La rotta degli schiavi - Canale des Rotours
- Stefano

- 11 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Il Canal des Rotours, situato nel comune di Morne‑à‑l’Eau, è uno dei luoghi più significativi della Route de l’Esclave – Traces-Mémoires en Guadeloupe, un percorso memoriale dedicato alla storia della schiavitù e del lavoro forzato nelle Antille francesi. Questo imponente canale, lungo sei chilometri, rappresenta una delle opere idrauliche più ambiziose del XIX secolo e testimonia, ancora oggi, la durezza delle condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni schiavizzate della Grande‑Terre.
Tra il 1826 e il 1830, il canale fu scavato interamente a mano da una forza lavoro composta da 200 a 400 uomini, in gran parte schiavi e uomini liberi di colore. Il cantiere, aperto nel cuore dei marécages insalubri della mangrovia, fu estremamente pericoloso: le condizioni sanitarie erano disastrose, l’acqua stagnante favoriva malattie tropicali e l’esaurimento fisico era costante. Il lavoro si svolgeva sotto il letto dell’antico corso d’acqua noto come Ravine des Coudes, in un ambiente ostile che costò la vita a circa trenta schiavi.
Il canale deve il suo nome a Jean‑Julien Angot, barone des Rotours, governatore della Guadalupa, che portò a termine un progetto già immaginato decenni prima. L’obiettivo era duplice: favorire lo sviluppo economico e disenclavare la regione. Collegando la pianura di Grippon al Grand Cul‑de‑Sac Marin, il canale permetteva di:
drenare i vasti terreni paludosi, rendendoli coltivabili;
trasportare il zucchero delle habitations e, dal 1869, dell’usine Blanchet, tramite grandi chalands;
ampliare le superfici agricole, consentendo a numerose piantagioni di estendersi grazie alle nuove terre bonificate.
La costruzione del canale contribuì anche allo spostamento del borgo di Morne‑à‑l’Eau, che dal litorale venne trasferito verso la pianura di Grippon, dove si trova ancora oggi.
Nonostante l’abolizione della schiavitù nel 1848, il canale continuò a essere utilizzato per il trasporto della canna da zucchero fino al 1979, mantenendo per oltre un secolo e mezzo un ruolo centrale nell’economia agricola della Grande‑Terre.
Oggi il Canal des Rotours è un luogo di memoria essenziale, che permette di comprendere la portata dell’exploitation coloniale e il contributo, spesso invisibile, delle popolazioni schiavizzate alla costruzione del paesaggio guadalupense. È spesso associato alla vicina Petit‑Canal, celebre per il Mercato degli schiavi e l’antica prigione, formando un itinerario storico di grande intensità emotiva e culturale.
Inserito nel circuito ufficiale della Route de l’Esclave, il Canal des Rotours è un sito che invita alla riflessione, alla consapevolezza e al rispetto: un luogo dove la storia non è solo raccontata, ma ancora percepibile nella terra, nell’acqua e nel silenzio che accompagna il suo percorso.





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