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  • Immagine del redattoreStefano

In tour con #EnjoyGuadalupa Le Moule

La città di le Moule, anticamente denominata Portland, fu fondata dai francesi nel 1635. Le sue origini risalgono al 400 a.C. in virtù della presenza sul territorio dei nativi americani, gli indiani Arawak. In passato, il borgo ospitava un importante porto militare e commerciale dedito all’esportazione dello zucchero e del rum, e un forte con una batteria di cannoni utilizzati per la difesa di le Moule dagli assalti navali condotti dagli inglesi. Dell’antico borgo, oggi sono ancora visibili le vestige dell’antica fabbrica di succhi di frutta, oggi trasformata, nell'Area Wizosky, in luogo di animazione.

Posta sul versante est di Grande-Terre, oggi le Moule si pone tra le città più visitate della Guadalupa grazie alle sue coste ricche di baie, sentieri escursionistici, splendide spiagge panorami mozzafiato e di importanti monumenti storici come l’abitazione Zèvallos, lo zuccherificio Gardel, la distilleria Damoiseau, e il Museo Edgar Clerc.

Provenendo da St. Francoise, lungo la strada nazionale N5, il primo importante sito storico che s’incontra è la casa coloniale Zèvallos, tipica struttura in stile coloniale replica di quella che ospita il museo Saint-John Perse a Pointe-à-Pitre.

Progettata nelle officine di Gustave Eiffel, venne costruita tra il 1868 e il 1871 e destinata a zuccherificio. Al fine di rivalorizzarla, nel 1999 fu acquistata dalla famiglia Débibakas Rosan. Nel 2010, a seguito di importanti lavori di ristrutturazione, fu riportata al suo antico splendore diventando meta dei turisti grazie alle visite guidate organizzate dall’associazione Les Amis de la maison de Zévallos.

Prima di raggiungere il sentiero escursionistico posto lungo il versante costiero est, e i suoi rinomati lidi, a pochi chilometri dalla casa coloniale Zévallos, è possibile visitare l’antico zuccherificio Gardel. Fondato nel 1870 da Benjamin François Benony Saint-Alarey, è tra i pochi zuccherifici ancora funzionante alla Guadalupa.

Lo stabilimento si avvale di un appezzamento terriero di 1000 ettari e di una area industriale capace di produrre 50.000 tonnellate di zucchero all'anno, l’80% della canna da zucchero coltivata alla Guadalupa.

Tornando sulla strada nazionale 5, l’itinerario devia sulla strada de la Clinique per raggiungere due siti naturalistici mozzafiato: Port d’Enfer e la baia di Conchou. Il primo è il punto di partenza di un'escursione di 10 chilometri che termina su Anse Montal; l’alternativa è anche passeggiare tra le scogliere circostanti fino a Pointe Morne utilizzando un sentiero di 2 chilometri tra andata e ritorno. Il secondo, invece, consente di percorrere un itinerario ad anello di circa quattro chilometri partente dalla spiaggia degli Alisei sino a toccare la Pointe de la Couronne Conchou e Pointe Conchou. Poco più a nord, invece, splendono le meravigliose spiagge di Autre Bord e dei Delfini. Di particolare interesse sportivo sono invece gli spot del surf di Damencourt e Salabouelle, rispettivamente, posti a nord e sud di le Moule.

In appena dieci minuti d’auto, dalla spiaggia degli Alisei, si giunge in località Morel sede del parco Ouatibi-Tibi (rana in lingua caraibica), uno spazio per passeggiate e relax realizzato su uno dei siti archeologici più importanti della regione caraibica. Il sito si caratterizza per la presenza di alcune sculture ispirate ai nativi americani che hanno vissuto lì per oltre 1000 anni. Gli scavi effettuati negli anni '50 hanno portato alla luce molti tesori archeologici esposti al museo Edgar Clerc.

Lasciato il parco Ouatibi-Tibi arriviamo nel cuore della città di le Moule. Nella centrale Piazza è presente la Chiesa di San Giovanni Battista risalente al XV° secolo. La facciata in stile neoclassico ospita quattro colonne ioniche sormontate da un frontone triangolare e, su entrambi i lati del portale, due nicchie destinate ad alloggiare statue. Con le sue due cappelle, l'edificio forma una croce latina. La Chiesa di San Giovanni Battista è custode di quattro quadri che raccontano la vita del Santo, e le sue vetrate raccontano le quattordici stazioni della Via Crucis.

Adiacente alla piazza centrale è presente il caratteristico palazzo del Comune dalle sgargianti tinte verde acqua e giallo, mentre all’interno della piazza è possibile ammirare l’immancabile busto in bronzo di Louis Dèlgres e il monumento dedicato ai Caduti della Prima guerra Mondiale.

Lasciando il centro città e percorrendo la D123, nel bel mezzo di un bellissimo parco paesaggistico, si raggiunge un altro importante sito d’interesse storico, il museo dipartimentale d’archeologia Edgar Clerc, rilevante testimonianza della storia nativa americana dell'isola e delle diverse culture precolombiane che si sono succedute per millenni sulla Guadalupa. Il museo, oltre ad esporre le testimonianze rinvenute in località Morel (Parco Ouatibi-Tibi), espone resti archeologici rinvenuti su tutto il territorio dell’arcipelago come ceramiche decorate, collane e ornamenti finemente tagliati, tre punte enigmatiche e straordinarie collezioni di asce levigate.

Custode di un'eredità culturale, il museo Edgar Clerc desidera portare il visitatore a una vera riflessione sulla storia e le abitudini della vita quotidiana dei nativi americani.

A circa quattro chilometri dal museo Edgar Clerc  la D101 ci conduce alla storica distilleria Damoiseau fondata alla fine del diciannovesimo secolo dal Signor Roger Rimbaud.

La distilleria è collocata all’interno di una grande tenuta circondata dalle piantagioni della canna da zucchero; una segnaletica invita a scoprire il vecchio mulino, gli antichi resti dei macchinari utilizzati nella lavorazione dello zucchero, e infine la fabbrica che produce il rum.

Insomma, un vero museo a cielo aperto con tanto di punto ristoro, boutique per l’acquisto e la degustazione dei suoi prodotti ben pubblicizzati con enormi botti variopinte, e cartelli informativi sui vari processi produttivi.

Penultimo sito d’interesse storico in programma, è la famosa abitazione Néron posta a circa sette chilometri dalla distilleria Damoiseau. Rientrante tra i diciotto della “Slave Route”, il progetto UNESCO della Guadalupa finalizzato a mantenere sempre viva la memoria legata alla deportazione degli schiavi d’Africa, l’abitazione Néron, un tempo destinata alla produzione dello zucchero greggio, fu fondata nel 1740 da Pierre Néron Beauclair dando lavoro a più di cento schiavi.

Il violento terremoto del 1843, e la crisi dello zucchero maturata tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, portò l’attività originale a un repentino declino tanto da trasformare l’impianto in una distilleria per la produzione del rum Néron, attività, quest’ultima, portata avanti fino al 1965.

Il cimitero di Santa Margherita sembrerebbe essere stata una struttura attiva dal 1700 fino al 1800, forse anche qualche anno dopo l’abolizione della schiavitù come per altro testimoniato dal ritrovamento di una medaglia datata 1852.

Oggi è possibile ammirare i resti dei macchinari e dell’ottocentesco mulino in pietra, e alcune strutture in stile caraibico di recente costruzione.

Il tour nel comprensorio della città di le Moule si chiude al cimitero degli schiavi di Santa Margherita posto sulle sponde dell’oceano Atlantico, riconosciuto sito d’interesse storico e inserito tra i diciotto della “Slave Route”.

Il cimitero di Santa Margherita sembrerebbe essere stata una struttura attiva dal 1700 fino al 1800, forse anche qualche anno dopo l’abolizione della schiavitù come per altro testimoniato dal ritrovamento di una medaglia datata 1852.

I lavori di un gruppo di archeologi guidati da Patrice Courtaud, articolato su cinque campagne di scavo di sei settimane condotte tra il 1997 e il 2002, hanno portato alla luce i resti di 272 individui.

Foto: casa coloniale Zévallos



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