorre aiutarsi con le radici degli alberi.
L’escursione, completabile in meno di 3 ore, permette anche di rinfrescarsi nelle acque della cascata.
Per raggiungere il punto di partenza si percorre la D3 verso Routhiers e Petit‑Marquisat fino alla fine della strada, dove si trovano due parcheggi: uno all’ingresso della foresta e uno, 150 metri più avanti, vicino a un carbet da cui parte ufficialmente il sentiero.
Un itinerario immerso nella natura più autentica, tra quiete, potenza e paesaggi indimenticabili, che rende le cascate del Carbet una delle esperienze più iconiche della Guadalupa.
Bras-de-Fort - Goyave

Il tour tra le cascate della Guadalupa continua con la scoperta delle ultime due meraviglie naturali: il Bras de Fort e le cascate di Moreau, ancora una volta poste nel comune di Goyave, nel cuore pulsante del Parco Nazionale della Guadalupa, tra le ombre fitte della foresta di Goyave.
Provenendo da Capesterre-Belle-Eau lungo la Nazionale 1, la prima cascata che visiteremo è il Bras de Fort.
Situata sulle alture del comune di Goyave, in località Bonfils, è facilmente raggiungibile in circa 40 minuti risalendo il fiume Bras-du-Fort.
È una bella escursione, premiata da una balneazione sotto una cascata che era già rinomata all’inizio del XX secolo.
Il sentiero attraversa il fiume più volte.
Si entra nella foresta su una pendenza ripida e piuttosto scivolosa, risalendo il fiume per 10-15 minuti.
Attenzione: il sentiero è a malapena segnalato.
Si scopre una bella vasca d’acqua limpida alimentata da una cascata alta oltre 30 metri. Un luogo molto noto ai camminatori domenicali, ideale per un bagno e picnic.
Cascate Moreau - Goyave

Lasciata Bras de Fort, si ritorna sulla Nazionale 1 e proseguendo in direzione nord, si devia per la strada di Moreau fino a raggiungere il parcheggio, punto di partenza dell’escursione per scoprire le cascate Moreau. Dalla N1, la distanza da percorrere fino al parcheggio è di 8,3 km; può sembrare piuttosto lunga, considerato che si percorrono quasi 5 km su una strada in tufo. Qui si nasconde una delle meraviglie più maestose dell’isola: le cascate di Moreau.
Un insieme di salti d’acqua potenti e selvaggi, dominati dalla regina del gruppo: la cascata del fiume Racoon, alta quasi 100 metri. Questa escursione non è per tutti. È un viaggio pensato per escursionisti esperti, per chi ama sfidare la natura e lasciarsi guidare dal suono dell’acqua e dal respiro della foresta. In condizioni di tempo secco, il sentiero è impegnativo, ma quando piove, può diventare impossibile, soprattutto per via dei numerosi attraversamenti fluviali. La strada prosegue oltre il parcheggio, dove un fossato scavato dalla pioggia ostruisce il passaggio. Bisogna aggirarlo con attenzione. Dopo circa 800 metri, deviando a destra si raggiunge il primo fiume, da attraversare due volte. Poi si prosegue sul lato sinistro per 1,2 km, fino al terzo guado. Da lì in avanti, i passaggi sull’acqua si susseguono: otto attraversamenti in totale. Contateli bene, perché ognuno è una tappa verso la meta.
Dopo l’ultimo guado, il sentiero si inclina bruscamente sul lato sinistro. È il segnale che siamo quasi arrivati. Mancano solo 200 metri di cammino e 60 metri di dislivello da scalare. E poi, eccola: la cascata si apre davanti a noi, imponente, fragorosa, avvolta dalla vegetazione. Un gigante d’acqua che cade con forza, incorniciato dal verde. Ma non finisce qui. Se avete ancora energie, tornate indietro per circa 150 metri e cercate, tra gli alberi, un’altra cascata nascosta, accessibile dalla valle. E ancora, 200 metri più avanti, un terzo salto d’acqua vi aspetta, a breve distanza dal sentiero principale.
Le cascate di Moreau sono considerate da molti tra le più belle della Guadalupa. Alcuni ne evidenziano la difficoltà di accesso, la strada dissestata e la mancanza di segnaletica. Ma una cosa è certa: per chi ama la natura nella sua forma più pura e selvaggia, questa escursione è un’esperienza che lascia il segno da scoprire attraverso la presenza di una guida esperta. Preparatevi con scarpe da trekking, acqua, pazienza e spirito d’avventura. E ricordate: qui non si cammina solo con i piedi, ma con il cuore.
Cascata Tambour - Petit-Bourg

Chute du Galion - Saint-Claude

Chute du Coulisse - Trois-Rivières

