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Diario di viaggio 2026. 26 gennaio

  • Immagine del redattore: Stefano
    Stefano
  • 28 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

La Désirade: tra silenzi antichi, natura selvaggia e spiagge da sogno

Oggi, 26 gennaio, ho vissuto una giornata intensa e indimenticabile sull’isola di La Désirade, un luogo che porta con sé il peso della storia e la leggerezza della natura incontaminata.

La Désirade è stata in passato rifugio forzato per gli indesiderati e i lebbrosi, ma oggi si mostra come un santuario di pace e autenticità. La mia esplorazione è iniziata nel giardino botanico del deserto, un piccolo scrigno di biodiversità dove la flora locale racconta la resilienza di un territorio che ha saputo adattarsi a venti forti e terreni aridi. Questo sito di circa 5000 metri quadri, grazie all’opera quotidiana di mantenimento e cura delle specie dell’Associazione “Cactophiles des antilles”, è custode di più di 800 specie di cactus provenienti da tutto il mondo, e del Melocactus Intrortus, una pianta endemica protetta, tipica della Dèsirade.

Successivamente ho approfondito la storia geologica millenaria dell’isola, caratterizzata dalla presenza di un angolo didattico che, attraverso una serie di cartelli, raccontava le origini e le trasformazioni di La Désirade. Questa esposizione si trova all’interno di un’area che un tempo ospitava un cotonificio, di cui oggi restano soltanto i ruderi, un dettaglio che rende ancora più suggestiva la visita poiché la memoria del lavoro umano si intreccia con la narrazione della natura e del tempo. Dopo aver lasciato l’area dell’ex cotonificio mi sono portato a ridosso del Grande Fare, dove ho rivisitato l’antica stazione meteorologica dell’isola, oggi non più funzionante ma ancora capace di evocare il passato e l’importanza delle osservazioni climatiche in un territorio così esposto agli elementi. Sulla via del ritorno ho ammirato il cimitero locale, in perfetto stile guadalupense, con le sue tombe colorate e curate che riflettono il legame profondo tra la comunità e la memoria dei propri cari.

Poco dopo mi sono fermato sulla spiaggia del Souffleur e consumare il pasto all’ombra di un gazebo con vista mare: una spiaggia meravigliosa con alte palme di cocco e un mare che, seppur mosso, si presentava di un colore celeste intenso, regalando un momento di pura contemplazione.

Le ultime due tappe, fuori dal programma, hanno aggiunto ulteriore fascino alla giornata: la visita alla bellissima spiaggia Fifi, un angolo di paradiso incontaminato, e il centro del borgo con la sua chiesa e i monumenti commemorativi dedicati ai militari caduti durante la Prima Guerra Mondiale, ai marinai scomparsi e alle figure storiche della Guadalupa, come il condottiero Louis Delgrès e lo studioso Victor Schoelcher, fautore nel 1848 del decreto che aboliva la schiavitù.

La Désirade mi ha accolto con i suoi silenzi antichi e la sua natura selvaggia, regalandomi un’esperienza intensa e autentica che porto con me come un tesoro prezioso. Domani il viaggio continua e mi attende la città di Le Moule, sulla Grande Terre, con la sua vitalità, le tradizioni e le storie da scoprire: dopo la quiete di La Désirade sarà affascinante immergersi nell’energia di un luogo che rappresenta un altro volto della Guadalupa.

Spiaggia A Fi Fi
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Il piacere di raccontare le bellezze di un arcipelago caraibico dalle mille sfaccettature dove spiagge magnifiche, una natura lussureggiante, paesaggi mozzafiato e una storia millenaria, fanno della Guadalupa un paradiso tropicale da scoprire e vivere armonicamente a stretto contatto con la verve di un popolo dalle chiare origini creole.

Stefano di Enjoy Guadalupa

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