Diario di viaggio 2026. 3 febbraio
- Stefano

- 24 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
Tra cacao, cascate celesti e spiagge segrete: la mia giornata in Guadalupa
Cari amici, ogni giorno questo diario di viaggio si arricchisce di nuove scoperte che condivido con voi. La Guadalupa è un mosaico di emozioni: paesaggi incantati, tradizioni antiche, sapori sorprendenti. La giornata è stata un intreccio di incontri e meraviglie, con persone appassionate e siti naturali potenti e sospesi nel tempo, da custodire tra i ricordi più preziosi.
Alle 8 ho lasciato Deshaies, respirando i profumi del mattino tra mare e negozi appena aperti, in un risveglio lento e dolce. Dopo venti minuti di guida tra abitazioni caraibiche ho raggiunto Sainte-Rose, dove ho fatto colazione con un dolcetto locale, accompagnato dal ricordo del caffè italiano. Poi la visita all’Ecomuseo Creolo, inaugurato nel 1988 da Jocelyn Roumbo. Ad accogliermi la signora Virginia, che mi ha offerto un bicchierino di cacao e illustrato filosofia e percorso del museo. L’esperienza è stata un’immersione nella cultura creola: giardino lussureggiante con piante medicinali, un vicolo con 32 vetrine dedicate ai comuni della Guadalupa, strumenti e figure a grandezza naturale che rievocano stili di vita antichi. Suggestiva la rievocazione dello sbarco di Colombo, l’atelier dei coloni, la porta del “non ritorno” con gli schiavi africani e le stanze sui flussi migratori indiani e sirio-libanesi. Un tour che intreccia secoli di storia e restituisce la complessità dell’anima creola.
La tappa successiva è stata Pointe-Noire, fondata nel 1696 e nota per le rocce granitiche nero-bluastre. Un tempo borgo di 2000 abitanti con porti per il commercio di caffè e legno, oggi è simbolo del cacao. Prima visita al Parco Acquatico, 2,5 ettari con ristorazione tipica, artigianato, pesca e osservazione di uccelli. Dieci vasche con sentieri e cartelli informativi illustrano flora e fauna, in un contesto di vegetazione folta e programmi didattici per scolaresche.
Poi la cascata d’Acomat, raggiunta in quindici minuti di cammino lungo un sentiero tra radici e rocce di tutte le dimensioni. Superato un ruscello e risaliti alcuni massi scivolosi, eccola apparire come per magia. Una cascata di 5-6 metri che si riversa in un bacino celeste di 10 metri, con angoli d’acqua fresca ideali per relax. La cascata d’Acomat è solo una delle oltre 25 cascate di Basse-Terre, ciascuna capace di regalare emozioni e la soddisfazione di percorsi impegnativi. Dopo un bagno rinfrescante, mi sono diretto alla Maison du Cacao.
Fondata nel 1993, la Maison dei Cacao è un angolo di natura immerso in un giardino botanico lussureggiante; la Maison accoglie il visitatore con un sentiero tra alberi di cacao provenienti da tutto il mondo. Ogni pianta racconta una storia, accompagnata da pannelli che ne illustrano origini e peculiarità. Il tour tra le diverse piantagioni di cacao si è concluso con un briefing sulle modalità di produzione del cioccolato. Nel corso della spiegazione è stato illustrato con passione e competenza le tecniche di lavorazione delle fave: la fermentazione che sprigiona aromi intensi, l’essiccazione che concentra i profumi, la tostatura che regala note calde e avvolgenti. Inoltre, con passione viene illustrata la lunga storia del cacao, dalle civiltà precolombiane fino al suo ruolo centrale nella cultura creola. Il percorso è un’esperienza sensoriale: il profumo intenso dei frutti accompagna la dimostrazione dei processi di lavorazione — fermentazione, essiccazione, tostatura — che culminano nella produzione di un cioccolato artigianale dal gusto autentico. La visita si conclude con una tazza di cioccolata calda dal sapore creolo e l’assaggio di diverse tipologie di cioccolato, seguiti dalla possibilità di acquistare burro di cacao, fave, cioccolatini e liquori. Un vero trionfo dei sensi, che restituisce la storia e la passione di questa terra.
Soddisfatto, ho raggiunto la spiaggetta di Petit-Anse, piccola baia con sabbia nera vulcanica e fondali ricchi, ideale per una pausa e per scrivere le impressioni della giornata. Infine, la scoperta della Plage Leroux, nascosta tra le curve di Ferry, ina frazione del Comune di Deshaies: meno di 100 metri di sabbia chiara mescolata a sabbia nera, mare calmo e trasparente, ombra naturale degli alberi raisiniers e un porto di pesca che aggiunge autenticità. Perfetta per snorkeling, tuffi e momenti di quiete, è una rivelazione che conquista con discrezione.
La giornata si è chiusa con emozioni intense: dall’originalità del museo creolo alla freschezza della cascata, dal fascino della Maison du Cacao alla quiete di Petit-Anse e alla magia della Plage Leroux. Domani il viaggio continuerà a Pointe-Noire, tra escursioni alla scoperta dell’artigianato e luoghi che evocano grande spiritualità. La promessa? Ancora tante emozioni.








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