Diario di viaggio 2026. 30 gennaio
- Stefano

- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
La magia del nord-ovest di Grande-Terre
Cari amici, eccomi di nuovo a raccontare una intensa e piuttosto calda giornata di escursioni. Il programma prevedeva la visita di alcune attrazioni della città Anse Bertrand che lo scorso 2022 non ebbi il tempo di esplorare. Nel comune di circa 4000 abitanti, luogo di nascita del calciatore Thuran (padre), è possibile ammirare paesaggi mozzafiato come le spettacolari scogliere a picco sul mare di Pointe de la Grande Vigie (punto di divisione tra l’oceano Atlantico e il mar dei Caraibi) , Port d’Enfer, e Anse Castalia; le spiagge incantevoli di Trou à Man Loui, La Chapelle, e Anse Labord; ed ancora siti d’ interesse storico come la piantagione Mahaudière, il mulino Beaufond e la prigione degli schiavi, luoghi che raccontano la memoria più profonda dell’isola.
Come ogni mattina sono partito di buon’ora dalla mia residenza di Petit-Canal, un po’ isolata ma molto confortevole. La prima tappa, trovandosi lungo la strada, è stata il fantastico antico mulino Beaufond, un tempo di proprietà del Signor Beaufond. Immerso in una grande area verde curata, il mulino si distingue per un dettaglio unico: al suo interno è presente un imponente albero di fico, soprannominato “maledetto”, che paradossalmente contribuisce a mantenerne in piedi la struttura. Da un mi precedente studio, ho appreso che in passato, il mulino era costituito da una torre in muratura sormontata da una calotta orientabile, che sosteneva le pale fissate a un asse orizzontale. Oggi il sito, oltre a conservare il fascino della sua architettura e della leggenda che lo avvolge, ospita numerose manifestazioni, diventando un luogo dove storia, natura e cultura si intrecciano.
Lasciato il mulino, sono giunto ad Anse Bertrand per visitare l’antica prigione. La momentanea mancanza di connessione internet mi ha fatto impazzire: non riuscivo a individuare l’esatta ubicazione. Mi sono rivolto allora a un abitante del posto che, con poche e precise indicazioni, mi ha permesso di raggiungerla in pochi minuti. Il sito, ormai fatiscente e in stato di abbandono, mi ha lasciato un po’ di amarezza. Costruita nel 1854, la prigione era stata progettata per una piccola popolazione carceraria: le strette stanze, oggi sporche e trascurate, testimoniano la sua ridotta capienza. La storia racconta che fino al 1848, anno dell’abolizione definitiva della schiavitù in Guadalupa, solo gli uomini liberi venivano imprigionati. La sorte degli schiavi dipendeva invece dalla giustizia privata del padrone, a meno che non fossero catturati dopo un tentativo di fuga dalle carceri di Pointe-à-Pitre e Basse-Terre.
Lasciata la fatiscente prigione di Anse Bertrand, le tappe successive sono state la spiaggetta Trou à Man Loui e l’Anse Castalia. La mancanza di connessione internet ha reso complicata l’individuazione precisa dei due siti lungo la strada statale che porta alla punta più a nord di Grande-Terre. Fortunatamente, grazie alle ricerche fatte precedentemente al mio viaggio su Google Maps, a un po’ di senso dell’orientamento e alla presenza di paline gialle sul bordo della strada, sono riuscito a trovare gli accessi. La prima visita è stata alla piccola ma graziosa Trou à Man Loui, raggiunta dopo circa dieci minuti di cammino lungo un sentiero piuttosto scosceso. Oggi un leggero vento disturbava la sua bellezza, ma ho comunque potuto ammirarne le particolarità già conosciute attraverso alcuni video online. Dopo una breve sosta, ho ripreso il sentiero in salita e mi sono rimesso in auto per raggiungere l’Anse Castalia, considerato uno dei siti naturali più spettacolari di Grande-Terre. Qualche centinaio di metri dalla spiaggetta, ho scorto un accesso a un sentiero con un avviso comunale che ne vistava l’ingresso per rischio di smottamenti e con sanzioni amministrative in caso di trasgressione. Per un attimo ho esitato, ma alla fine ho deciso di non rischiare e, con dispiacere, ho rinunciato alla visita. Per coprire il tempo che avrei dedicato a questa escursione tanto attesa, mi sono diretto alla spiaggia locale La Chapelle, già conosciuta nel 2022, dove mi sono rilassato e ho bevuto qualcosa in uno dei bar-ristoranti sul posto. Ora vi chiederete cosa rende l’Anse Castalia così speciale? Il sito è una grande grotta sul bagnasciuga, famosa per le sue acque verde smeraldo con tonalità di blu cobalto che si estendono al suo interno. Per raggiungerla si percorre un sentiero difficile e pericoloso, dove in alcuni tratti occorre utilizzare delle corde fissate alle pareti per agevolare la discesa. Nonostante il divieto permanente di balneazione a causa delle forti correnti, che in passato hanno causato incidenti, il sito resta una meta ambita da turisti in cerca di emozioni forti. Deluso per non averla potuta visitare, ho concluso la giornata alla spiaggia La Chapelle, tra relax e un po’ di ristoro. Questo lido offre due opportunità ai visitatori: il lato destro è una palestra ideale per gli amanti del surf, la parte sinistra, invece, è la classica spiaggia tropicale grazie alla presenza della barriera corallina e a un arenile bianco, puntellato da palme da cocco.
In considerazione che il programma della giornata prevedeva, infine, la visita all’Anse Colas, la sosta alla spiaggia de La Chapelle mi ha permesso di raggiungerla in pochi minuti di auto. Una volta ripartito, l’ho trovata facilmente: l’Anse Colas è una spiaggia discreta, ideale per chi cerca un’esperienza più calma e pacifica, perfetta per prendere il sole. Le scogliere circostanti e la vegetazione lussureggiante ne esaltano la bellezza naturale, rendendola un luogo suggestivo e fotogenico. Non essendoci ristoranti o servizi direttamente sulla spiaggia, i visitatori – come me – devono portare con sé cibo e bevande. La sua tranquillità mi ha rigenerato al punto che, disteso sul bagnasciuga, mi sono concesso un pisolino ristoratore. Per il bagno, però, mi attendeva qualcosa di ancora più bello: la famosissima e molto frequentata spiaggia del Souffleur, situata a Port-Louis, posta sulla via del ritorno alla mia abitazione. Non c’era nulla di meglio che fare un bagno nelle splendide acque di questa spiaggia, oggi di un celeste intenso, e attendere l’eccezionale tramonto a tinte arancione fuoco per concludere in bellezza la nona giornata di viaggio.
Un finale perfetto per chiudere in bellezza la nona giornata di viaggio, tra emozioni, natura e memoria. Ma il viaggio continua: domani sarà dedicato alla scoperta di Morne-à-l’Eau, conosciutissima soprattutto per il suo cimitero monumentale, ma anche per il pittoresco borgo di pescatori di Vieux-Bourg, situato a pochi chilometri dalla rinomata spiaggia Babin, celebre per le sue acque curative. Domani ve lo racconterò meglio… continuate a seguirmi!








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