top of page

Diario di viaggio 2026. 10 febbraio

  • Immagine del redattore: Stefano
    Stefano
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Dove finisce il fango e ricomincia la luce: l’ultimo giorno a Basse-Terre

Cari amici, eccoci di nuovo qui, come ogni sera, a ripercorrere una giornata che ha avuto il sapore dell’ultima sfida. Goyave mi ha accolto con il suo cielo grigio e la sua storia antica, ma soprattutto con l’ultima cascata del mio viaggio: Bras de Fort. Non immaginavo che sarebbe stata una delle prove più dure… e più soddisfacenti.

La mattina è iniziata sulla spiaggia di Sainte-Claire, un’ansa di sabbia chiara lunga oltre quattrocento metri, silenziosa sotto un cielo velato. Le palme piegate dal vento creavano un arco naturale, mentre il mare, privo di luce, si mostrava in un grigio lattiginoso. Una calma sospesa, quasi ipnotica. Seduto a gustare una girella alla vaniglia e uva passa, ho raccolto l’energia per la tappa successiva, la cascata di Bras de Fort. Ed è lì che l’avventura ha iniziato a mostrare i denti.

Il primo ostacolo è stato… trovare il parcheggio. Google Maps mi ha portato fuori rotta e qui apro una parentesi: sulle strade statali della Guadalupa la segnaletica turistica è impeccabile, chiara, presente, rassicurante, in francese e creolo. Ma basta deviare verso i sentieri che portano alle cascate e… il nulla. Nessun cartello, nessuna indicazione, solo bivi anonimi. È come se la natura dicesse: “Vuoi arrivare fin qui? Guadagnatelo.” Per fortuna due ragazzi del posto mi hanno rimesso sulla strada giusta. Finalmente parcheggio. Davanti a me un sentiero fangoso, trecento metri in un campo incolto, poi un bivio che conduce al fiume Bras de Fort. La pioggia della notte aveva trasformato tutto in un pantano: radici scivolose, fango fino alle caviglie, acqua torbida che non lasciava vedere il fondo. Ogni metro era una sfida. Attraverso il fiume una prima volta, poi una seconda, poi una terza. L’acqua corre veloce, il sentiero si stringe, il respiro si fa più corto. Ma il rumore della cascata cresce, diventa un richiamo. E poi eccola: Bras de Fort, imponente, un getto di venti metri che si tuffa in un bacino marrone, stravolto dalla pioggia. Avrei voluto vederlo azzurro, come nelle foto, ma oggi era selvaggio, primordiale. Eppure, la soddisfazione di averla raggiunta così, dopo tanta fatica, è stata immensa. Seduto su un masso, il fiato corto e il cuore pieno, ho visto arrivare altri escursionisti infangati: sguardi complici, ognuno aveva vinto la sua piccola battaglia. L’ultima cascata del mio viaggio. L’ultima prova. E dentro di me una gratitudine profonda.

Nel frattempo, il cielo è cambiato: il grigio si è dissolto e un sole deciso ha illuminato tutto. Qui il tempo è così: un attimo piove, un attimo dopo esplode la bellezza. Ho approfittato della schiarita per tornare a Plage Roseau, già visitata nel 2022. Un lido con una zona sopraelevata tra gazebo e alberi tropicali, e nella parte sottostante sette piccole baie che sembrano piscine naturali. Avevo bisogno di lavarmi dopo l’escursione: mi sono tuffato in una delle anse e ho nuotato avanti e indietro. Una rinascita. Con abiti puliti, ero pronto per l’ultima tappa della giornata. La destinazione finale erano i Giardini d’Acqua di Blonzac otto ettari di laghetti, stagni, felci, liane, fiori tropicali e uccelli variopinti. Un luogo pensato per la tranquillità, con canoe, aree picnic e attività ricreative. In quindici minuti arrivo all’ingresso… ed è chiuso. Aperto solo dal mercoledì alla domenica. Nel mio prospetto dettagliato delle escursioni avevo sempre annotato orari e giorni, ma proprio quello relativo ai giardini d’acqua era privo di indicazioni. Per l’ultimo sito dell’ultimo giorno… mi sono dato buca. Un po’ mi è dispiaciuto, lo ammetto. Ma tant’è: retromarcia, e sosta lungo la strada del ritorno a Basse-Terre in un’altra kassaveria per gustarne una seconda dopo quella di ieri.

La giornata quindi, si è chiusa così, tra organizzazione e preparativi: riconsegna dell’auto, pieno, lavaggio, acquisto del biglietto del traghetto veloce, contatto con il proprietario della residenza a Terre-de-Haut… e queste nuove pagine del mio diario. E con oggi si chiude la mia lunga permanenza su Basse-Terre, la terza isola dopo Grande-Terre e La Désirade. Ventuno giorni che hanno scolpito nella memoria paesaggi, incontri, silenzi e meraviglie. Ma il viaggio non finisce qui: l’emozione di scoprire nuovi luoghi continua a pulsare forte. Domani, di buon’ora, mi attende il traghetto da Trois-Rivières verso Les Saintes, due isole abitate — Terre-de-Haut e Terre-de-Bas — ricche di dettagli e segreti che voglio finalmente vedere con i miei occhi. Non solo per arricchire l’archivio fotografico, ma per dare nuova linfa ai progetti editoriali dei prossimi mesi. Grazie di cuore per essere qui, per seguirmi, per camminare idealmente accanto a me in questo viaggio che continua a sorprendermi. A domani.

Spiaggia Sainte-Clare (Goyave)
Spiaggia Sainte-Clare (Goyave)

 
 
 

Commenti


About Me

  • Grey Facebook Icon
  • YouTube
  • Instagram
Loquis
Apple podcast
Logo Spotify
Amazon music
Podcast Spreaker

Il piacere di raccontare le bellezze di un arcipelago caraibico dalle mille sfaccettature dove spiagge magnifiche, una natura lussureggiante, paesaggi mozzafiato e una storia millenaria, fanno della Guadalupa un paradiso tropicale da scoprire e vivere armonicamente a stretto contatto con la verve di un popolo dalle chiare origini creole.

Stefano di Enjoy Guadalupa

Contact us

Tutto il materiale video e fotografico e le informazioni pubblicate sul sito sono di proprietà di Enjoy Guadalupa

bottom of page