Diario di viaggio 2026. 24 gennaio
- Stefano

- 26 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Grande-Terre: un giorno tra paradisi silenziosi e storia viva
Anche questa giornata è volta al termine, e come di consuetudine, eccomi qui a raccontare questa nuova esperienza.
Il tour odierno mi ha visto toccare diverse spiagge del litorale di Gosier, fermarmi nel caratteristico porto di pescatori di Saint-Felix, quindi raggiungere la città di Les Abymes per visitare la favolosa casa delle mangrovie di Taonaba e le statue di due importanti figure della lotta alla schiavitù, la Mulâtresse Solitude e Joseph Ignace.
Sulla via del ritorno, invece, fuori dal mio programma, ho scoperto la graziosa ansa Vinaigri, quest’oggi battuta un fastidioso vento. Infine, ho raggiunto Sainte Anne, e, attirato da un mare che per le sue tinte somigliava alle Maldive, mi sono concesso un rigenerante bagno.
Ma andiamo per ordine.
La prima tappa odierna è stata la magnifica spiaggia di Petit Havre, a pochi chilometri da Gosier. Un angolo di paradiso che mi ha accolto con acque celesti e una sabbia chiarissima, punteggiata da palme di cocco che sembravano disegnate apposta per completare il quadro tropicale. È uno di quei luoghi in cui ti basta un respiro per capire che la giornata ha preso la piega giusta.
Questo lido confina con l’Ansa Jaques, un’altra piccola spiaggia, un po’ selvaggia, ma dalle acque turchesi, raccolta e silenziosa, dove il mare ha mostrato sfumature quasi irreali. Da lì, qualche chilometro più in là, ho raggiunto la la spiaggia des Salines. Un vero paradiso per surfisti ed escursionisti, grazie alla sua rete di sentieri che si snodano lungo tutto il litorale di Gosier.
La tappa successiva è stata il tipico porto di pesca di Saint-Félix, un luogo autentico, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e il profumo del mare si è mescolato a quello delle barche appena rientrate. Qui ho avuto il piacere di notare la presenza di una scuola di ballo caraibico con tanto di signore attempate che a ritmo di tamburo danzavano il Gwo-ka, un ballo ancestrale risalente agli schiavi d’Africa.
Il tempo, anche oggi inclemente, mi ha concesso poco tempo per ammirare la vicina spiaggia di Saint-Felix, tanto che, messomi al riparo della pioggia sotto una tettoia a destinata alla protezione delle imbarcazioni da pesca, ho consumato il mio pasto.
Subito dopo, ho raggiunto la città di Abymes, nota per l’aeroporto internazionale, il Morne Calvaire — unico percorso di pellegrinaggio dell’isola — e il monumento commemorativo del Morne de la Mémoire, un sito carico di significato dedicato alla memoria della schiavitù e ai sacrifici compiuti dagli antenati per conquistare la libertà.
Nella considerazione che questi siti li avevo già visitati nel precedente viaggio, il mio interesse per la città di Les Abymes si è concentrato sulla Casa delle Mangrovie di Taonaba, un centro creato per valorizzare le aree costiere ricche di mangrovie e foreste paludose.
Inserita dal 1994 nella Riserva mondiale della biosfera del Grand-Cul-de-Sac Marin, questa struttura mi ha permesso di scoprire un ecosistema fragile e prezioso, fondamentale per la vita dell’arcipelago. Infatti, dopo aver superato il Centro direzionale mi sono portato sulle tipiche passerelle in legno adagiate sul terreno paludoso per scoprire, lungo un itinerario completamente ricavato all’interno dell’area lussureggiante, le meraviglie di questa foresta umida. Un’esperienza unica e sensazionale per l’ambiente, la tipologia di passarelle presenti, e la modalità di visita della foresta.
La giornata è quindi proseguita con la visita alle statue dedicate ai protagonisti della lotta contro la schiavitù, come la Mulâtresse Solitude e Joseph Ignace. Figure coraggiose, la cui memoria continua a ispirare l’identità e la storia della Guadalupa.
La via di ritorno, come anticipato, l’ho dedicata alla scoperta dell’ansa Vinaigri, un’ansa piccola e riservata, e a un rigenerante bagno a Sainte-Anne nella splendida spiaggia del borgo, oggi illuminata da un sole caldissimo e da un mare caldo e trasparente.
Un’altra giornata intensa, fatta di mare, natura e memoria. Una di quelle che ti restano dentro, perché ti ricordano che ogni viaggio è anche un incontro con le storie che un luogo custodisce.

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