Search Results
Cerca in questo sito
211 risultati trovati con una ricerca vuota
- In tour con #EnjoyGuadalupa Petit-Canal
Posta sul versante ovest dell’isola di Grande-Terre, la città di Petit-Canal, un tempo denominata Mancenillier, deve il suo nome a un piccolo canale scavato nel XVIII secolo per consentire il passaggio delle imbarcazioni verso la cittadina di Morne-à-l’Eau. Questo piccolo Comune ospita monumenti commemorativi del passato schiavistico della Guadalupa, testimonianze legate alla produzione dello zucchero, e un piccolo porto utilizzato per l’ormeggio delle barche dei pescatori e per quelle destinate alle escursioni verso la famosa laguna marina di Gran-Cul-de-Sac-Marin. Tra le testimonianze legate alla deportazione degli schiavi dall’Africa, il tour ci condurrà alla fiamma allo schiavo ignoto, alla scalinata degli schiavi che conduce alla chiesa Saint-Philippe-et-Saint-Jacques, al monumento che celebra la fine della schiavitù e infine, alla prigione degli schiavi. In merito al passato dedito alla produzione dello zucchero, oggi è possibile ammirare i resti del sito Duval, e, all’interno di una lussureggiante riserva biologica, l’antico mulino Poyen. Infine, a circa dodici chilometri dal centro di Petit-Canal si raggiunge il lido di Anse Maurice, conosciuto per il suo aspetto selvaggio, e per le famose gare di traino dei buoi. Punto di partenza del tour a Petit-Canal è il monumento ai caduti di Petit-Canal della Prima e Seconda guerra Mondiale. Posto sul fianco del palazzo del Comune, il sito si caratterizza per la presenza di una lunga scalinata gialla fiancheggiata da rigogliose piante. In cima è posta la statua in bronzo realizzata nel 1930dallo scultore italiano Giuseppe Pannini. A circa un chilometro dal centro città, in meno di cinque minuti, percorrendo Rue de l'Église si raggiunge la scalinata degli schiavi. Ricostruita dopo il 1848, la storia racconta che gli schiavi, una volta sbarcati sull’adiacente molo, l’avrebbero percorsa per essere condotti ai mercati. In corrispondenza dei muretti verticali della scalinata sono poste delle targhe con impressi i nomi delle varie tribù africane deportate. Ai suoi piedi l’area ospita il monumento della fiamma eterna allo schiavo ignoto con accanto il busto di Louis Dèlgres, famoso, nei primi anni dell’800, per il suo impegno nella lotta alla schiavitù. Inaugurato il 28 maggio 1994, la fiamma eterna allo schiavo ignoto è rappresentata da una fiaccola custode al suo interno, secondo gli storici, di fruste rese da quaranta padroni a seguito dell'abolizione della schiavitù. La visita dei principali musei dell’isola di Grande -Terre prosegue nel grazioso borgo di Petit Canal, famosa per il museo della vita di una volta, la scalinata e la prigione degli schiavi. Qui è presente il «Musée de la vie d'Antan» (museo della vita di una volta) autentica macchina del tempo che ripropone le arti e le tradizioni popolari della Guadalupa fino agli anni '60. Grazie allo storico Raymond Boutin, e ad una massiccia raccolta di oggetti d’uso quotidiano di una volta, il museo nasce con la finalità di far conoscere alle nuove generazioni i costumi e la vita quotidiana e l’evoluzione dei comportamenti degli abitanti della Regione. Inaugurato il 23 maggio 2001, il museo è gestito dall'Associazione Patrimoine et Savoirs la quale, attraverso mostre permanenti portano alla conoscenza dei visitatori gli oggetti di uso comune del passato e mostrano come i nativi americani usavano il fuoco e la luce. La mission del museo è quindi di salvaguardia delle antiche abitudini di vita e permettere a tutti coloro che operano per la difesa del patrimonio di dare il loro sostegno, affinché il Museo possa inserirsi a pieno titolo tra le attrazioni culturali della Guadalupa e permettergli di continuare la sua missione educativa e pedagogica. In cima alla scalinata sorge la chiesa Saint-Philippe-et-Saint-Jacques, distrutta durante il terremoto del 1928 e ricostruita nel 1865 dal noto architetto locale Ali Tur. Caratterizzata dalla presenza di una navata unica, la chiesa è custode di vetrate e di un bellissimo altare in muratura. Frontalmente alla chiesa di chiesa Saint-Philippe-et-Saint-Jacques è presente il monumento più antico della Guadalupa: il tronco delle anime. Questo monumento rappresenta il Memoriale della schiavitù e la scritta “Libertà – 1848”, apposta sulla base di sostegno, indica la data dell'abolizione definitiva della schiavitù che avvenne il 27 aprile del 1848 per effetto del decreto di Victor Schoelcher, importante figura storica del XIX secolo in quanto difensore dei diritti umani. Poco distante dalla scalinata degli schiavi, in circa due minuti di cammino, Petit-Canal regala un altro importante sito storico, la famosa prigione degli schiavi ‒ ormai ridotta in macerie ‒ all’interno della quale hanno messo le radici secolari di alberi di fico. Tra questi, quello più spettacolare e degno di particolare menzione ‒ in quanto legato a una leggenda secondo la quale gli schiavi nel costruire la prigione avrebbero piantato semi di fico per agevolare, nel tempo, la naturale distruzione dell’edificio ‒ è quello denominato il “fico maledetto”. I suoi rami e le enormi radici hanno effettivamente stretto in una morsa i muri della prigione, facendo idealmente significare la fine di secoli di schiavitù. Lasciando il centro città, in appena 12 minuti di strada lungo la statale 6 si raggiunge il mulino Poyen. Posto all’interno di una lussureggiante riserva biologica, il sito, risalente al 1780, è raggiungibile percorrendo un itinerario ad anello di poco più di due chilometri. Adiacenti al mulino sono presenti vecchie attrezzature idrauliche del XX secolo, cisterne, un pozzo e un abbeveratoio. Lasciato il mulino Poyen, in circa venti minuti d’auto lungo la Chemin de St. Elise, si raggiunge il sito Duval. Questo luogo, un tempo fu sede di uno zuccherificio nel quale lavoravano operai provenienti dalle isole di St Lucie, Dominique, Antigue e St Martin. Oggi, sui suoi sei ettari di terreno, il sito Duval ospita l’Espace International della musica Ka e dei tamburi del sud. A rappresentare questa musica folcloristica che rievoca le danze degli schiavi d’Africa, il sito ospita il famoso Fondal Ka, un enorme tamburo simbolo di questo genere musicale, e il vicolo dei tambouyès, dove 12 totem ricordano i più famosi maestri del Ka. Su questa area, infine, ogni anno vengono organizzati eventi pubblici come il festival delle danze indiane e della musica dei Caraibi. Il tour a Petit-Canal si chiude al lido Maurice. Raggiungibile in appena 15 minuti dal sito Duval, la spiaggia è particolarmente conosciuta non solo per l’ampia area attrezzata dove sono presenti locali e carbet dove molte famiglie si riuniscono per piacevoli pic-nic, e dove è possibile fare dello snorkeling, ma anche per le famose gare di traino dei buoi. Questo evento è un tradizionale appuntamento competitivo nato nel 1970 con lo scopo di rievocare l’impegno secolare dei buoi nel trasporto della canna da zucchero. I buoi, in base al loro peso, sono classificati in cinque categorie, e sotto i colpi di massimo 12 frustate di un conduttore e la presenza di un assistente, devono percorre nel meno tempo possibile un percorso in salita ricavato normalmente sui fianchi di una collina trasportando, a seconda della categoria, un carico che varia dai 1300 ai 1700 chilogrammi. (Foto: Prigione degli schiavi) Petit Canal (enjoyguadalupa.com) Prigione degli Schiavi
- La scoperta e la storia della #Guadalupa 3^ parte, dalla colonizzazione ai nostri giorni
L’arcipelago della Guadalupa, oggi territorio d’Oltremare francese, dopo oltre tre secoli di colonizzazioni iniziate dagli spagnoli nel XVI secolo, tra il 1600 e il 1800 fu oggetto di aspri combattimenti tra inglesi e francesi per aggiudicarsene il dominio. La storia della Guadalupa racconta che nel 1635, grazie all’aiuto economico della Compagnie des Îles d'Amérique, i francesi, dopo aver allontanato sull’isola della Dominica i Caribi, stabilirono il primo insediamento europeo, diventando una fiorente colonia dedita alla lavorazione dello zucchero e alla produzione del rum. I grandi proprietari terrieri di allora, per incrementare i volumi delle esportazioni verso l’Europa dei citati prodotti, ebbero bisogno di una massiccia forza lavoro che reclutarono dall'Africa occidentale con la deportazione degli schiavi neri. L’occupazione della Guadalupa da parte dei francesi venne però interrotta dagli inglesi tra il 1759 e il 1763; gli inglesi fecero di Pointe-à-Pitre un grande porto specializzato nell’esportazione dello zucchero sui mercati inglesi e nord americani, e nell’importazione, dai medesimi Paesi, del legname e del cibo. La difficile convivenza tra francesi e inglesi ebbe fine nel 1763 con la firma del trattato di Parigi con il quale la Francia rinunciava alle proprie mire espansionistiche in Canada in cambio di Guadalupa. Ma la pace durò poco. Il caos che la Rivoluzione francese stava creando in Europa, nel 1794 portò gli inglesi a invadere nuovamente l’isola. La risposta francese non si fece attendere. L’invio di un contingente militare comandato da Victor Hugues portò con una legge del 1794 alla liberazione degli schiavi d’Africa, i quali, oltre a cacciare le truppe britanniche diedero vita ad un indiscriminato sterminio di coloni e proprietari di piantagioni. Ma in Europa, il fallimento della missione di Victor Hugues costrinse Napoleone Bonaparte a rispondere con fermezza; nel 1802 inviò alla Guadalupa il generale Antoine Richepance, il quale riuscì a ripristinare la schiavitù nonostante le dure lotte portate avanti da personaggi come Louis Dèlgres, militare, condottiero e politico francese mulatto, leader alla Guadalupa per la non rioccupazione e la non reintegrazione della schiavitù da parte della Francia napoleonica. Bisognava però attendere il decreto del 27 aprile del 1848 per vederla definitivamente abolita. La ferma campagna antirazziale condotta in quegli anni dal politico francese Victor Schoelcher, importante figura storica del XIX secolo, nonché fermo difensore dei diritti umani, mise risolutamente la parola fine, a oltre tre secoli di persecuzioni razziali. Trascorsi 23 anni da quella fatidica data, nel 1871 la Guadalupa ebbe una rappresentanza nel parlamento francese; nel 1946 riuscì a diventare uno dei Dipartimenti d’Oltremare francese, mentre dal 1982 è ufficialmente una Regione d’Oltremare francese. www.enjoyguadalupa.com
- La scoperta e la storia della #Guadalupa 2^ parte, Memorial dedicato a Cristoforo Colombo
Sainte-Marie, oggi piccola frazione del comune di Capesterre-Belle-Eau, è custode del Memorial dedicato a Cristoforo Colombo scopritore, il novembre del 1493, della Guadalupa. Inaugurato il 4 novembre del 1916 per volontà del Governatore Merwart (Emil Mervar) e del vescovo Genoud, all’interno del Memorial, oltre ai ruderi di una vecchia polveriera, è presente un busto del navigatore in marmo di Carrara scolpito dallo scultore italiano Umberto Bacci. Alla sua base sono presenti due grandi targhe: una ricorda gli architetti che realizzarono l’opera, l’altra ospita i versi di una poesia scritta dal Governatore Emile Merwart. Il memorial, posto a circa 200 metri dalla spiaggia dove Cristoforo Colombo sbarcò, ospita altresì due grandi ancore, una delle quali trovata nella baia di Capesterre-Belle- Eau. La visita di questo importante sito storico della Guadalupa ci consente di fare il punto sulla storia di questo arcipelago, oggi territorio d’Oltremare francese per oltre due secoli territorio caratterizzato da diverse colonizzazioni iniziate dagli spagnoli nel XVI secolo e proseguite tra il XVII e XIX secolo, dagli inglesi e dai francesi. www.enjoyguadalupa.com
- La scoperta e la storia della #Guadalupa 1^ parte, la scoperta della Guadalupa
Correva l’anno 1493 quando Cristoforo Colombo, in occasione del viaggio di ritorno a bordo della Nina dalle isole del Nuovo Mondo scoperte il 12 ottobre del 1492, s’imbatté in una tremenda tempesta. Il fragore e la veemenza del mare inghiottirono la Pinta con tutto il suo equipaggio, salvando miracolosamente la caravella del navigatore genovese. Durante quei terribili attimi di tormenta, Cristoforo Colombo fece un voto alla Madonna della Guadalupa, affinché lui e il suo equipaggio fossero risparmiati dalla tragica sorte che invece aveva colpito i compagni di viaggio della Pinta. Superata incredibilmente quella terribile esperienza, Cristoforo Colombo, al fine di mantenere fede alla sua promessa, decise di organizzare un pellegrinaggio al Monastero reale di Santa Maria di Guadalupe, lasciando alla sorte la scelta della persona che, al misericordioso cospetto della Madonna, avrebbe dovuto sciogliere il voto. Il giornale di bordo di Cristoforo Colombo, trascritto da Padre Bartolomé de Las Casas, racconta che all’interno di un berretto vennero mescolati tanti ceci quante erano le persone che si trovavano sulla nave al momento della tempesta, più uno segnato con una croce. Colui che l’avrebbe estratto, sarebbe andato a far visita alla Madonna della Guadalupa. Il fato volle che fosse proprio Cristoforo Colombo a estrarlo. Il 15 marzo del 1493 il navigatore genovese arrivò a Palos, ed il giorno seguente si recò a Santa Clara di Monguer sede del Monastero per sciogliere il voto e promettere ai frati della chiesa che la prossima isola scoperta l’avrebbe denominata Santa Maria della Guadalupa. Il 25 settembre del 1493 il navigatore genovese partì da Cadice per il suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo, toccando il 4 novembre dello stesso anno le coste della Guadalupa, allora denominata dai Caribi, un gruppo amerindo proveniente dall’America Meridionale, reo di aver cacciato dall'isola la popolazione originaria degli Arawak, Karukera, “L’isola dalle belle acque”. Ascolta il podcast su: https://www.youtube.com/watch?v=8sX77c_lNrI&t=52s
- Frammenti di viaggio con #Enjoyguadalupa, Museo Kreol West Indies - Marie-Galante
Sulla meravigliosa e autentica isola di Marie-Galante, nella città di Grand-Bourg, sorge il famoso museo locale, Kreol West Indies. Nato per mano di Vincent Nicaudie, il Kreol West Indies, più che un museo, è un'area espositiva estesa su oltre 200 metri quadri di spazio dove sette sale espositive ripropongono, attraverso una mostra permanente denominata “4000 anni di storia”, le arti contemporanee e gli oggetti del passato che i nostri giorni hanno ormai dimenticato. Al suo interno vengono ricostruiti scenografie originali delle civiltà precolombiane, quella dei filibustieri e della pirateria, gli strumenti e gli oggetti tradizionali risalenti al 18 °, 19 ° e 20° secolo e che rappresentano una parte del passato storico, economico, architettonico e culturale della Guadalupa, gli interni delle case creole del XIX secolo, e gli anni '40. Il sito, aperto nel 2012, è referenziato dalla Direzione degli Affari Culturali e ospita regolarmente le scuole locali per visite pedagogiche. Anche l’arte contemporanea trova il suo adeguato spazio grazie alle 250 opere di pittori di fama come Thierry Alet, Bouba, Jean-Marie Heraud, François Piqu.
- Frammenti di viaggio con #EnjoyGuadalupa Il museo di Forte Louis Delgrès, Basse-Terre
Il tour sull’isola di Basse-Terre alla scoperta dei musei si conclude nel capoluogo della Guadalupa, la città di Basse-Terre. Questa città è custode di un un importante fortezza, il forte Louis Delgrès. Edificato nel 1649 da Charles Houel, il forte Louis Delgrès è simbolo della lotta alla schiavitù portata avanti nei primi anni del 1800 da Louis Delgrès. Nel 1802 fu teatro di battaglie tra le truppe del generale Antoine Richepance (inviate da Bonaparte per reinsediare la schiavitù abolita nel 1794) e i seguaci del comandante Louis Delgrès, un mulatto con una lunga esperienza militare nella lotta contro gli inglesi, da sempre acerrimi nemici. Classificato come monumento storico nel 1977, il sito è gratuitamente aperto al pubblico tutto l’anno e offre visite guidate, mostre e vari eventi culturali. Giunto nella parte alta di Basse-Terre, il massiccio ingresso del forte già mostrava la sua imponenza e maestosità. Seguendo l’itinerario predefinito, è possibile ammirare la piccola polveriera, oggi diventata uno spazio espositivo legato alla disastrosa eruzione del vulcano Soufrière del 1976, le cisterne, il cimitero militare, posto alla sommità del forte dal quale è possibile ammirare all’orizzonte la grande baia di Basse-Terre dove sono sepolti il generale Richepanse e l’ammiraglio Gourbeyre, quindi il bastione del Galeone. Il giro si conclude sul monumento più rappresentativo e iconico del forte, il famoso Memorial Louis Delgrès, opera edificata nel 2002 dallo scultore Roger Arékian. Questa scultura, posta su un pianoro ricoperto d’erba accanto alla caserma del bastione nord, raffigurante il capo del citato personaggio, è posta al centro di tre anelli concentrici sui quali sono adagiate simboliche pietre, all’interno delle quali frecciano incuranti dei turisti simpatiche e innocue iguane. Infine, all’interno di alcune sale poste sotto l’ingresso al forte è presente una mostra permanente con pannelli informativi riguardanti il periodo della schiavitù e della rivoluzione completamente dedicata a Louis Delgrès, personaggio chiave della guerra del 1802, ed agli eroi che combatterono per la libertà degli schiavi contro l’esercito napoleonico.
- Frammenti di viaggio con #EnjoyGuadalupa Il museo del caffè, Vieux-Habitants -Basse-Terre
Il museo del caffè di Vieux-Habitants rappresenta, per la Guadalupa, un’originale testimonianza di antica fabbrica del caffè. Allocata all’interno di una Bonifierie del XIX secolo completamente restaurata, la visita al suo interno, caratterizzata da odori di chicchi di caffè tostati, consente, partendo dal 1721, anno d’importazione del caffè ai Caraibi sino ad arrivare ai giorni nostri, di risalire alle origini di questa pianta presente nei cinque continenti, e conoscere le secolari fasi della lavorazione del chicco di caffè, dalla raccolta, alla lavorazione, ed alla torrefazione. La Maison Chaulet è un’azienda a conduzione familiare che dal 1860 produce questa particolarissima miscela di caffè denominata Grigne au vent, considerata tra le più raffinate del mondo. La fabbrica, inizialmente presente a Baillif, fu trasferita a Vieux-Habitants nel 1989 e trasformata in museo nel 1998. Produttore, esportatore e importatore dal 1900, i caffè Chaulet selezionano rigorosamente le migliori arabiche, e nel rispetto del tradizionale know-how familiare, le trasforma in diversi tipi di caffè, da quello 100% Guadalupa, a quello prodotto con arabica d'importazione dal Sudamerica. Nel corso del tour è possibile ammirare, oltre che alle coltivazioni del caffè, anche una collezione di oggetti antichi, macinacaffè, caffettiere, torrefattori e numerose macchine dell'industria del caffè, facendo del museo uno delle principali attrazioni storiche di Basse-Terre. Infine, presso la Maison Chaulet è anche presente la cioccolateria les Suprêmes, una raffinata cioccolata prodotta con cacao locale utilizzando il know-how svizzero, un prodotto finale di primissima qualità lavorato senza utilizzare coloranti, aromi artificiali o conservanti e grassi vegetali.
- Frammenti di viaggio con #EnjoyGuadalupa La casa del cacao, Point-Noire - Basse-Terre
Il cacao, pianta un tempo coltivata alla Guadalupa per il solo piacere dei re di Francia, oggi rappresenta uno dei prodotti più pregiati dell’agricoltura locale, al punto di essere stato adeguatamente valorizzato grazie all’istituzione, nel 1993, a Pointe-Noire, della famosa casa del cacao. La struttura, immersa all’interno di un lussureggiante giardino botanico dove convivono le diverse specie di cacao coltivate nel mondo, offre la possibilità di visitare una cioccolateria artigianale dai profumi creoli in grado di soddisfare il palato dei più esigenti amanti del cioccolato. La visita guidata di circa un’ora programmata dal martedì al sabato previa opportuna prenotazione on line dell’orario d’ingresso, ci conduce lungo un percorso didattico caratterizzato da pannelli informativi che illustrano la storia del cacao e delle sue peculiarità botaniche. Di particolare interesse è la spiegazione riguardante le tecniche di lavorazione utilizzate dagli artigiani del laboratorio posto all’interno della casa museo, che parte dalla fermentazione delle fave di cacao, alla loro essiccazione e tostatura, sino ad arrivare ad avere la materia prima per produrre del buonissimo cioccolato. Al termine della visita è possibile degustare una tazza di cioccolata e acquistare un’ampia gamma di prodotti come il burro di cacao, le fave di cacao, i cioccolatini ed i liquori a base di cacao che hanno tutto un altro sapore rispetto a quelli ai quali siamo abituati.
- Frammenti di viaggio con #EnjoyGuadalupa L'Ecomuseo creolo, St. Rose - Basse-Terre
Inaugurato nel 1988 grazie all’interessamento di Jocelyn Roumbo, appassionato del patrimonio e della botanica della Guadalupa. L'ecomuseo creolo propone un'immersione totale nel cuore della storia, della cultura e delle tradizioni creole dov’è è possibile scoprire la biodiversità di questo meraviglioso arcipelago. All’interno di questo lussureggiante giardino si contano un numero impressionante di piante medicinali e aromatiche e pannelli didattici che descrivono gli usi tradizionali e scientifici delle stesse. Al suo interno c’è un vicolo che ospita 32 vetrine, ciascuna dedicata a un comune della Guadalupa che espone le peculiarità delle singole isole. Infine, l’ecomuseo ospita gli strumenti di lavoro e aree dove la presenza di personaggi a grandezza naturale rievocano gli stili di vita di un tempo.
- Frammenti di viaggio con #EnjoyGuadalupa Museo del Rum. St. Rose - Basse-Terre
Posto all’interno della distilleria Reimonenq, azienda fondata nel 1916 in località Sainte-Rose dalla famiglia Reimonenq, è stato inaugurato nel 1990. Al suo interno si possono ammirare gli strumenti che nei secoli sono stati utilizzati nella produzione del rum, e conoscere le varie fasi della lavorazione della canna da zucchero. Nelle sale è possibile ammirare una meravigliosa raccolta di farfalle rarissime provenienti da tutto il mondo, dei modellini di velieri, ventidue riproduzioni di animali in resina a grandezza naturale, e tante altre collezioni. Nel 1997 è stata altresì allestita la sala dell’artigianato e dei mestieri che riproduce le modalità con le quali nell’antichità le popolazioni locali si dedicavano all’agricoltura. Insomma, un vero museo che raccoglie molte testimonianze di un passato che ancor oggi fa della Reimonenq una grande azienda. Il tour all’interno del museo si conclude con la visione, in un’apposita saletta, di un filmato che racconta la storia della coltivazione della canna da zucchero sull’isola di Basse-Terre, lo sviluppo nel tempo dell’azienda della famiglia Reimonenq, e tutte le singole fasi della produzione del rum, dalla coltivazione della canna, alla raccolta, ai vari passaggi della lavorazione, sino alla vendita finale.
- Frammenti di viaggio con #EnjoyGuadalupa Museo Victor Schoelcher. Point-à-Pitre - 3^ p.
Museo Victor Schoelcher, Point-à-Pitre, 3^ parte Ultima tappa per le vie del centro di Point-à-Pitre è il museo dedicato a Victor Schoelcher, importante figura storica del XIX secolo in quanto difensore dei diritti umani e fautore del decreto del 27 aprile del 1848 con il quale si sanciva l’abolizione della schiavitù. Ben strutturato, questo museo aiuta molto a comprendere la realtà della Guadalupa ed i suoi aspetti etnico-culturali, attraverso i reperti ed il racconto della vita di colui che lottò strenuamente per combattere la schiavitù. Questa casa coloniale ospita la collezione d'arte privata dello stesso Schoelcher, con pezzi di porcellana, statue greche e romane, oggetti legati all'abolizione della schiavitù.
- Frammenti di viaggio con #EnjoyGuadalupa. Museo John Perse. Point-à-Pitre - 2^ p.
Percorrendo Rue de Nozières si raggiunge il Museo dell'illustre poeta e scrittore John Perse, Premio Nobel della Letteratura nel 1960 (ha anche una strada a suo nome, molto vicino al museo). Il Museo ospita l'antica casa coloniale di Souques Pages. L'edificio ha due piani ed è circondato da bei giardini. L'esposizione del museo si compone di due parti: nella parte basse: c'è una ricostruzione dell'interno di una casa borghese della fine del XIX secolo, e un'esposizione di abiti dell'epoca. Nella parte superiore c'è un esposizione di una collezione di oggetti della vita del poeta. In realtà, il suo nome era Alexis Leger, ma è maggiormente conosciuto per il suo pseudonimo. C'è anche una completa videoteca e una biblioteca con più di 700 opere di letteratura contemporanea, così come una sala di esposizioni temporanee. Approfondisci su: www.enjoyguadalupa.com












