Diario di viaggio 2026. 5 febbraio
- Stefano
- 1 minuto fa
- Tempo di lettura: 5 min
Oasi di pace e forza primordiale: la mia giornata a Bouillante
Carissimi amici, il mio saluto vi giunge da Basse-Terre, capitale amministrativa della Guadalupa, dove resterò sei giorni. La giornata mi ha visto lasciare la splendida Deshaies, dopo quattro notti, per raggiungere Bouillante, cittadina di 7.000 abitanti ricca di attrazioni naturali: fonti termali, le celebri isole Pigeon e il Parc de la Source. Prima di dedicarmi a questi luoghi, il programma mi ha condotto in mare aperto con una crociera di quattro ore nella famosa riserva del Grand-Cul-de-Sac-Marin, simbolo della ricchezza naturale dell’isola. Su 15.000 ettari che collegano Basse-Terre e Grande-Terre ho attraversato lagune, mangrovie e isolotti protetti, scoprendo un universo di vita: 255 specie di pesci, 50 di coralli e 78 di uccelli, alcune endemiche.
Salito a bordo con altri undici turisti, molti dal Québec francese, l’escursione è iniziata con un tratto di mare aperto e la prima sosta tra mangrovie sospese nel cuore dei Caraibi, immerse in acque trasparenti e calde, profonde appena mezzo metro. La nostra “Capitana” Marie ci ha permesso di scendere e vivere uno spettacolo unico. Poi la tappa più attesa: la celebre isoletta Caret, il maggiore sito attrattivo della riserva. Sabbia bianchissima e palmette verdi in crescita hanno incantato tutti. A pochi metri dall’isolotto abbiamo gustato frutta esotica e rum locale su un tavolo galleggiante: un momento magico, paragonabile alle Maldive. Caret è stato un sogno sospeso tra cielo e mare. La successiva sosta ci ha portati al relitto di un vecchio battello da zucchero, affondato sessant’anni fa. A soli due metri di profondità, lo scafo ricoperto di vegetazione ospita pesci e aragoste: immergersi accanto a questa testimonianza storica è stato emozionante. Poi la barriera corallina, un universo di colori e forme: razze, tartarughe, coralli e spugne hanno animato uno scenario surreale, che mi ha fatto comprendere quanto la natura sia immensa e fragile. Il tour è proseguito accanto a un isolotto di mangrovie, habitat di fregate in picchiata, e infine sulla piccola Île Blanche, raggiunta camminando sul fondale bassissimo. Sabbia bianchissima, vegetazione rada e centinaia di paguri hanno reso anche questa tappa indimenticabile. Con l’ultima sosta, la nostra Capitana Marie ci ha ricondotti in porto. L’escursione si è chiusa, ma dentro di me è rimasto il senso di aver vissuto una giornata straordinaria: un’avventura tra mare, storia e natura che mi ha regalato emozioni autentiche e la consapevolezza che la bellezza del mondo merita di essere custodita.
Con il cuore pienamente soddisfatto per l’indimenticabile esperienza al Grand-Cul-de-Sac-Marin – tanto studiata e programmata da averne già scritto sul mio blog – ho lasciato il porto di Sainte-Rose e raggiunto Bouillante, pronta a regalarmi nuove emozioni tra mare e riserve incontaminate. La celebre spiaggia di Malendure mi ha accolto con sabbia nera, palme di cocco e l’atmosfera vivace dei diving center e bar. Luogo frequentatissimo, è perfetto per relax ma anche per vivere il mare in tutte le sue forme: snorkeling, immersioni o escursioni verso fondali spettacolari, inseriti dal 2009 tra le attrazioni del Parco Nazionale della Guadalupa. Qui ho noleggiato un kayak e, con grande dinamismo, ho percorso i seicento metri che separano la spiaggia dalle isole Pigeon, cuore pulsante della Riserva Cousteau. Apparentemente tranquille, rivelano il loro fascino sotto la superficie: coralli, pesci tropicali, tartarughe placide, pesci pappagallo, barracuda e, con fortuna, razze o delfini. Non stupisce che Cousteau abbia contribuito alla protezione di questo santuario marino. Considerato uno dei migliori spot dei Caraibi, l’îlet Pigeon offre fondali ricchi e scenografici, ma anche fuori dall’acqua regala calette selvagge e una quiete che invita alla contemplazione. Scoprirlo pagaiando e tuffandosi tra i suoi colori è stato un incontro autentico con la Guadalupa più pura. Dopo un’ora tra le acque cristalline, sono rientrato a Malendure per un pranzo veloce ma significativo: il Poulet Colombo, pollo alla brace insaporito da spezie indiane e prodotti locali, simbolo della cucina creola. Ogni boccone racchiude un intreccio culturale e gustarlo con i piedi nella sabbia nera davanti al mare della Riserva Cousteau è stato come assaporare l’essenza autentica dell’isola. Un momento breve ma intenso, capace di restituire energia e trasformare un semplice pasto in un’esperienza di viaggio.
Adeguatamente ricompensato dalla magnificenza naturale e culinaria della mattinata, ho lasciato la spiaggia di Malendure per cercare un momento di pace nel vicino Parc de la Source. Situato sulle alture di Pigeon, domina dall’alto la riserva marina Cousteau, regalando una vista mozzafiato. Tra i dieci ettari di foresta mesofila lussureggiante, il tempo sembrava rallentare: sentieri tra sorgenti naturali, piantagioni di vaniglia, caffè e cacao, un giardino creolo e piante medicinali raccontavano la sapienza antica della terra. Ho camminato senza fretta fino al fiume Bourceau, la cui corsa culmina nella cascata Queue de Cheval, un salto di venti metri raggiunto dopo un itinerario ben segnalato che incrociava il sentiero del caffè e una scalinata protetta da reti metalliche. Dal fiume ho ammirato e fotografato questa meraviglia, un luogo che invita alla contemplazione. All’interno del parco, quattordici carbets in legno offrono rifugi silenziosi: sette in alto con panorami che tolgono il fiato e sette lungo il fiume immersi nella frescura. Consapevole dello studio preliminare, ho trovato la strada spianata, ma viverlo di persona è stato più intenso: un’oasi di verde, tregua e raccoglimento, capace di rigenerare corpo e spirito.
Con entusiasmo ho ripreso il tour lungo il litorale di Bouillante, deciso a vivere le celebri sorgenti d’acqua calda che si riversano in mare. La prima sosta ai Bains de Ravin Thomas: una piccola piscina naturale tra le rocce, intima e suggestiva, dove la forza della terra incontra la leggerezza del mare. Poi il ritorno al bagno termale di Bouillante, già visitato, ma rivissuto per puro piacere: le acque solfuree a 41°C, convogliate in mare dalla centrale geotermica, sono state un abbraccio rigenerante. Proseguendo verso nord ho raggiunto la sorgente calda du Curé, incanalata in una vasca azzurra maiolicata, frequentata dai locali. Con i suoi 41°C, immersa nella selvaggia spiaggia di Anse à Sable, ha offerto un’esperienza autentica e raccolta. Ogni sorgente ha raccontato una storia diversa: Ravin Thomas con la sua intimità, Bouillante con la potenza vulcanica, du Curé con la semplicità e il legame con la gente. Insieme hanno composto un mosaico di emozioni che ha confermato il frutto del mio studio preparatorio. Portare a casa queste esperienze è stato come raccogliere tesori: la prova che curiosità e passione rendono ogni viaggio più intenso. E mentre il sole calava dietro le montagne di Bouillante, ho sentito che la giornata si chiudeva con un dono prezioso: la certezza di aver vissuto la Guadalupa nella sua essenza più pura, tra fuoco e mare.
La giornata si è conclusa con il ritorno al mio nuovo alloggio a Basse-Terre, dove rimarrò per altri sei giorni. Saranno giornate intense, tra natura e storia. Già domani mi attende un sito precolombiano, ma non voglio anticipare nulla: sarà una scoperta che racconterò passo dopo passo. Con gratitudine per quanto vissuto e con la mente proiettata alle avventure che verranno, vi rivolgo il mio saluto e un sincero ringraziamento per seguirmi quotidianamente.




