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Diario di viaggio 2026. 2 febbraio

  • Immagine del redattore: Stefano
    Stefano
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Sainte-Rose: tra storia, natura e sapori, un mosaico di emozioni

Sainte-Rose: entre histoire, nature et saveurs, une mosaïque d’émotions

La nuova giornata di viaggio mi ha condotto a Sainte-Rose, città situata a nord di Basse-Terre, meta del turismo francese grazie ai suoi siti naturali, storici e alle distillerie. L’itinerario è iniziato da Pointe Allègre, luogo emblematico dove nel 1635 sbarcarono i francesi guidati da Duplessis e Liénal de l’Olive, accompagnati da religiosi domenicani e oltre 400 coloni: qui ebbe inizio la storia del colonialismo francese in Guadalupa.

Dopo una colazione sulla veranda dell’abitazione di Deshaies, mi sono diretto a Pointe-Allègre Nogent, sito protetto per il suo valore storico e paesaggistico. Oltre alla memoria, il luogo ha un alto significato ecologico, testimoniato da uccelli acquatici e migratori. Da qui parte un sentiero che costeggia il litorale nord, toccando anse come Nogent, Vinty e le spiagge degli Amandiers e Mambia. Camminare lungo il percorso è stato emozionante: le acque celesti del Mar dei Caraibi si allungavano sull’arenile, mentre gli alberi piegati dagli alisei raccontavano la forza della natura, piegati sì, ma mai spezzati. Dopo venti minuti di cammino, insieme a tanti turisti, sono giunto alla spiaggia Vity, un’ansa di 600 metri tra Pointe à Latanier e Pointe Nogent. Sabbia dorata, acque turchesi ideali per nuoto e snorkeling, vegetazione folta e palme ombrose: un luogo accogliente. Seduto all’ombra, con il vento sul volto e il mare come colonna sonora, ho percepito la bellezza di un istante irripetibile. Alcuni bambini giocavano tra le onde, e la loro gioia ha reso la scena ancora più autentica.

Dopo una mezz’ora, ho fatto ritorno all’auto senza raggiungere Amandiers e Mambia, già visitate in passato. La tappa successiva sono stati i bagni sulfurei di Sofaïa, docce a 31°C celebri per le virtù dermatologiche. Dopo una salita di cinque chilometri, ho raggiunto il sito, le cui origini risalgono al 1843. Nel 2019 il Comune ne dispose la trasformazione da bacino in docce. L’impianto contava solo tre docce, e ho dovuto attendere per provarne gli effetti benefici. Il calore dell’acqua mi ha ricordato la nostra Ficoncella, che al confronto sembrava una Spa a cinque stelle. Accanto parte il sentiero per la cascata Saut des Trois Cornes, caratterizzata da tre getti fragorosi che si riversano su una roccia centrale. Ho scelto di non visitarla per motivi di tempo, ma dalle recensioni è tra le più interessanti della zona.

Terminata la visita, mi sono diretto al centro di Sainte-Rose: prima scorta di cibo, poi una passeggiata fino al porto, punto d’imbarco per la riserva marina del Grand Cul-de-Sac Marin, 15.000 ettari di mangrovie e barriera corallina, santuario di uccelli, pesci, tartarughe e crostacei. Dal porto si poteva raggiungere l’isola Fajou e l’atollo Caret, piccolo fazzoletto di sabbia bianca oggi zona protetta, dopo anni di scempio ambientale causato dal turismo di massa. In un bar sul porto ho assaggiato due specialità locali: les accras, frittelle di pesce o pollo, e i bokit, panini fritti farciti con carne, pesce o verdure, accompagnati dalla birra Corsaire. Un pasto diverso dalla nostra alimentazione, ma autentica immersione nella cultura guadalupense.

Soddisfatto, ho lasciato Sainte-Rose per tornare a Deshaies e chiudere la giornata con un bagno alla Grande-Anse, celebre spiaggia di due chilometri di sabbia dorata, palme e locali immersi nella pineta. Al tramonto, circondato da decine di turisti, ho atteso il sole calare: il silenzio era rotto solo dalle onde, il cielo si è tinto d’oro e arancio, e un mormorio di stupore ha accompagnato l’istante. Emozioni uniche hanno reso la conclusione indimenticabile.

La giornata a Sainte-Rose è stata un mosaico di storia, natura, benessere e cultura. Domani, la tredicesima giornata, mi porterà al museo creolo e poi a Pointe-Noire, per due giornate consecutive ricche di attrazioni e nuove avventure.

Cascata Bis (Sainte-Rose)
Cascata Bis (Sainte-Rose)

 
 
 

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Il piacere di raccontare le bellezze di un arcipelago caraibico dalle mille sfaccettature dove spiagge magnifiche, una natura lussureggiante, paesaggi mozzafiato e una storia millenaria, fanno della Guadalupa un paradiso tropicale da scoprire e vivere armonicamente a stretto contatto con la verve di un popolo dalle chiare origini creole.

Stefano di Enjoy Guadalupa

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