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Diario di viaggio 2026. 1 febbraio

  • Immagine del redattore: Stefano
    Stefano
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Lamentin tra arte, memoria e acque vulcaniche

Cari amici buongiorno! Il mio viaggio nell’arcipelago caraibico continua con nuove emozioni e scoperte. Ho lasciato Grande-Terre per Basse-Terre, terra di foreste rigogliose e riserve marine uniche. Dopo Petit-Canal, la giornata mi ha portato a Lamentin, cittadina fondata nel 1720, il cui nome richiama il lamantino, grande mammifero marino oggi scomparso, simbolo di un legame profondo con la storia e l’ambiente. Qui ho scoperto il Karupture, sito che unisce arte e memoria, con opere come La Madone et l’Enfant di Léopoldo Maler e installazioni dedicate all’abolizione della schiavitù: la Casa degli Schiavi e il Lumi-Naissance. La chiesa della Santa Trinità, originale esempio Art Déco classificato monumento storico nel 2017, e la piazza del municipio con il Totem di Edgard Negret hanno arricchito la visita. Il Lumi-Naissance, creato da Pierre Chadru nel 1999, celebra il decreto del 1794 sull’abolizione della schiavitù: un totem di cemento e mosaico alto 5,30 metri, con un grande occhio centrale e sedici più piccoli dai colori rosso, giallo, bianco e nero. È simbolo di rinascita e libertà, capace di raccontare con forza visiva uno dei momenti più significativi della storia guadalupense. Poco distante, la Casa degli Schiavi, realizzata nel 1996 dallo scultore svedese Erik Dietman, si impone come monumento altamente simbolico. L’opera evoca una casa al cui interno sono accatastati enormi massi, alcuni emergenti dal tetto e sormontati da conchiglie di lambis. L’intera struttura è avvolta da pesanti catene navali, disposte in modo apparentemente caotico, come a suggerire un intreccio di vincoli e memorie. La durezza della pietra e la fragilità del guscio marino creano un contrasto potente: la casa diventa metafora di oppressione, mentre gli elementi naturali richiamano l’identità caraibica. È un luogo che invita a meditare sul valore della libertà e sulla resilienza culturale. Ho poi ammirato La Madonna e il Bambino di Maler, nel cortile della scuola La Rosière: due sedie sospese su una rampa rivestita di scisti violacei, opera che unisce tecnica, simbolismo e artigianato locale, trasformando un semplice spazio scolastico in luogo di riflessione e bellezza. Il pomeriggio è stato dedicato al relax alle terme di Ravine Chaude, con acque vulcaniche ricche di minerali come calcio, sodio e magnesio, benefiche per reumatismi e sciatica. Dopo un breve bagno nella vasca relax a 33°C, ho nuotato nella piscina da competizione a 28°C, unendo sport e benessere. La giornata si è conclusa con l’escursione alla cascata Bis di Sainte-Rose, conosciuta come Grand Boucan. Un sentiero tra canna da zucchero e radici conduce a una parete da superare con corda, fino a un bacino azzurro alimentato da un salto d’acqua di quattro metri. Avvolta da vegetazione lussureggiante, la cascata ha regalato emozioni intense, chiudendo l’itinerario con la potenza della natura e la magia di un paesaggio incontaminato. In poche ore, Lamentin ha saputo intrecciare arte, memoria e natura: dalle opere monumentali che raccontano la schiavitù e la resilienza culturale, alle installazioni contemporanee che arricchiscono il patrimonio artistico, fino al relax termale e alla forza della cascata. Un percorso che lascia il segno e arricchisce il viaggio attraverso la Guadalupa, preparandomi ad accogliere nuove emozioni e avventure nei giorni a venire.

Casa degli schiavi
Casa degli schiavi

 
 
 

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Il piacere di raccontare le bellezze di un arcipelago caraibico dalle mille sfaccettature dove spiagge magnifiche, una natura lussureggiante, paesaggi mozzafiato e una storia millenaria, fanno della Guadalupa un paradiso tropicale da scoprire e vivere armonicamente a stretto contatto con la verve di un popolo dalle chiare origini creole.

Stefano di Enjoy Guadalupa

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