Diario di viaggio 2026. 17 febbraio
- Stefano

- 7 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Un cammino di emozioni, incontri e meraviglie condivise
Carissimi amici, mentre chiudo l’ultima pagina di questo lungo viaggio attraverso la Guadalupa, sento ancora sulla pelle il vento caldo dell’oceano, il profumo della canna da zucchero, il silenzio delle foreste e il colore vivo delle sue acque. Ventisette giorni che non sono stati soltanto un itinerario, ma un percorso interiore, un dialogo continuo tra ciò che vedevo e ciò che sentivo.
Ogni tappa è stata un frammento di stupore: i laghi nascosti di Basse Terre, le cascate selvagge, le baie smeraldo delle Saintes, le tradizioni rurali di Marie Galante, le memorie profonde custodite nei musei e nei luoghi della storia. Ho camminato tra rovine che raccontano secoli, ho ascoltato il respiro lento delle mangrovie, ho lasciato che il mare mi parlasse con la sua voce antica. E in ogni passo, in ogni sguardo, c’era anche la vostra presenza.
Perché questo viaggio non l’ho vissuto da solo. L’ho vissuto con voi.
Siete stati accanto a me mentre salivo il Morne du Chameau, mentre attraversavo canyon, mentre scoprivo spiagge che sembravano dipinte. Avete condiviso la meraviglia, la curiosità, la sorpresa. Avete trasformato ogni racconto in un incontro, ogni foto in un abbraccio, ogni parola in un ponte tra me e voi.
Ed è per questo che oggi, più che mai, sento il bisogno di dirvi grazie. Grazie per aver camminato con me, per aver seguito ogni tappa con entusiasmo, per aver accolto le mie emozioni come se fossero anche le vostre. Grazie per aver reso questo viaggio più grande di ciò che avrei potuto immaginare.
La Guadalupa mi ha regalato paesaggi, storie e silenzi che porterò nel cuore. Voi mi avete regalato il senso profondo di raccontarli.
Il viaggio si conclude qui, ma non finisce davvero. Perché ogni emozione condivisa continua a vivere. E ogni nuova strada, lo so, ci ritroverà ancora insieme.
A presto, amici miei.








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