top of page

Search Results

192 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Diario di viaggio 2026. 26 gennaio

    La Désirade: tra silenzi antichi, natura selvaggia e spiagge da sogno Oggi, 26 gennaio, ho vissuto una giornata intensa e indimenticabile sull’isola di La Désirade, un luogo che porta con sé il peso della storia e la leggerezza della natura incontaminata. La Désirade è stata in passato rifugio forzato per gli indesiderati e i lebbrosi, ma oggi si mostra come un santuario di pace e autenticità. La mia esplorazione è iniziata nel giardino botanico del deserto, un piccolo scrigno di biodiversità dove la flora locale racconta la resilienza di un territorio che ha saputo adattarsi a venti forti e terreni aridi. Questo sito di circa 5000 metri quadri, grazie all’opera quotidiana di mantenimento e cura delle specie dell’Associazione “Cactophiles des antilles”, è custode di più di 800 specie di cactus provenienti da tutto il mondo, e del Melocactus Intrortus, una pianta endemica protetta, tipica della Dèsirade. Successivamente ho approfondito la storia geologica millenaria dell’isola, caratterizzata dalla presenza di un angolo didattico che, attraverso una serie di cartelli, raccontava le origini e le trasformazioni di La Désirade. Questa esposizione si trova all’interno di un’area che un tempo ospitava un cotonificio, di cui oggi restano soltanto i ruderi, un dettaglio che rende ancora più suggestiva la visita poiché la memoria del lavoro umano si intreccia con la narrazione della natura e del tempo. Dopo aver lasciato l’area dell’ex cotonificio mi sono portato a ridosso del Grande Fare, dove ho rivisitato l’antica stazione meteorologica dell’isola, oggi non più funzionante ma ancora capace di evocare il passato e l’importanza delle osservazioni climatiche in un territorio così esposto agli elementi. Sulla via del ritorno ho ammirato il cimitero locale, in perfetto stile guadalupense, con le sue tombe colorate e curate che riflettono il legame profondo tra la comunità e la memoria dei propri cari. Poco dopo mi sono fermato sulla spiaggia del Souffleur e consumare il pasto all’ombra di un gazebo con vista mare: una spiaggia meravigliosa con alte palme di cocco e un mare che, seppur mosso, si presentava di un colore celeste intenso, regalando un momento di pura contemplazione. Le ultime due tappe, fuori dal programma, hanno aggiunto ulteriore fascino alla giornata: la visita alla bellissima spiaggia Fifi, un angolo di paradiso incontaminato, e il centro del borgo con la sua chiesa e i monumenti commemorativi dedicati ai militari caduti durante la Prima Guerra Mondiale, ai marinai scomparsi e alle figure storiche della Guadalupa, come il condottiero Louis Delgrès e lo studioso Victor Schoelcher, fautore nel 1848 del decreto che aboliva la schiavitù. La Désirade mi ha accolto con i suoi silenzi antichi e la sua natura selvaggia, regalandomi un’esperienza intensa e autentica che porto con me come un tesoro prezioso. Domani il viaggio continua e mi attende la città di Le Moule, sulla Grande Terre, con la sua vitalità, le tradizioni e le storie da scoprire: dopo la quiete di La Désirade sarà affascinante immergersi nell’energia di un luogo che rappresenta un altro volto della Guadalupa. Spiaggia A Fi Fi

  • Diario di viaggio 2026. 25 gennaio

    Spiagge, storia e meraviglie paesaggistiche: St. François tra emozioni e scoperte. Anche oggi la giornata è iniziata prestissimo. Il fuso orario continua a farsi sentire e le notti diventano sempre più brevi. Alle quattro ero già sveglio e, nell’attesa delle sette, ho sistemato appunti, foto, video e rifatto le valigie per raggiungere St. François. Questa cittadina di oltre 12.000 abitanti si trova all’inizio di una lingua di terra che arriva fino alla punta sud‑est di Grande‑Terre. Da qui partono i collegamenti per Marie‑Galante, La Désirade e Petite‑Terre. Ospita un grande porto turistico, un museo delle belle arti e una miriade di spiagge e panorami da cartolina. Lungo gli otto chilometri della litoranea D118 si susseguono resort, un campo da golf, un aerodromo e scorci spettacolari come Pointe‑des‑Châteaux. La prima tappa, ancora nel territorio di Sainte‑Anne, è stata la splendida Anse de Gros Sable, amata dai surfisti e perfetta per chi cerca pace e autenticità. Qui ho respirato l’energia dell’oceano e la serenità di un luogo ancora intatto. Poi il tour ha assunto un tono più culturale. Prima tappa: il Memoriale degli schiavi, un monumento imponente a forma di grande libro aperto, con parole e simboli che ricordano le sofferenze degli africani deportati. Un luogo che invita al silenzio e alla riflessione. Subito dopo, il Museo delle Belle Arti, il primo delle Antille Francesi dedicato al patrimonio artistico locale dal XVI secolo a oggi. Un viaggio affascinante tra opere e identità. Qui ho avuto il piacere di incontrare l’artista Lucol Fèlie Lina, con cui ho scambiato qualche parola davanti a una sua opera esposta. La mattinata si è conclusa sulla meravigliosa spiaggia Lagon, un piccolo paradiso per gli sport velici. Nonostante il vento, la bellezza era indescrivibile: palme, sabbia chiarissima, acque che sfumavano dal verde smeraldo al celeste. Qui ho pranzato e mi sono goduto un momento di puro relax all’ombra di una palmetta. Nel pomeriggio, prima tappa a La Douche, dove le onde si infrangono sugli scogli creando vigorose docce naturali: un’esperienza semplice ma piacevolissima, soprattutto con 29‑30 gradi costanti. Poi la visita al Museo Creolo‑Indiano, una struttura coloratissima che ricostruisce 4.000 anni di storia attraverso scenografie immersive: civiltà precolombiane, pirateria, interni creoli, anni ’40‑’50, colonia e piantagioni. La mostra permanente “4000 anni di storia” espone una collezione unica al mondo, arricchita da opere di artisti guadalupensi e grandi maestri haitiani. L’ultima tappa della giornata è stata Pointe des Châteaux. Dalla croce che domina le scogliere ho ammirato un panorama mozzafiato: l’immensità del mare, l’isola della Désirade e, ai miei piedi, le spiagge dalle anime diverse — la calma Anse des Salines e la più agitata Anse des Châteaux. La giornata si è chiusa così, con il vento che accarezza il volto e panorami che sembrano scolpiti nella memoria. Ogni luogo visitato ha aggiunto un tassello a questo viaggio fatto di emozioni, storia e bellezza. Ora è tempo di riposare: domani mi attende La Désirade, l’isola degli “indesiderati”, segnata da un passato difficile tra deportazioni e isolamento dei lebbrosi. Un nuovo capitolo sta per aprirsi… e non vedo l’ora di viverlo, passo dopo passo, lasciandomi guidare ancora una volta dalla magia della Guadalupa. Museo Creolo‑Indiano

  • Diario di viaggio 2026. 23 gennaio

    Gosier: il primo abbraccio caraibico del mio viaggio Cari amici, eccoci di nuovo insieme dopo il primo contatto di questa mattina. Come anticipato, l’avventura tra le sei gemme caraibiche della Guadalupa è partita da Grande-Terre e, in particolare, dalla cittadina di S. Anne. Lasciato questo grazioso centro, mi sono diretto nella vivace e vicina Gosier, un centro turistico di circa 27 mila abitanti che mi ha accolto con spiagge splendide, cultura e quell’energia caraibica che conquista subito. Il programma prevedeva la visita a quattro siti di grande interesse, con una pausa pranzo speciale sull’isolotto di Gosier, a poche centinaia di metri dalla spiaggia della Dacha. Luoghi che avevo già conosciuto nel mio precedente viaggio e che desideravo rivedere. Il primo sito, raggiunto nonostante una leggera pioggerellina, è stato il Parco del Ravine du Chemin Pavé, un angolo di natura lussureggiante dove il tempo sembra rallentare. All’ombra dei carbet, davanti a stagni popolati da molluschi e pesci, mi sono concesso un momento di puro relax, immerso in un silenzio vivo e rigenerante. Il luogo è spesso meta di scolaresche locali. Poi ho visitato il Museo dei Costumi e delle Tradizioni, fondato dai coniugi Camelie e Claude Bausivoir: una vera macchina del tempo che, attraverso abiti, oggetti e scene di vita quotidiana, racconta le antiche civiltà afro-indiane e caraibiche. Ascoltare la signora Camelie, donna forte e orgogliosa delle tradizioni creole, è stato come sfogliare un libro di storia animato da colori e identità. Dopo una splendida pausa pranzo sull’isolotto, mi sono diretto verso la Grande Baia, nella località di Bas du Fort, dominata dal Forte Fleur d’Épée, il monumento storico più importante di Gosier. Un po’ abbandonata a sé stessa, la baia non mi ha colpito, nonostante le acque celesti: in alcuni punti il litorale era frequentato da gente poco raccomandabile. Deluso, ho lasciato la Marina di Gosier e ho raggiunto l’Acquario della Guadalupa. Le sue 50 vasche dedicate agli ecosistemi marini dell’arcipelago mi hanno immerso in un mondo sottomarino ricco di colori e creature sorprendenti, come una splendida tartaruga che nuotava tranquilla tra i visitatori. In sintesi, una giornata intensa e appagante, con l’unica delusione della Grande Baia. Nel tardo pomeriggio, dopo aver ammirato il tradizionale mercatino di St. Anne, esplosione di colori, aromi e sapori, ho deciso di rientrare per una rigenerante doccia. A domani, con una nuova avventura. Camelie Bausivoir - Museo delle Arti e dei Costumi Galleria fotografica completa sulla pagina Facebook Enjoy Guadalupa

  • Diario di viaggio 2026. 24 gennaio

    Grande-Terre: un giorno tra paradisi silenziosi e storia viva Anche questa giornata è volta al termine, e come di consuetudine, eccomi qui a raccontare questa nuova esperienza. Il tour odierno mi ha visto toccare diverse spiagge del litorale di Gosier, fermarmi nel caratteristico porto di pescatori di Saint-Felix, quindi raggiungere la città di Les Abymes per visitare la favolosa casa delle mangrovie di Taonaba e le statue di due importanti figure della lotta alla schiavitù, la Mulâtresse Solitude e Joseph Ignace. Sulla via del ritorno, invece, fuori dal mio programma, ho scoperto la graziosa ansa Vinaigri, quest’oggi battuta un fastidioso vento. Infine, ho raggiunto Sainte Anne, e, attirato da un mare che per le sue tinte somigliava alle Maldive, mi sono concesso un rigenerante bagno. Ma andiamo per ordine. La prima tappa odierna è stata la magnifica spiaggia di Petit Havre, a pochi chilometri da Gosier. Un angolo di paradiso che mi ha accolto con acque celesti e una sabbia chiarissima, punteggiata da palme di cocco che sembravano disegnate apposta per completare il quadro tropicale. È uno di quei luoghi in cui ti basta un respiro per capire che la giornata ha preso la piega giusta. Questo lido confina con l’Ansa Jaques, un’altra piccola spiaggia, un po’ selvaggia, ma dalle acque turchesi, raccolta e silenziosa, dove il mare ha mostrato sfumature quasi irreali. Da lì, qualche chilometro più in là, ho raggiunto la la spiaggia des Salines. Un vero paradiso per surfisti ed escursionisti, grazie alla sua rete di sentieri che si snodano lungo tutto il litorale di Gosier. La tappa successiva è stata il tipico porto di pesca di Saint-Félix, un luogo autentico, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e il profumo del mare si è mescolato a quello delle barche appena rientrate. Qui ho avuto il piacere di notare la presenza di una scuola di ballo caraibico con tanto di signore attempate che a ritmo di tamburo danzavano il Gwo-ka, un ballo ancestrale risalente agli schiavi d’Africa. Il tempo, anche oggi inclemente, mi ha concesso poco tempo per ammirare la vicina spiaggia di Saint-Felix, tanto che, messomi al riparo della pioggia sotto una tettoia a destinata alla protezione delle imbarcazioni da pesca, ho consumato il mio pasto. Subito dopo, ho raggiunto la città di Abymes, nota per l’aeroporto internazionale, il Morne Calvaire — unico percorso di pellegrinaggio dell’isola — e il monumento commemorativo del Morne de la Mémoire, un sito carico di significato dedicato alla memoria della schiavitù e ai sacrifici compiuti dagli antenati per conquistare la libertà. Nella considerazione che questi siti li avevo già visitati nel precedente viaggio, il mio interesse per la città di Les Abymes si è concentrato sulla Casa delle Mangrovie di Taonaba, un centro creato per valorizzare le aree costiere ricche di mangrovie e foreste paludose. Inserita dal 1994 nella Riserva mondiale della biosfera del Grand-Cul-de-Sac Marin, questa struttura mi ha permesso di scoprire un ecosistema fragile e prezioso, fondamentale per la vita dell’arcipelago. Infatti, dopo aver superato il Centro direzionale mi sono portato sulle tipiche passerelle in legno adagiate sul terreno paludoso per scoprire, lungo un itinerario completamente ricavato all’interno dell’area lussureggiante, le meraviglie di questa foresta umida. Un’esperienza unica e sensazionale per l’ambiente, la tipologia di passarelle presenti, e la modalità di visita della foresta. La giornata è quindi proseguita con la visita alle statue dedicate ai protagonisti della lotta contro la schiavitù, come la Mulâtresse Solitude e Joseph Ignace. Figure coraggiose, la cui memoria continua a ispirare l’identità e la storia della Guadalupa. La via di ritorno, come anticipato, l’ho dedicata alla scoperta dell’ansa Vinaigri, un’ansa piccola e riservata, e a un rigenerante bagno a Sainte-Anne nella splendida spiaggia del borgo, oggi illuminata da un sole caldissimo e da un mare caldo e trasparente. Un’altra giornata intensa, fatta di mare, natura e memoria. Una di quelle che ti restano dentro, perché ti ricordano che ogni viaggio è anche un incontro con le storie che un luogo custodisce. Casa delle Mangrovie di Taonaba Galleria fotografica completa sulla pagina Facebook Enjoy Guadalupa

  • Diario di viaggio 2026: il programma

    27 giorni in Guadalupa : il mio viaggio tra isole, natura e avventura Sta per iniziare una nuova avventura: 27 giorni attraverso le meraviglie dell’arcipelago della Guadalupa, un viaggio che sarà fatto di natura selvaggia, storia, incontri e scoperte. Un itinerario che attraversa più isole, ognuna con la sua anima, i suoi colori, la sua luce.   Basse-Terre – Foreste tropicali, cascate, canyon, sentieri che profumano di terra umida e vento caldo. Qui esplorerò luoghi iconici come il Canyon Moustique, il Parc National, le Chutes du Carbet e le spiagge nere vulcaniche.   Grande-Terre – Scogliere bianche, lagune turchesi, vento dell’Atlantico e villaggi pieni di vita. Sarà il cuore delle mie giornate tra cultura creola, mercati e spiagge da cartolina.   Marie-Galante – L’isola del rum, dei mulini e delle spiagge infinite. Un salto indietro nel tempo, dove la Guadalupa mostra il suo volto più autentico e lento.   Les Saintes – Un gioiello sospeso sul mare. Baie perfette, forti storici, panorami che sembrano dipinti.  La Désirade – L’isola più antica dei Caraibi, selvaggia e silenziosa, dove il tempo scorre al ritmo delle onde.  Îlets e riserve naturali – Escursioni in mare, snorkeling, fondali trasparenti e incontri con la fauna marina. Sarà un viaggio fatto di storie, reportage, fotografie, video e scoperte quotidiane, che condividerò passo dopo passo su #Enjoy Guadalupa .  Obiettivo del viaggio: raccontare l’arcipelago in modo autentico, esplorare luoghi meno conosciuti, valorizzare natura, cultura e memoria creola.  Seguimi per vivere insieme questa avventura: spiagge, foreste, canyon, isole, sapori, incontri e tanta Guadalupa vera.  Pronti a partire con me? www.enjoyguadalupa.com

  • Guadalupa tour 2026

    Amici di Enjoy Guadalupa , un caro saluto.  Il nostro volo sulle ali della farfalla caraibica sta per riprendere. Torniamo a sorvolare il meraviglioso arcipelago d’Oltremare francese con lo stesso entusiasmo che ci aveva travolti la prima volta, quando scoprimmo le isole di Grande‑Terre, Basse‑Terre, La Désirade, Marie‑Galante, Les Saintes e Petite‑Terre. Il fascino di queste gemme sospese tra Atlantico e Mar dei Caraibi fu un colpo di fulmine. Un amore immediato, potente, che ancora oggi continua a vibrare e a spingermi verso nuovi orizzonti, nuove emozioni, nuovi luoghi da raccontare. Ed è proprio questo amore, rimasto intatto dopo quattro anni, che mi permette di aprire una nuova pagina del diario di viaggio 2026: un capitolo fatto di avventure, scoperte e storie che arricchiranno la conoscenza di questo straordinario territorio d’Oltremare. La Guadalupa è un mosaico vivo: conserva i segni indelebili del suo passato legato alla schiavitù e alle deportazioni, custodisce una natura che dà il meglio di sé nelle sue riserve marine e terrestri, e regala litorali da sogno, dove spiagge splendide incontrano un mare che sembra non finire mai. Un vero angolo di paradiso, ricco di storia e bellezza, capace di emozionare in modi sempre diversi e di offrire esperienze indimenticabili. Il viaggio sta per cominciare. Per ventisette giorni esplorerò e documenterò oltre 150 siti in tutto l’arcipelago, seguendo un programma preparato nei mesi scorsi con cura e passione. Adesso non mi resta che salutarvi… e invitarvi a seguirmi in questa nuova, incredibile avventura. La farfalla caraibica sta per spiegare di nuovo le sue ali. Stefano

  • I murales della Guadalupa

    I Murales della Guadalupa riflettono la ricca storia e la complessa identità culturale dell'isola, esprimendo temi sociali, post-coloniali e identitari. Questa tradizione artistica urbana nasce dalla fusione di influenze africane, francesi e caraibiche, visibili nell'architettura, nella musica e nelle arti visive locali. ​ A Pointe-à-Pitre , in particolare, i murales adornano le pareti degli edifici, rappresentando scene di vita quotidiana, figure storiche e simboli culturali che raccontano le storie degli antenati e le lotte per l'indipendenza. Sito di riferimento di questa arte è il Centre des Arts et de la Culture , uno dei tesori nascosti più affascinanti della città, occupato l'edificio con un’occupazione non violenta tenutasi nel 2021 grazie al Kolèktif Awtis Rézistans , un collettivo di artisti in resistenza formato da circa cento artisti di varie discipline che, nonostante l’abbandono delle istituzioni, riesce a trasformare l’insicurezza in un’opportunità creativa. Questi dipinti, presenti comunque su tutte le isole della Guadalupa , non sono solo decorazioni urbane, ma anche strumenti di educazione e consapevolezza sociale. L’arte di strada trasforma pareti degradate in opere che abbelliscono le città e migliorano la qualità della vita. I Murales affrontano temi sociali, rafforzano il senso di comunità e valorizzano l’identità culturale, rendendo gli spazi urbani più vivaci e coinvolgenti. L’arte urbana diventa così un potente strumento di rigenerazione e bellezza condivisa. La storia della street art in Guadalupa è ricca e diversificata, con molti artisti di talento che sono emersi da questa isola caraibica, e in loro onore, nel corso dell’anno, molti sono gli eventi che vengono organizzati dalle tante associazioni culturali presenti sull’arcipelago. A Pointe-a-Pitre, è possibile fare un tour in tuk tuk tra le vie della città attraverso l’agenzia turististica locale Pousse pousse Ti Balad Peyi. L'arte dei Murales | Enjoy Guadalupa Ecoute le podcast: https://open.spotify.com/episode/3Mx6edsN5qJq3ymYyXXLpf?si=cGCxbqZMTWOIAP4-qtSCNA

  • Il Carnevale 2026 alla Guadalupa

    Se c’è una festa popolare molto sentita nell’arcipelago della Guadalupa , quella del Carnevale rappresenta un vero e proprio evento folcloristico unico nel suo genere, in grado, ogni anno di attirare dai 60.000 ai 150.000 spettatori. Introdotto intorno al XVII secolo dagli europei cattolici che s’insediarono in questo fantastico angolo dei Caraibi, il periodo dei festeggiamenti inizia con l’Epifania e termina il mercoledì delle Ceneri . Un arco di tempo abbastanza ampio durante il quale, canti, musica travolgente e ritmata, e sfilate di differenti gruppi, ciascuno con il proprio carro, costume e coreografia, lascia spazio ad un’esplosione di euforia collettiva. Per i locali, il carnevale alla Guadalupa rappresenta una celebrazione sentita, per i turisti uno spettacolo da non perdere, capace di mantenere sempre vive tradizioni centenarie, non solo sulle due principali isole dell’arcipelago, Grande-Terre e Basse-Terre , ma anche su quelle minori di Marie-Galante , La Dèsirade e Les Saintes . Molti i momenti durante i quali i festeggiamenti riservano spettacoli significativi messi in campo dall’Associazione organizzatrice, la Groupement pour la Culture et le Carnaval in Région Pointoise . Tra questi la Grande sfilata della domenica grassa a Pointe-à-Pitre; la parta in pigiamo del giorno successivo e la sfilata des  Marchandes a Basse-Terre e quella notturna a Saint-François. Ed ancora la Giga parade del martedì grasso a Basse-Terre, ed infine la sfilata del bianco e nero, con l’incenerimento del fantoccio re Varal , simbolo degli avvenimenti dolorosi dell’anno trascorso, del mercoledì grasso, ultimo atto del Carnevale guadalupense. Ed in questo caleidoscopio di suoni, danze e colori durante il quale personaggi emblematici come re, regine, diavoli e svariate maschere simboliche trascinati dal ritmo tipico della Guadalupa, il Gwo Ka , danno vita ad atmosfere inebrianti e divertenti, il Carnevale offre altresì l’opportunità di gustare i piatti tipici di questo periodo, come il sinoball , ovvero una granita ricoperta di sciroppo di menta, granatina o orzata e i beignets di Carnevale. Il Carnevale | Enjoy Guadalupa Ascolta il podcast: https://music.amazon.it/podcasts/e1b9fd77-5a56-4060-ac3e-a7fcfcd96c19/episodes/e6be3e3a-e9c1-412f-8638-f2205a284b86/cinq-bonnes-raisons-de-d%C3%A9couvrir-la-guadaloupe-masques-cr%C3%A8ole-plong%C3%A9e-dans-le-carneval-guadeloup%C3%A9en

  • La fauna della Guadalupa

    La Guadalupa sorprende con una fauna ricca e affascinante, soprattutto marina Tra colibrì coloratissimi, pellicani, iguane protette e gechi, la natura è ovunque! Sotto il mare è ancora più spettacolare: tartarughe marine, pesci tropicali, razze, delfini e, in alcune stagioni, persino balene Luoghi come il Parco Nazionale della Guadalupa e la Riserva marina Grand-Cul-de-Sac-Marin proteggono questo incredibile ecosistema. Un’isola dove la biodiversità è un vero tesoro. Il Parco Nazionale della Guadalupa , creato nel 1989 sull’isola di Basse-Terre , è il primo parco nazionale francese d’oltremare. La sua missione è proteggere la natura antillese, dalla foresta tropicale agli ambienti marini. Si estende per circa 22.000 ettari, di cui 17.300 di foresta e 3.700 di zone umide e marine. Al suo interno si trovano alcuni dei luoghi naturali più spettacolari dell’isola: il vulcano Soufrière , vetta più alta delle Piccole Antille (1.467 m), le cascate del Carbet e la riserva del Grand Cul-de-Sac Marin . Oltre 300 km di sentieri permettono di esplorare questo patrimonio, ricco anche di fauna locale come procioni, manguste, colibrì, pellicani neri e fasmidi. Lungo la route de la Traversée si incontra la Maison de la Forêt , punto ideale per conoscere meglio questa natura lussureggiante. Nelle vicinanze si trovano un’area picnic sul fiume Bras-David e un breve sentiero su passerella. Poco più avanti, verso Petit-Bourg , parte il facile percorso che conduce alla cascata aux Écrevisses , raggiungibile in pochi minuti a piedi e immersa in una splendida cornice verde. La riserva naturale di Grand-Cul-de-Sac-Marin è un simbolo della ricchezza naturale della Guadalupa e un’importante area protetta che si estende su 15.000 ettari, collega le isole di Basse-Terre e Grande-Terre. Essa comprende laghi, mangrovie, isolotti protetti e ospita numerose specie marine, tra cui 255 specie di pesci e 50 coralli, oltre a 78 specie di uccelli, alcune endemiche, dove mangrovie e barriere coralline svolgono un ruolo vitale nel mantenimento dell’equilibrio ambientale. La riserva Grand-Cul-de-Sac-Marin è delimitata da una barriera corallina lunga 25 km e, sul versante terrestre, dalla più vasta fascia di mangrovie delle Piccole Antille , rappresentando così un importante serbatoio di biodiversità. Le zone umide costiere proteggono la costa dall’azione delle onde, filtrano le acque di ruscellamento, immagazzinano l’acqua proveniente da piogge cicloniche eccezionali e ospitano numerose specie di uccelli migratori. La poca profondità delle acque favorisce la crescita di estese praterie di fanerogame marine (piante con fiori), che fungono da aree nursery per molte specie di pesci, crostacei e molluschi. La preservazione del Grand-Cul-de-Sac-Marin  affronta sfide legate a inquinamento e turismo non regolamentato, che minacciano questo fragile ecosistema. Gli sforzi di conservazione includono sensibilizzazione, restauro degli habitat, rafforzamento delle normative e collaborazione tra autorità, ricercatori e ONG, oltre a programmi educativi per le future generazioni. Questo ecosistema ricco e variegato è un importante esempio di tutela ambientale, che preserva l’equilibrio tra terra e mare, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nella natura. www.enjoyguadalupa.com Podcast: Riserva Marina Grand-Cul-Sac-Marin: La Riserva Naturale del Grand-... - I tesori della Guadalupa - Les Trésors de la Guadeloupe - Apple Podcasts Podcast: Parco Nazionale della Guadalupa: Ombre di fumo e salti d’acqua:... - I tesori della Guadalupa - Les Trésors de la Guadeloupe - Apple Podcasts

  • La gastronomia alla Guadalupa

    Sotto il profilo gastronomico, la Guadalupa trae le sue influenze culinarie dalla Francia, dall'India e dall'Africa. Tra i piatti più conosciuti c’è il Colombo , un insieme di spezie (tra cui coriandolo, peperoncino e pepe) simile al curry con cui viene cucinata la carne, in particolare il pollo e la capra, ma anche il maiale e il pesce. Di solito vengono servite in un unico piatto accompagnato da riso e fagioli, e in alcuni casi il colombo si cucina anche per portare una nota piccante a certi dessert. Molto apprezzati sono anche Les Accras , e i Bokit . Le prime sono piccole “frittelle” contenenti vari ingredienti, tra cui gamberi o merluzzo servite singolarmente oppure insieme al pollo, consumate come piccolo pasto o come snack veloce sulle spiagge. I secondi, invece, sono una sorta di panini fritti da gustare per una pausa pranzo rapida e gustosa. Il panino viene fritto, tagliato in due e riempito con della carne, prosciutto, formaggio, pesce o verdure con l’aggiunta, in alcuni casi, della maionese o altre salse. Il granchio farcito è una specialità che viene preparata in occasione delle feste pasquali. La sua preparazione prevede la polpa di granchio , la mollica di pane, del succo di lime, l’aglio, l’erba cipollina, delle spezie, il peperoncino delle Antille, ed il pane grattugiato. Il tutto viene poi informato per una decina di minuti. Anche nel campo dolciario la Guadalupa produce leccornie di primissima qualità. Tra i dolci più serviti c’è il Sorbet au coco , un sorbetto al cocco preparato con specifica attrezzatura in modo artigianale e venduto sulle spiagge o nelle gelaterie tradizionali, e il Tourment d’amor , tipico dolce di Les Saintes a forma di piccola torta ripieno di marmellata dai diversi gusti come il cocco, l’ananas e la banana. Infine, come non menzionare le principali bevande, parte integrante delle abitudini dei locali e dei turisti che visitano l’arcipelago. Tra tutte c’è il Rum , secolare liquore strettamente legato alla coltivazione della canna da zucchero, pianta importata nei Caraibi più di 3 secoli fa, quando i francesi, nel 1635, colonizzarono l’arcipelago. Alla Guadalupa esistono oltre dieci distillerie distribuite su tre isole, Grande-Terre, Basse-Terre e Marie-Galante tutte a conduzione familiare ed aperte ai visitatori con tour “ad hoc” durante i quali vengono mostrate le coltivazioni, gli impianti, e rese note le fasi e le modalità della produzione di questa rinomata bevanda alcolica. Due le tipologie di rum prodotte: quello agricolo e quello industriale. La differenza sta nel metodo produttivo; il primo si ottiene dal succo puro della canna da zucchero, mentre il secondo dalla distillazione della melassa. Con il rum agricolo si produce il Ti’punch , bevanda adatta – secondo i locali – ad allietare tutte le ore della giornata. Gli ingredienti sono il lime, lo zucchero di canna (a Marie-Galante si preferisce utilizzare lo sciroppo di zucchero di canna o il miele di produzione locale) e rum agricolo senza ghiaccio. Il rum agricolo, infine, si utilizza anche per il Planteur, miscela di rum, succo di frutta e zucchero di canna. Questa bevanda si vende anche già pronto in bottiglia in modo artigianale e industriale, e non è il classico cocktail tropicale che ci si può immaginare, ma è una bevanda molto alcolica alla frutta. Infine, per dissetarsi con qualcosa di più leggero, c’è la locale birra Corsaire , servita con l’immancabile fetta di lime. Il podcast: https://open.spotify.com/episode/3JvyxjfXbgmut3R6hPh3lS ... Gastronomia | Enjoy Guadalupa

  • I musei della Guadalupa

    Nell’ambito di tale processo di valorizzazione della storia e delle tradizioni della Guadalupa, anche i musei giocano un ruolo di assoluta rilevanza. Le isole di Basse-Terre, Grande-Terre, Marie-Galante e Les Saintes , sono infatti custodi di testimonianze che richiamano alla memoria le origini dei primi abitanti dell’arcipelago, gli usi e i costumi delle popolazioni che approdarono su queste isole, e le antiche arti adottate nelle lavorazioni artigianali. Inoltre, grazie alla presenza di piantagioni e distillerie secolari ancora attive, oggi è possibile conoscere le tecniche di coltivazione di quei prodotti della terra, come la canna da zucchero, il caffè, il cacao ecc., destinati, nel processo di lavorazione, alla loro trasformazione in beni di consumo di primissima qualità come rum, cioccolato e caffè. Il nostro viaggio alla scoperta di questi tesori parte dall’isola di Basse-Terre , ala sinistra della grande farfalla, per visitare a St. Rose il museo dedicato al r u m , e quello riguardante le tradizioni creole; l’itinerario culturale prosegue per Pointe-Noire e Vieux-Habitants per conoscere, rispettivamente, il museo del cacao e del caffè , e si completa con quello di Basse-Terre , capoluogo dell’omonima isola, per ammirare le magnifiche testimonianze custodite all’interno di Forte Delgrés , oggi simbolo della lotta alla schiavitù portata avanti nei primi anni del 1800 dall'eroe locale, il condottiero  Louis Delgrès . Ma anche Grande-Terre ospita musei di primissimo piano. Gosier si pregia della presenza di quello degli usi e dei costumi , Point-á-Pitre , invece, per il famoso Memorial Acte , costruito con la finalità di preservare la memoria di coloro che hanno vissuto gli anni bui della schiavitù; per il museo dedicato a Victor Schoelcher , importante figura storica del XIX secolo in quanto difensore dei diritti umani, e quello di St. John Perse , illustre poeta e scrittore, Premio Nobel della Letteratura nel 1960. Il tour a Grande-Terre si conclude, dapprima, con il museo delle belle arti di St. François e quello dipartimentale d’archeologia dedicato a Edgar Clerc di Le Moule , successivamente con quello della canna da zucchero di Port-Louis e quello delle arti e delle tradizioni della vita di una volta ( De la vie d’Antan ) di Petit-Canal . Inoltre, l’autentica isola di Marie-Galante , meglio conosciuto come l’isola dei cento mulini per le innumerevoli piantagioni della canna da zucchero destinate alla produzione del rum, è custode, nella città di Grande-Bourg, di tre musei, due a cielo aperto, l’E comuseo Murat e il vecchio zuccherificio Roussel-Trianon, e uno in un'originale locale in stile creolo, il  Kreol West Indies .​ Infine, a Terre-de-Haut , isola abitata insieme a Terre-de-Bas dell'arcipelago di Les Saintes è presente il forte Napoleon , una fortezza risalente alla metà del IXI secolo custode della storia di questa terra e della battaglia del 1782 che ha opposto i francesi agli inglesi. Memorial Acte (Pointe-à-Pitre)

  • Il Natale alla Guadalupa

    Ci sono luoghi in cui il Natale profuma di resina, neve e camini accesi… E poi c’è la Guadalupa. Un arcipelago dove dicembre è un mese di luce, di vento caldo, di colori intensi… e dove il Natale diventa un momento in cui tradizioni antiche, cultura creola e spirito caraibico si mescolano in una festa unica al mondo. Oggi vi porto con me in un viaggio attraverso il Natale creolo, nelle sue musiche, nei suoi riti, nei suoi sapori, nelle sue storie. Le festività natalizie in Guadalupa sono un’esplosione di musica, tradizioni e sapori che uniscono l’eredità creola, africana ed europea in un’atmosfera calda e conviviale. Qui, tra Grande-Terre, Basse-Terre, Marie-Galante, Les Saintes e l’affascinante La Désirade, il Natale non è solo una ricorrenza: è un’esperienza culturale intensa, vissuta tra mare, convivialità e comunità. In Guadalupa, dicembre segna l'inizio della carême, la stagione secca. Il cielo è limpido, il sole ha un colore più tenue, e il vento che arriva dall’oceano porta un profumo dolce di zucchero di canna e fiori tropicali. Le giornate sono perfette per vivere l’isola all’aperto: la luce è dorata, morbida, quasi cinematografica. Il caldo non è più intenso come nei mesi estivi, e al tramonto gli orizzonti diventano rosa, arancione, lilla. Ed è proprio in questa atmosfera che l’isola inizia a prepararsi al Natale. Il Natale in Guadalupa è un ponte tra passato e presente. È memoria, identità, orgoglio. È una celebrazione fatta di emozioni semplici, autentiche. Non è una festa di fretta. È una festa lenta, fatta di gesti che si tramandano: cantare insieme, cucinare tutti, aprire la casa ai vicini, ballare, ridere, ricordare. Il Natale creolo non è “uno spettacolo": è una comunità che si racconta. Ascolta i podcast: Noël Creole | Podcast on Spotify Le festività natalizie | Enjoy Guadalupa

About Me

  • Grey Facebook Icon
  • YouTube
  • Instagram
Loquis
Apple podcast
Logo Spotify
Amazon music
Podcast Spreaker

Il piacere di raccontare le bellezze di un arcipelago caraibico dalle mille sfaccettature dove spiagge magnifiche, una natura lussureggiante, paesaggi mozzafiato e una storia millenaria, fanno della Guadalupa un paradiso tropicale da scoprire e vivere armonicamente a stretto contatto con la verve di un popolo dalle chiare origini creole.

Stefano di Enjoy Guadalupa

Contact us

Tutto il materiale video e fotografico e le informazioni pubblicate sul sito sono di proprietà di Enjoy Guadalupa

bottom of page