La rotta degli schiavi - Museo Victor Schœlcher
- Stefano

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Il Museo Schœlcher di Pointe‑à‑Pitre, situato su Grande‑Terre al 24 rue Peynier, è uno dei diciotto siti ufficiali della Routedesclaves e rappresenta il primo museo della Guadalupa e dell’intera Francia d’oltremare. Fondato nel 1887 grazie al dono generoso di Victor Schœlcher, umanista, viaggiatore e fervente abolizionista, nacque dal gesto compiuto nel 1883 quando egli offrì al Consiglio Generale della Guadalupa una parte della sua vasta collezione personale con l’esplicito desiderio di fondare un luogo dedicato all’arte, alla memoria e alla libertà. Le opere giunsero sull’isola nel 1885 e furono collocate in un edificio neoclassico in calcare costruito appositamente, inaugurato il 21 luglio 1887 nel giorno dell’83º compleanno di Schœlcher. La collezione originaria comprendeva opere e oggetti che attraversavano le grandi epoche dell’arte occidentale, dall’Antichità al XIX secolo, arricchita da preziose porcellane della Manifattura di Sèvres e da stampe e calchi in gesso provenienti dal Louvre, richiesti personalmente da Schœlcher per offrire ai Guadeloupéens un panorama completo dei grandi stili artistici europei. Accanto a queste opere, il museo conserva una ricca raccolta di oggetti di arti e tradizioni popolari provenienti dai viaggi di Schœlcher in Messico, Egitto, Senegal, Cuba, Giamaica, Haiti, Porto Rico, Martinica e Guadalupa, testimonianza della sua curiosità intellettuale e del suo interesse per le culture del mondo. A partire dagli anni 1980‑1990, il museo ha ampliato le proprie collezioni con opere, documenti e oggetti legati alla storia della schiavitù e delle sue abolizioni, ricevendo anche depositi contemporanei dal Musée du quai Branly – Jacques Chirac, che hanno contribuito a definire un percorso espositivo coerente con l’identità del museo e con la sua missione civile. La storia del museo è inseparabile dalla vita di Victor Schœlcher, che durante la Rivoluzione del febbraio 1848 si trovava in Senegal per proseguire una lunga indagine sul sistema schiavista iniziata vent’anni prima; richiamato d’urgenza dal suo amico François Arago, ministro della Marina e delle Colonie, fu incaricato di costituire la commissione che portò al decreto del 27 aprile 1848, con cui la schiavitù venne definitivamente abolita nelle colonie francesi. Deputato della Martinica e della Guadalupa tra il 1848 e il 1850, esule in Inghilterra durante il Secondo Impero, senatore inamovibile dal 1875, Schœlcher dedicò la vita alla difesa della libertà, riassunta nella sua celebre frase: «La libertà di un uomo è una particella della libertà universale: non potete toccare l’una senza compromettere l’altra». Oggi il Museo Schœlcher, parte integrante della rotta memoriale dedicata alla storia della tratta e della schiavitù, offre un percorso di visita che unisce arte, storia e memoria: al piano terra si incontrano le opere occidentali, le porcellane di Sèvres e i calchi del Louvre, mentre al primo piano si sviluppa la sezione dedicata alle arti popolari e alla storia della schiavitù, con documenti, testimonianze e oggetti simbolici che permettono di comprendere la complessità delle società antillane e il lungo cammino verso l’abolizione. Visitare il museo significa immergersi in un luogo che racconta la libertà, la dignità umana e il valore universale della memoria, un luogo che continua a parlare al presente e che invita a proseguire l’esplorazione attraverso istituzioni complementari come il Memorial ACTe, per un itinerario completo nella storia culturale e civile della Guadalupa.





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